Vittime di mafia. Perché abbiamo bisogno di una giornata della memoria

Il 21 marzo si celebra la Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti di mafia, istituita anche per legge nel 2017: un’iniziativa nata per ricordare tutte le vittime, anche quelle meno note, che, purtroppo, tra i nomi di grandi magistrati, agenti e giornalisti uccisi, rischiano di venire dimenticate.

Un elenco di sangue che si allunga ogni anno: sono almeno 950 le vittime di mafia accertate. Eppure, le loro morti sembrano fare sempre meno rumore.

Non è più l’epoca degli attentati spettacolari a bersagli noti: la mafia ha compreso di dover cambiare modus operandi per sopravvivere; di dover deviare i riflettori, anziché attirarli su se stessa. A morire sono talvolta cittadini comuni, che pagano un prezzo altissimo nel totale disinteresse mediatico: commercianti che si oppongono al pizzo, piccoli imprenditori che si rifiutano di sottostare alle mafie locali, a volte solo cittadini che si trovano nel posto sbagliato al momento sbagliato e vengono colpiti da proiettili vaganti. Persone comuni, con storie comuni, il cui nome viene presto dimenticato e il cui ricordo sopravvive solo grazie ai parenti, che spesso attendono anni per conoscere la verità sulla morte dei propri cari.

Nel 2018 si muore ancora per mano mafiosa, ma in apparenza per la maggior parte dei casi si continua a parlare di vittime solo ricordando personaggi noti, attraverso approfondimenti e fiction dedicate, mentre nomi e storie comuni non trovano posto nella memoria nazionale. È per questo che abbiamo bisogno di una Giornata per ricordare tutte le vittime. Per non rischiare che quei nomi e quelle storie cadano nell’oblio.

Forse, inconsciamente, dimenticarci delle vittime di mafia che continuano ancora oggi ad allungare quella lista è un modo per chiudere gli occhi, per fingere che la mafia non esista. Invece abbiamo bisogno di ricordare, per prendere coscienza che le mafie, anche se sono cambiate, uccidono ancora, in molti modi, in sistemi para-mafiosi o similari. E una domanda allora sorge spontanea: cosa vuol dire essere vittima di mafia?

Il 21 marzo è il giorno di inizio della Primavera. Una scelta non casuale, nella speranza che oltre alla natura si risvegli anche la coscienza collettiva e che questo giorno della memoria non sia soltanto una passerella mediatica.

Articolo a cura di Silvia Giovanniello (Revisione F.T.) – http://cosavostra.blogautore.repubblica.it

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