Venerdì Santo: cos’è, il racconto della Passione e la Via Crucis

Perché nella Via Crucis ci sono stazioni che non compaiono nei Vangeli? E cosa accade durante la passione di Gesù?

Il 10 aprile 2020 cade il giorno del Venerdì Santo, ricorrenza religiosa che precede la Pasqua cattolica e durante la quale viene commemorata la Passione, crocifissione e morte di Gesù Cristo. Non si celebra l’eucaristia e le campane tacciono in segno di lutto, anche se con alcune differenze di orario (di inizio del silenzio) fra rito romano e rito ambrosiano.

Le ultime ore di vita di Gesù

Il racconto dei Vangeli narra che, dopo l’Ultima Cena, il tradimento di Giuda Iscariota porta all’arresto di Gesù nell’uliveto del Getsemani, poco fuori Gerusalemme. La mattina di venerdì Gesù compare di fronte al prefetto romano Ponzio Pilato, che in seguito a un colloquio lo giudica innocente: lo invia dunque a Erode Antipa, re della Giudea, che però non lo condanna e lo rispedisce a Pilato, di fatto scaricando su di lui la responsabilità di qualunque decisione.

Pilato decide di ricorrere a una prerogativa delle autorità romane, quella cioè di coinvolgere il popolo nella liberazione di un prigioniero in occasione della Pasqua ebraica. Di fronte alla scelta fra l’omicida Barabba e l’autodefinitosi “Re dei Giudei”, la folla sceglie di liberare Barabba e invoca la crocifissione di Gesù.

Ponzio Pilato, pur convinto dell’innocenza di quest’ultimo, ma temendo tumulti, decide di “lavarsi le mani” per sancire la propria estraneità rispetto a una condanna che ritiene ingiusta e lascia Gesù al suo destino. Egli viene flagellato, schernito, coronato di spine, condotto presso una collina rocciosa chiamata Golgota (o anche Calvario) e qui crocifisso insieme a due ladroni. La morte sopraggiunge poco dopo.

Venerdì Santo e Via Crucis

Accanto alle celebrazioni religiose che si tengono nelle chiese, solitamente ogni parrocchia organizza una Via Crucis, cioè una commemorazione del doloroso percorso di Cristo verso il Golgota. Le origini di questa tradizione risalgono al XII secolo, quando il numero di stazioni (le soste devozionali che ricordano specifici momenti della strada verso la crocifissione) non avevano un numero definito e uguale per tutti.

Fu solo nel 1731 che l’autorità ecclesiastica uniformò numero e tipologia delle stazioni, accogliendone anche alcune riservate a momenti non presenti nei Vangeli ma diffusisi nella prassi popolare. Ad esempio l’incontro con la madre, che secondo il Vangelo di Giovanni avviene sotto la croce, non durante il percorso che conduce al Golgota.

Scrivendo per Famiglia Cristiana, il teologo Silvano Sirboni sottolinea che “dal 1975 è possibile sostituire le stazioni tradizionali con altri momenti della Passione desunti dai Vangeli e concludere sempre con la Risurrezione di Gesù”.

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