Visitare Praga

Praga

La Capitale ceca fu fondata dal casato dei Premyslidi e nel XII secolo diventò residenza dei Sovrani di Boemia. Di seguito si trasformò nella Capitale del Sacro Romano Impero e grazie a Carlo IV ebbe uno sviluppo che la rese sempre più prestigiosa. Dal 1526 al 1918 Praga passa sotto il dominio degli Asburgici rimanendo un Paese tranquillo e soave fino allo sconvolgimento avvenuto durante la guerra dei 30 anni (1618). Liberatasi dall’Impero nacque la Repubblica Cecoslovacca fino al 1993, anno in cui lo stato si scisse in due formando la Repubblica Ceca da una parte e Slovacchia dall’altra.
Il personaggio più famoso di Praga è senza dubbio Franz Kafka, un mostro sacro della letteratura mondiale. Anche Mozart è legato a Praga perché qui scrisse il “Don Giovanni” e spesso si esibiva in qualche locale.

1

Nello Stemma di Praga troviamo scritto ‘Praga Caput Regni‘ e questo perché fin dalla sua fondazione svolse un ruolo fondamentale per la storia di tutta l’Europa.

3

Praga è una città piccola ma veramente bella e romantica. Ha un campionario architettonico molto vasto con elementi gotici e barocchi che si mescolano in un mix affascinante.
La maggior parte dei turisti si recano a Praga per il weekend e spesso non riescono a visitare tutte le attrazioni di cui gode questa stupenda città.

In pochi giorni è impossibile vedere tutte le chiese, i musei e i monumenti di Praga e quindi di seguito vi segnaliamo le 10 attrazioni principali da non perdere:

 

2Piazza della Città Vecchia

La Piazza della Città Vecchia, ovverosia la Staroměstské náměstí, si trova Praga proprio nella Città Vecchia della capitale della Repubblica Ceca. Dal punto di vista storico, le prime notizie della Piazza della Città Vecchia Praga si hanno attorno al 1200 quale luogo utilizzato per organizzare un mercato, ma è per quanto avvenne nel 1621 che la Piazza viene ricordata in quanto, dopo la battaglia della Montagna Bianca, che rappresentò lo scontro decisivo nel contesto della fase boema della Guerra dei Trent’anni, ben 27 capi della rivolta protestante furono giustiziati per ordine dell’imperatore Ferdinando II.

Al giorno d’oggi, per ricordare tale avvenimento è presente una targa commemorativa. La Piazza della Città Vecchia è uno dei più importanti luoghi turistici di Praga e della Repubblica Ceca in quanto è proprio su di essa che si affacciano tante chiese, tanti palazzi e tanti monumenti tra i più importanti di Praga a partire dall’orologio astronomico e passando per la Chiesa di Santa Maria di Týn, il Municipio della Città Vecchia, il Palazzo Kinský e la Chiesa di San Nicola.

La Città Vecchia è un quartiere di Praga che fu, insieme alla zona del Castello, il primo ad essere popolato durante il XII secolo da parte di tedeschi, di ebrei, degli italiani e dei borgognoni, mentre la fondazione della Città Nuova della capitale della Repubblica Ceca risale solo al XIV secolo a seguito dei piani di espansione che furono voluti da Carlo IV di Lussemburgo.

La Città Vecchia e la Città Nuova a Praga al tempo erano non solo diverse, ma anche divise da tutti i punti di vista, a partire da quello sociale e fino ad arrivare all’accesso vero e proprio visto che la Città Vecchia, Mala Strana ed il Castello Praghese erano divise dalla Città Nuova in virtù della presenza di un grande fossato che al giorno d’oggi solo per un breve tratto risulta essere idealmente identificabile nella via Na Příkopě.

Suggestivi e pittoreschi, con le sue decorazioni, sono inoltre i tanti edifici in stile romanico e gotico che si affacciano sempre sulla Piazza della Città Vecchia Praga. Tra questi spiccano la casa alla volpe rossa di Praga che è un edificio che, basato sull’architettura romanica, presenta la facciata che è decorata con la Madonna con Gesù Bambino, chiamata anche Madonna di pietra. Nella Piazza della Città Vecchia a Praga si affaccia pure la Casa alla campana di pietra il cui nome deriva anche in questo caso dalla decorazione della facciata principale che è caratterizzata da una campana in pietra scolpita medievale.

Ed ancora, in Piazza della Città Vecchia a Praga c’è la casa Štorch di Praga che è un edificio che, basandosi sull’architettura rinascimentale, è stato decorato, ad opera di Mikoláš Aleš, con un dipinto della fine del XIX secolo che ritrae San Venceslao a cavallo. Tra le altre case d’epoca che si trovano in Piazza della Città Vecchia a Pragaci sono pure la casa Ochs e la casa Da Lazzaro di Praga con la prima che, caratterizzata da una statua di Sant’Antonio da Padova della fine del XVIII secolo, ha preso il nome dal proprietario che l’ha abitata nel XV secolo. La casa Da Lazzaro di Praga spicca invece per le sue sue volte romaniche sebbene poi nel XV secolo l’edificio sia stato profondamente ristrutturato in stile rinascimentale.

Si trova inoltre al centro della Piazza Città Vecchia il monumento che, dedicato a Jan Hus, fu posto nella piazza in occasione del 500-esimo anniversario della sua morte. Jan Hus, la cui nascita a Husinec risale al 1371 circa, fu un riformatore religioso che, dopo essere stato condannato per eresia dal Concilio di Costanza nel 1415, fu messo al rogo.

Nel monumento imponente, dove è la figura di Jan Hus a dominare quale simbolo ed esempio di forza morale, sono presenti due gruppi scultorei, quello di una giovane madre a simboleggiare la rinascita nazionale, e quello degli Hussiti vittoriosi e dei protestanti costretti all’esilio duecento anni dopo.

22Malà Strana

Malá Strana in ceco significa “Parte Piccola” ed è il nome con cui dal trecento si identifica questa parte di Praga rispetto a Nove Mesto, la Città Nuova. Distrutta nel 1541 da un grande incendio, fu ricostruita da artisti e architetti italiani, che le diedero l’attuale aspetto barocco e rinascimentale. Da allora sembra che il tempo si sia fermato perché gli uomini e la natura hanno, per fortuna, lasciato questo posto uguale a quando è stato ricostruito.

Ancora intatta, Malá Strana è un piccolo gioiello con piazzette, splendidi palazzi e angoli romantici. La Chiesa di San Nicola (a Praga ce ne sono due) divide Malá Strana in due e su tutto il quartiere troneggia la sagoma imponente del Castello, a cui si arriva con splendide (e ripide) salite panoramiche.

 

4-bisTeatro Nazionale

Il tempio della musica a Praga è il celebre Teatro Nazionale (Národní Divadlo in ceco), un sontuoso edificio riccamente decorato, assurto a simbolo della rinascita culturale ceca tra il tardo Ottocento e l’inizio del Novecento. Ricostruito soltanto due anni dopo l’inaugurazione a causa di un devastante incendio, il teatro è risorto dalle ceneri e si è definitivamente imposto come il miglior palcoscenico della Repubblica Ceca. Il repertorio odierno spazia da autori e compositori classici come Shakespeare, Tchiakovsky e il ceco Smetana a geni contemporanei come Joan Osborne e Philip Glass. Assistere ad uno spettacolo teatrale, un’opera lirica o un balletto negli splendidi spazi di questo edificio sarà uno dei momenti più emozionanti della vostra vacanza a Praga, ma se il teatro non fa per voi resterete comunque a bocca aperta davanti alla bellezza di questo iconico edificio e la sua magnifica cupola dorata.

Già nel 1844 durante i raduni dei patrioti cechi si fece strada l’idea di costruire un edificio che fungesse da teatro nazionale e potesse diventare un simbolo dell’identità nazionale. Si dovette però attendere il 1881 perché questo sogno venisse realizzato, grazie anche alle generose donazioni del popolo ceco.

Soltanto due anni dopo si ebbe una seconda inaugurazione ufficiale del Teatro Nazionale, che seguì i lavori di ricostruzione necessari a causa di un devastante incendio che distrusse una parte dell’edificio.

Il Teatro Nazionale di Praga è un’opera straordinaria, un edificio imponente ed elegante. Ricchissime sono le sue decorazioni interne ed esterne, in un tripudio di oro. Adornano le sfarzose sale del Teatro Nazionale capolavori di artisti cechi del XIX secolo tra cui Mikoláš Aleš, František Ženíšek, Vojtěch Hynais e Josef Václav Myslbek.

Il modo migliore per apprezzare il sontuoso Teatro Nazionale di Praga è naturalmente assistere ad uno spettacolo. Se però i biglietti sono esauriti o non ci sono spettacoli di vostro interesse potete ugualmente ammirare la bellezza degli interni del Teatro partecipando ad un tour guidato. Le guide del teatro vi condurranno nelle eleganti sale del teatro, incluse alcune normalmente chiuse al pubblico, e vi racconteranno la storia di questo importantissimo monumento culturale nazionale.

 

6Chiesa di San Nicola

Questo monumentale edificio barocco fu edificato tra il 1732 ed il 1737 su progetto di K. I. Dientzenhofer. La facciata rivolta in direzione del viale Pařížská venne modificata nell’epoca moderna. L’interno, caratterizzato da interessanti effetti di luce, è dominato da un lampadario con decorazioni di cristallo delle vetrerie di Harrachov, donato alla Chiesa Ortodossa dallo zar russo. Ora, la cattedrale viene utilizzata dalla Chiesa Hussita Cecoslovacca anche come sala da concerti.

Cattedrale di San Nicola – Piazza della Città Vecchia (Chrám sv. Mikuláše – Staré Město), Staroměstské náměstí, Praha 1 – Staré Město, 110 00

7-700Il Soffitto della Chiesa di San Nicola a Praga

Old Jewish Cemetery in Josefov, PragueIl vecchio cimitero ebraico

Uno dei luoghi più suggestivi e particolari quando si va nella città di Praga è di sicuro il Vecchio Cimitero Ebraico. Una volta arrivati in città recatevi nel quartire di Josefov uno dei più antichi di Praga e avvicinatevi all’entrata del vecchio cimitero.

Assicuratevi di vedere o prima o dopo la vostra visita al cimitero anche le varie sinagoghe che sono molto interessanti. Una volta entrati nel cimitero, vi verranno forniti i kippah dei piccoli copricapo tipici della cultura ebrea per farvi entrare subito nell’atmosfera. Il percorso è obbligato e delimitato da piccole cordicelle che dividono le lapidi dalla piccola stradina creata.

L’atmosfera è macabra e alquanto inquietante, pensate a centinaia di lapidi ammassate l’una con l’altra, tutte ravvicinate fra loro.  Infatti il Vecchio Cimitero per moltissimi anni è stato l’unico luogo dove gli ebrei potevano seppellire i propri morti e pare che ci siano oltre 12.000 lapidi sotterrate in questo luogo.

Il susseguirsi di epoche e il numero copioso di lapidi hanno creato questo ambiente molto suggestivo e molto particolare da visitare. Al di la dell’attrazione turistica, qui si respira un aria tetra che vi rimarrà dentro, come lo è stato almeno per me. Io, quando ci sono stato, diversi anni fa, rimasi molto colpito dalle lapidi e dai piccoli sassolini e dei bigliettini spiegazzati posti su di esse, che indicano i desideri delle persone che vanno li a pregare.

Al quartiere ebraico di Praga è legata anche l’antica leggenda del Golem di Praga.La leggenda vuole che nel XVI secolo, gli ebrei di Praga, erano sempre oggetto di numerose aggressioni e innumerevoli soprusi. In quel tempo, il rabbino Rabbi Jydah Loew per proteggere i suoi concittadini, creo dal fango argilloso della Moldava, questo enorme mostro che aveva il compito di proteggere tutti gli Ebrei. Il Golem, obbediva agli ordini del rabbino, e avrebbe portato distruzione e morte a chiunque avesse fatto del male agli ebrei del ghetto. Si dice che il Golem fosse nascosto nella soffitta dell’attuale Sinagova Vecchia-Nuova che si trova ancora oggi nel quartiere di Praga.

Questa figura mitologica non era dotata di anima, e quindi era priva di provare emozioni, e obbediva solo ed esclusivamente agli ordini del suo creatore. Alcuni Golem, essendo poi divenuti troppo grandi non potevano essere utili al proprio creatore che decise di disfarsene incidendo sulla loro fronte la parola “met” che vuol dire morte.

I golem invece viventi avevano incisa sulla fronte la parola “emet” che in ebraico vuol dire “Verità”. La tomba di Jehuda Liwa Ben Betzalel meglio conosciuto come Rabbi Loew è nel Vecchio cimitero ebraico.

10-giustoGolem

Come tutte le leggende o simboli in generale, essi vengono sempre usati come icone per poter offrire al turista un vero e proprio ricordo di un determinato luogo. Così lo è anche per il quartiere ebraico di Praga, Josefov, che è, pieno zeppo di bancarelle, negozietti, che vendono piccole statue del Golem. Infatti potrete trovare questo simpatico souvenir, ovunque, nel quartiere, come ricordo del ghetto Ebraico di Praga. Un po’ come accade in diversi luoghi, il Golem è divenuto il simbolo del quartiere ebraico, ed è venduto in tutte le salse, dal portachiavi, alla statuina in legno, alla calamita, alle tovagliette e cosi via.

11Ponte Carlo

Uno dei ponti più famosi al mondo si trova a Praga; è il suggestivo Ponte Carlo che unisce la Città Vecchia al Piccolo Quartiere. Non perdetevi il tramonto.

Il Ponte Carlo (in ceco Karluv Most) è l’incantevole trait d’union tra la Città Vecchia e il Piccolo Quartiere, i due quartieri storici del centro di Praga. È il ponte più antico della capitale ceca tra quelli che si sono conservati fino ad oggi ed è senz’altro il più famoso, attraversato ogni giorno da migliaia di turisti e praghesi. Talvolta romantico talvolta dark, questo ponte in pietra realizzato in stile gotico è suggestivo in ogni stagione dell’anno: se d’inverno la neve gli regala un’atmosfera fiabesca, i colori dell’autunno lo rendono romantico e nostalgico, mentre in primavera Ponte Carlo si anima di una vivacità incontenibile. Sotto di lui scorrono inarrestabili le sornione acque della Moldava, il fiume nazionale ceco. In passato era consentito il traffico di auto e tram sul ponte, mentre oggi é zona pedonale ed é quasi costantemente affollato di gente. Unitevi ai turisti che vengono qui a caccia di scorci romantici, fotografie da cartolina e viste mozzafiato. Sarà un’indimenticabile passeggiata, con il cuore che vi batterà di emozione ad ogni passo.

Il Ponte Carlo è una delle principali attrazioni turistiche di Praga ed è anche molto amato dagli artisti locali, musicisti e venditori di souvenir che vi collocano le loro bancarelle su entrambe i lati tutto l’anno. Per questo motivo durante le ore diurne il ponte è decisamente affollato. Il momento più romantico per visitare il ponte é senz’altro il tramonto, quando si può godere di una vista mozzafiato dell’intero Castello di Praga che si illumina nel cielo che lentamente si fa buio e questa immagine stupenda si riflette nelle acque del fiume. Purtroppo, anche al tramonto sarete in compagnia di molti altri turisti che, come voi, vogliono godere delle ore magiche del calar del sole, ma probabilmente se ne saranno già andati artisti e venditori. Per visitare il Ponte Carlo vuoto occorre andarci la notte tardi o nelle prime ore del mattino.

L’origine del Ponte Carlo è una semplice passerella di tronchi di legno legati tra loro, a cui seguì un rudimentale ponte in legno. Il primo ponte in pietra sul luogo preciso in cui si trova l’attuale ponte fu costruito intorno al 1170 da Vladislav II e venne chiamato Ponte Giuditta in omaggio alla moglie del re. Nel 1342 fu spazzato via da un’inondazione del fiume Moldava. La costruzione dell’attuale ponte fu commissionata da Carlo IV nel 1357. La costruzione si concluse già nel 1402, ma l’uso del nome Ponte Carlo cominciò ad essere utilizzato soltanto a partire dal 1870, su suggerimento dello scrittore ceco Karel Havlíček Borovský. A differenza dei suoi predecessori, il Ponte Carlo é sopravvissuto a molte alluvioni, la più recente delle quali avvenne nell’agosto del 2002 e fu considerata la peggiore alluvione degli ultimi 500 anni. Se volete saperne di più sulla storia del ponte mentre lo attraversate potete noleggiare un’audioguida,  disponibile anche in italiano, a una delle torri situate alle estremità del ponte.

Ponte Carlo ha dato vita a numerose leggende. Secondo la più nota, di notte le statue del ponte si animano per prendersi cura dei bambini della vicina isola di Kampa. Un’altra celebre leggenda riguarda la costruzione stessa del ponte. Si narra infatti che alla calce vennero aggiunti rossi d’uovo per rendere il ponte capace di resistere alle violente piene del fiume Moldava. I rossi d’uovo vennero fatti arrivare dai villaggi circostanti, compreso il paese di Velvary i cui zelanti abitanti, preoccupati che le uova si rompessero durante il trasporto, decisero di inviare uova sode, guadagnandosi così il sarcasmo dell’intera Boemia. Il 16 maggio di ogni anno la statua di San Giovanni Nepumoceno diventa meta di pellegrinaggio da tutto il mondo. Si racconta che la sua lingua, ancora rossa e con la carne viva, venne ritrovata nelle acque del fiume secoli dopo l’uccisione del Santo.

A partire dal 1683 fino al 1918 furono collocate statue e gruppi scultorei su entrambi i lati del Ponte Carlo, che oggi sono in totale 30; molte di esse sono solo delle copie e quelle originali sono custodite al Lapidarium del Museo Nazionale a Vyšehrad. La statua probabilmente più celebre, nonché la più antica, é quella del martire ceco San Giovanni Nepomuceno,  che fu giustiziato e gettato dal ponte durante il regno di Venceslao IV per non aver voluto rivelare ciò che gli aveva detto la regina durante la confessione. La lapide sulla statua é stata consumata dall’enorme numero di persone che l’hanno toccata nel corso dei secoli perché si dice porti fortuna e assicuri il proprio ritorno a Praga. Altre statue degne di nota raffigurano: San Venceslao: al santo patrono di Boemia sono state dedicate ben tre statue, di cui una da bambino e una in compagnia dei Santi Sigismondo e Norberto San Vito: santo patrono di Praga, nonchè dei danzatori, attori, commedianti e… cani La Visione di Santa Lutgarda: questa statua, raffigurante Cristo che appare alla santa ceca e le concede di baciargli le ferite, è considerata la migliore tra tutte le statue del Ponte Carlo Santi Cirillo e Metodio: è la statua più recente È stata dedicata una statua anche a San Giuda Taddeo, protettore delle cause senza speranza. Come vedete, chiunque può avere un motivo valido per visitare il ponte più famoso di Praga!

Alle due estremità del Ponte Carlo ci sono delle torri su cui è possibile salire e godere di una spettacolare vista del ponte dall’alto. La più antica delle Torri del Ponte della Città Piccola risale al XII secolo, mentre la torre più alta è di 300 anni più giovane.

Ponte Carlo è lungo 515,76 m e largo 9,5 m Le possenti arcate che sorreggono il ponte sono 16 Le dimensioni delle arcate variano da 16,62 a 23,38 metri. La prima pietra del ponte fu posta dal re Carlo IV alle 5:31 del mattino del 9/7/1357, un preciso momento scelto perché aveva una complessa simbologia.

 

12Cattedrale di San Vito

La Cattedrale di San Vito è uno dei simboli più belli della città; la chiesa fu voluta nel 929 da San Venceslao ma la sua struttura attuale risale al XIV secolo, quando fu iniziata la realizzazione dell’attuale cattedrale gotica (terminata nel Novecento). Presenta un’affascinante porta d’ingresso, la Porta d’Oro, e superbi oggetti e intagli all’interno.

Sorge all’interno del Castello di Praga ed è la più grande chiesa della città ed una delle maggiori d’Europa. In questo stesso luogo sono state erette 3 chiese: la prima era rotonda a ferro di cavallo con quattro absidi costruita da San Venceslao (929); la seconda era la basilica di Vratislav e Spytihnev, in stile romanico, con tre navate, costruita tra 1060 e 1096; infine nel 1344 Mathieu d’Arras, sotto l’incarico da Carlo IV, iniziò la costruzione di una cattedrale gotica, che fu completata solo nel 1929.

In questa cattedrale sono avvenute circa trenta inconorazioni di principi e re Boemi e per tanti di loro questo luogo è divenuto anche la loro tomba, infatti circa quindici sovrani vi sono seppelliti.

All’esterno è da ammirare la meravigliosa facciata in stile neo-gotico, il campanile principale che svetta per oltre 100 metri e poggia su una base gotica di 58 metri; anche il retro della cattedrale offre dei particolari architettonici molto affascinanti.
L’ingresso originario della Cattedrale era la Porta D’Oro (Zlatà Brana) che si trova sul lato destro; questa porta raffigura Carlo IV ed Elisabetta di Pomerania inginocchiati in adorazione del Cristo in Gloria su un mosaico composto da circa un milione di tessere colorate; ai lati troviamo un Giudizio Finale opera di maestri veneziani.

All’interno la prima cosa che colpisce sono le vetrate realizzate dagli artisti boemi. Nella navata centrale e situato il cinquecentesco mausoleo reale con la tomba di Ferdinando I d’Asburgo; è possibile anche ammirare la Cappella di Venceslao sulle cui pareti troviamo circa 1.300 pietre decorate. Dalla Cappella di San Venceslao è possibile accedere al Tesoro Reale, protetta da una porta con 7 serrature, le cui chiavi sono possedute da sette istituzioni diverse. In queste stanze sono custoditi i gioielli della Corona ceca dal 1791.

Vero cuore dello Stato Ceco e luogo più religioso per tutti i cechi, si trova al centro della Terza corte principale; laddove prima era situata la rotonda di San Vito, fondata nel 925, e più tardi la basilica romanica (dopo l’anno 1059), ora c‘è laCattedrale di San Vito e la cappella di San Venceslao, interna all’organismo della cattedrale. Non è solo la cattedrale metropolitana degli arcivescovi praghesi, ma anche la cattedrale dell’incoronamento e l’ipogeo dei sovrani cechi.

, Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Nella Cappella di San Venceslao giace il corpo del sovrano eterno e del patrono del nostro paese e, al di sopra della cappella, nella camera della Corona, è conservato il tesoro reale. La Cappella di San Venceslao fu costruita sotto Carlo IV da Petr Parléř (lavori terminati intorno all’anno 1367) e dimostra l’importanza di questo luogo. Si può dire che la sua pianta quadrata «trasgredisca» lo schema abituale dell’epoca; questo perché la tomba sacra del patrono principale del paese non poté essere trasferita, e quindi in questo modo Carlo IV la voleva mettere in rilievo. Le pareti della Cappella di San Venceslao sono coperte da pietre dure lucide e gli affreschi, di cui una parte raffigura la leggenda di San Venceslao, risalgono al XVI secolo, mentre la statua di due metri in pietra di San Venceslao (terminata nel 1373) e gli affreschi con la Passione di Cristo ed i ritratti di Carlo IV e della sua quarta moglie Eliška Pomořanská risalgono al periodo di Carlo, così come la volta della cappella a stella, assolutamente straordinaria. Gli altri arredamenti sono rinascimentali, tranne il lampadario dorato neogotico e la tomba d’altare di San Venceslao del 1913.

La dominante della facciata sud è la Grande torre sud, terminante con il ballatoio rinascimentale e una cupola a cipolla. Il nucleo è però di Parléř, così come anche la scala a chiocciola adiacente , miracolo tecnico di quei tempi. Il suo asse tre volte curvato e multidirezionale e l’intera struttura dà l’impressione di una leggerezza incredibile, perché il rivestimento esterno crea una rete decorativa a costoloni. L’autore fu probabilmente Petr Parléř († 1399) o i suoi figli e successori, Giovanni e Venceslao. Nella Torre grande è installato anche un orologio rinascimentale della fine del XVI secolo, rivestimento dorato per la finestra, donata da Rodolfo II, dietro la quale si nasconde la più grande campana locale – la Campana Zikmund di 16 tonnellate, opera di Tomáš Jaroš (1549).

, Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Tra la Grande torre sud e la Cappella di San Venceslao si trova la Porta d’oro, l’entrata monumentale nella cattedrale. Il suo ingresso è inarcato in modo incredibile e sfrutta anche le coste vuote, cioè i sostegni della struttura liberi nello spazio. Sebbene la porta sia opera risalente agli anni ‘60 del XIV secolo, essa anticipa i procedimenti usati cento anni più tardi. La parete frontale esterna della Porta d’oro è decorata da un mosaico del periodo di Carlo IV, del quale vi è un ritratto con la sua quarta moglie Eliška Pomořanská. È stato fatto dai mosaicisti veneziani nel 1371, secondo progetti dei pittori cechi. Fino ad oggi è considerato il più grande e il più antico mosaico esterno a nord delle Alpi.

Oltre alla Cappella di San Venceslao e alla Porta d’oro con la Torre sud, P. Parléř terminò, insieme ai suoi collaboratori, anche il presbiterio della Cattedrale fino alla Sagrestia antica, coperta da una volta coraggiosa, insieme ad una chiave di volta pensile, fatto che all’epoca (1356) era una soluzione tecnica eccezionale.

La volta del presbiterio di P. Parléř è una delle volte a crociera più antiche in Europa (terminata nel 1385). Nell’officina metallurgica della Cattedrale di Praga nascevano, già durante la seconda metà del Trecento, forme architettoniche tardo gotiche, sviluppate poi, 50 – 100 anni più tardi, in tutta l’Europa centrale.

, Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

Il sepolcro di Přemysl Otakar II, insieme ad altri cinque sepolcri di sovrani Přemyslidi, ed il sepolcro del vescovo Jan Očko di Vlašim, occupano il pianterreno delle cappelle del presbiterio. Furono creati nel laboratorio di Petr Parléř negli anni ‘70 del XIV secolo. I busti del triforio inferiore (per esempio l’autoritratto di Petr Parléř) rappresentano una rarità del genere per la qualità di realizzazione, il realismo ed i motivi, perché, tranne i membri della casa sovrana e i superiori dignitari della Chiesa del regno, raffigurano anche entrambi gli architetti la cattedrale (Matyáš di Arras e Petr Parléř), nonché cinque direttori del cantiere. Questa stima per i propri creatori non è usuale nel Medioevo e ci dimostra il carattere prerinascimentale della corte praghese di Carlo IV. Purtroppo alcune statue sono prive di nasi. Nel 1619 cercarono di danneggiarle i fanatici protestanti che accompagnarono Federico von Pfalz alla sua incoronazione di re boemo.

Nelle singole cappelle del presbiterio si conserva anche una parte della pittura originaria – gli affreschi gotic della seconda metà del Cinquecento: nella Cappella della Santa Croce (Madonna in trono tra gli angeli, i Santi e i donatori), nella Cappella dei Valdštejn (Madonna con i donatori), nella Cappella di Vlašim (Cristo doloroso, Decapitazione di Santa Caterina, S. Adalberto, Battesimo di Santa Ottilia e due ritratti del committente genuflesso – l’arcivescovo Jan Očko di Vlašim) e nella Cappella della Sassonia (Adorazione dei Re Magi).

, Libor Sváček, archiv Vydavatelství MCU s.r.o.

La Cattedrale sotterranea conserva i resti delle costruzioni più antiche (resti della cripta est dei SS. Cosma e Damiano dell’XI secolo, nonché parti della muratura dell’abside sud e nord della Rotonda di San Vito, fondata già nel 925 da San Venceslao) e una parte delle tombe dei re boemi e delle loro mogli. La tomba reale fu creata alla fine del XVI secolo, sui resti degli edifici romanici del capitolo di San Vito. Il suo aspetto attuale è il risultato delle modifiche di K. Roškot (1928–35): il luogo più prestigioso è per Carlo IV († 1378), ma vi sono seppelliti anche suo figlio Venceslao IV († 1419) con sua moglie Giovanna di Baviera, i re Ladislao Pohrobek (Postumo) († 1457), Giorgio di Poděbrady († 1471) e Rodolfo II († 1612) che riposa nella bara originale in stagno, ricca di decorazioni.

Dopo la morte del geniale Petr Parléř (1399), la costruzione rallentò e, allo scoppio delle guerre ussite (1420), si fermò completamente. Nei secoli seguenti la cattedrale fu soltanto integrata. H. Spiess per esempio costruì per gli Jagelloni l’oratorio reale (1493) in tardo gotico. Durante il governo degli Asburgo fu creato il Mausoleo reale con le tombe di Ferdinando I., Anna e Massimiliano II.

Il barocco è visibile nel sepolcro argentato di Giovanni Nepomuceno (1733–36), progettato da J. E. Fischer di Erlach e realizzato dall’orefice Josef Wuerth. Sotto Maria Teresa furono aggiunte le statue allegoriche e gli angeli (1746).

La Cattedrale fu terminata nel XX secolo. Il compimento della Cattedrale fu gestita da Josef Mocker (fino all’anno 1899) e poi da Kamil Hilbert. La decorazione della cattedrale fu una buona occasione anche per gli artisti moderni cechi. Molto famoso è per esempio il sepolcro del cardinale B. Schwarzenberk (1892–95), per il quale ottenne un riconoscimento internazionale a Parigi nel 1900. Per quanto riguarda le opere moderne, attirerà sicuramente l’attenzione anche l’altare originale in stile liberty, opera dello scultore Fr. Bílek (1899 e 1927) o ad esempio le finestre decorate.

14Castello

Il castello di Praga è forse il più grande al mondo e certamente uno dei più affascinanti. Visitatelo di giorno e ammiratelo dal Ponte Carlo al tramonto.

Il nucleo storico della capitale ceca è il celebre e fiabesco Castello di Praga (Pražský Hrad in ceco), simbolo più importante dello Stato ceco già da oltre un millennio. Un tempo sede dei sovrani boemi, oggi è la residenza del Presidenza della Repubblica e una delle attrazione turistiche più visitate del paese. Praga e il suo castello sono un connubio indissolubile nella mente di tutti i visitatori, che rimangono incantati dall’aspetto al tempo stesso romantico e imponente di questa straordinaria costruzione abbarbicata in cima a una collina. Pezzo forte di ogni vacanza a Praga, il castello accontenta davvero i gusti di ogni visitatore con il suo incredibile miscuglio di stili architettonici e riferimenti storici e culturali. Potete perdere ore semplicemente a camminare tra viuzze e giardini, oppure ammirare i gioielli della corona di Boemia e opere di artisti importanti come Tiziano e Reubens, salire in cima a una torre altissima per godere della più bella veduta sulla città o ancora tornare bambini visitando il Museo del Giocattolo. È un complesso straordinario, affascinante a tutte le ore del giorno, ma per avere una meravigliosa visione d’insieme ammiratelo dal Ponte Carlo al calar del sole, quando il cielo si colora di tinte delicate e regala al castello un’atmosfera fuori dal tempo. Porterete a casa con voi foto straordinarie e un’emozione che rimarrà a lungo nel vostro cuore.

Il Castello di Praga fu fondato intorno all’anno 880 dal principe Borivoj della dinastia dei Premyslidi, che ne fecero subito il loro regno, grazie alla posizione dominante sulla Moldava. All’epoca comprendeva un palazzo, tre chiese e un monastero. Durante i secoli fu restaurato, ricostruito e ampliato, soprattutto sotto il regno di Carlo IV. Dopo l’abbandono e il deterioramento durante le guerre hussite, nel XV secolo, l’intero complesso riprese a crescere grazie a Vladislao Jagellone e vennero costruite nuove fortificazioni e torri di guardia, oltre alla grandiosa rinascimentale Sala Vladislao. Nel XVI secolo furono costruiti il Giardino Reale, il Belvedere e la Sala della Palla Corda; la Cattedrale e il Palazzo Reale subirono delle modifiche e vennero costruiti nuovi edifici residenziali ad ovest del Vecchio Palazzo Reale. La ricostruzione del Castello toccò il suo culmine durante il regno di Rodolfo II che riportò la sua corte a Praga e trasformò il Castello in un elegante centro del potere che avrebbe attratto a sé artisti stranieri, scienziati e diplomatici.

L’ultima grande ricostruzione del Castello si ebbe nella seconda metà del XVIII secolo quando il complesso assunse uno stile residenziale. Dal 1918 è la sede dei presidenti della repubblica ceca.

A differenza di ciò che pensano molti turisti prima di arrivare a Praga, il celebre castello non è un singolo edificio bensì un enorme complesso di edifici che si estende su una superficie di 45 ettari, facendone uno dei complessi più grandi al mondo. Le attrazioni più interessanti che si trovano all’interno di questo complesso sono:

Antico Palazzo Reale, sede dei re cechi per molti secoli. La costruzione originaria era in legno ma non è stata conservata.

Cattedrale di San Vito, un vero splendore gotico, è il più importante edificio religioso di Praga dove vennero incoronati re e regine di Boemia. Non mancate di visitare la Cappella di San Venceslao.

Basilica di San Giorgio, importante chiesa romanica.

Vicolo d’Oro, suggestiva viuzza puntellata di casette colorate. Secondo la leggenda qui vivevano gli alchimisti al servizio dell’imperatore Rodolfo II, impegnati nella ricerca dell’elisir di eterna giovinezza o della pietra filosofale

Torre delle Polveri – Mihulka, una torre difensiva che oggi ospita una mostra permanente di uniformi e memorabilia delle guardie reali.

Palazzo Rosenberg, lussuoso palazzo rinascimentale

Torre sud della Cattedrale, una slanciata torre alta oltre 100 metri da cui si può godere di una vista mozzafiato. Per raggiungere la cima occorre salire 280 ripidi gradini!

 

16Il giardino e il palazzo di Wallenstein

 

Il giardino e il palazzo di Wallenstein sono un gioiello tra i monumenti di Praga. Il palazzo fu costruito tra il 1623 e il 1630, dietro ordine del duca Albrecht Wenzel von Wallenstein, personalità simbolo della guerra dei trent’anni come comandante in capo delle forze imperiali.
Il destino di Wallenstein è legato in maniera drammatica a quella del palazzo: egli vi fu assassinato dopo solo un anno che vi abitava; l’imperatore Ferdinando II era infatti timoroso della mente calcolatrice e fredda di Wallenstein. La sua vedova vendette la proprietà al nipote, e questa rimase della famiglia fino al 1945. Attualmente è sede del senato della repubblica ceca.
Grazie alle esperienze compiute nei suoi viaggi, il duca Wallenstein aveva maturato un particolare gusto per l’architettura e l’arte italiana. Scultori, artigiani e architetti italiani come Andrea Spezza e Niccolo Sebregondi furono incaricati di realizzare il suo palazzo. Le decorazioni interne hanno un valore inestimabile, e anche solo alla morte del duca furono valutate ben 70 mila pezzi d’oro.
Come tutto il complesso intorno, anche il giardino segue il gusto estetico barocco. Giochi d’acqua, fontane, statue (molte delle quali realizzate da Adriaen de Vries) e diverse panchine a lato dei sentieri lo rendono un luogo molto piacevole da visitare. La parte più curiosa del parco è forse l’angolo chiamato “Giardino segreto”: vi si trovano roccie scolpite con forme animali, come rane, serpenti e leoni, oltre che mostri dalle facce grottescamente deformate.

Il giardino Wallenstein (o Valdstejn) venne costruito in contemporanea con il palazzo che oggi ospita il senato ceco. Un’imponente loggia domina il giardino, nel quale si trovano, inoltre, una grotta artificiale con le stalattiti, una fontana con la statua di Venere in bronzo, una galleria di statue in bronzo ad opera di Adrian de Vries (le statue originali che furono trafugate dall’armata svedese alla fine della guerra dei Trent’anni).

Il giardino Wallenstein è un’oasi di pace nel fermento del centro di Praga: l’ingresso si trova proprio vicino alla stazione della Metro Malostranska e dalla fermata di tram ed autobus. Gli alti muri bianchi, difendono il giardino Wallenstein da rumori e caos. Camminando per i vialetti, si possono ammirare siepi ben curate, fiori profumati e persino una famiglia di pavoni che si aggira tranquilla non curante dei turisti.

valdstejnsky pav

Il complesso monumentale del Palazzo e dei giardini Wallenstein, rappresenta il primo edificio laico barocco di Praga.

Fu edificato, come sopra detto, tra il 1624 ed il 1630 (al posto di 26 case, 6 giardini, 2 mattonifici e un lotto di terreno) per uno dei più potenti e ricchi nobili boemi del periodo successivo la battaglia sulla Montagna Bianca: Albrecht di Wallenstein (1583–1634). Come dicevamo, oggi è sede del Senato della Repubblica Ceca.

 

19Convento di Sant’Agnese

Il Convento di Sant’Agnese è uno degli edifici gotici più importanti di Praga. Fu fondato negli anni trenta del XIII secolo da Sant’Agnese di Boemia, principessa della dinastia dei Přemyslidi, e da suo fratello, re Venceslao I. La visita guidata ripercorre la storia delle singole parti di questo convento medievale la cui pianta si è conservata in modo eccezionale. Tutti gli spazi principali, compresi l’oratorio di Sant’Agnese, il Santuario del Redentore e la Chiesa di San Francesco, dove vengono conservati i resti del re Venceslao I, sono accessibili al pubblico.

 

18La Torre del Municipio vecchio e l’Orologio astronomico

 

L’orologio astronomico della torre del Municipio di Praga si trova nella piazza della Città Vecchia ed è una delle attrazioni più apprezzate dai turisti che si trovano in visita in città. Risalente al XIV secolo, oltre ad essere molto pregevole dal punto di vista estetico si anima allo scoccare di ogni ora. A fianco dell’orologio infatti si trovano quattro statue: uno scheletro, un turco, un uomo con lo specchio e un viandante, che rappresentano i vizi capitali, e che prendono vita a tutte le ore per la gioia dei turisti che ammirano e fotografano dal basso ciò che accade, celebrando l’arrivo della nuova ora del giorno con un applauso fragoroso.

E’ una delle meraviglie del mondo che si staglia nel cielo di Praga:  la Torre del Municipio Vecchio, un capolavoro architettonico impreziosito dal celebre orologio astronomico, uno dei più antichi al mondo, divenuto ormai un simbolo della capitale ceca. Da centinaia d’anni allo scoccare dell’ora si ripete il Corteo degli Apostoli, un rituale meccanico affascinante diventato un’attrazione imperdibile per chiunque visiti Praga: 12 figure raffiguranti gli apostoli sfilano nella parte alta della Torre, situata nell’ala gotica del Municipio Vecchio. Sarà per il fascino romantico che hanno gli orologi d’altri tempi, sarà per la maestria degli artigiani che hanno concepito un meccanismo così complesso perfettamente funzionante, sarà per la straordinaria vista sulla città che si può godere dall’alto della Torre, non stupisce che la Torre dell’Orologio sia una dei ricordi più belli che i turisti si portano a casa da una vacanza a Praga.

20Piazza San Venceslao

Piazza San Venceslao Piazza San Venceslao è un atro dei luoghi da non perdere a Praga. E’ in realtà di una forma molto particolare, in quanto è lunga ben 750 metri e larga soltanto 60, cosa che la rende in realtà un grande viale. Vi si affacciano due importanti monumenti quali il Museo Nazionale di Praga e il Grand Hotel Europa. Fu qui che ebbe inizio la Primavera di Praga, la rivolta degli abitanti della città contro i sovietici, quando il 16 gennaio 1969 si diede fuoco lo studente Jan Palach. Ma anche in passato Piazza San Venceslao fu luogo di dimostrazioni popolari: qui il 28 ottobre 1918 venne infatti dichiarata l’indipendenza della Cecoslovacchia dall’Impero Austro Ungarico.

 

21

La Casa Danzante è un edificio di Praga progettato da Vlado Milunic e Frank Gehry nel quartiere di Nove Mesto. Risale alla metà degli anni ’90 del secolo scorso e il suo stile particolare, sebbene inizialmente oggetto di controversie tra gli abitanti del posto, l’ha resa una delle attrazioni di Praga davvero da non perdere. La Casa Danzante nella Città Nuova E’ conosciuta anche col nome Fred And Ginger, i nomi di Fred Astaire e Ginger Rogers, poichè la costruzione ricorda una coppia di ballerini. In origine doveva essere un centro culturale, ma non è mai stato realizzato. In cambio, al settimo piano vi è un ottimo ristorante dal quale si ammira una splendida vista di Praga dall’alto.

Per concludere possiamo dire che Praga è un incantesimo, una “Città Magica” posata al centro dell’Europa. Tutta la storia di Praga può essere raccontata attraverso le leggende: il nome stesso (Praha) “soglia” ricorda la fondazione della città voluta dalla principessa Libuše, una donna saggia e di grande bellezza ai cui sono attribuiti misteriosi poteri magici. La soglia era quella di una casa in costruzione, dove oggi sorge il Castello. Cosi inizia la storia magica di Praga, con leggende gradi e piccole, tra cui la più famosa è quella del Rabbino Loew e del suo Golem, mostro terribile di argilla creato per difendere gli ebrei di Praga dalle persecuzioni. Poi c’è la leggenda delle statue del Ponte Carlo e dei Bambini di Kampa, ma daremmo di Praga solo un’impressione esoterica e parziale. Oltre a questi racconti leggendari e magici (per chi ci crede), Praga offre motivi ben più solidi per visitarla: è una capitale accogliente, sicura, conservata bene, con  monumenti ricchi di storia e bellezza, avvenimenti culturali e una vita notturna che non conosce sosta.

A cura di Matilde Maisto

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *