A Palmerini dall’Universum Academy il Premio alla carriera per il Giornalismo estero

Sarà conferito a Rimini il 25 settembre. A Nina Dobler, Principessa di Seborga, il Premio Universum Donna

Un nuovo prestigioso riconoscimento internazionale è all’orizzonte per Goffredo Palmerini quando ancora non si è spenta l’eco del Premio IRDI per la Comunicazione tributatogli a Penne (Pescara) il 28 agosto scorso, del Premio d’eccellenza per il GiornalismoI Grandi Dialoghi” a Spoleto nell’edizione di lancio in luglio durante il Festival dei Due Mondi e del Premio internazionale Città di Firenze per la Cultura ricevuto nel giugno scorso a Firenze. Il 25 e 26 settembre, infatti, si terranno al Grand Hotel Ambasciatori di Rimini due intense giornate di eventi per celebrare il Trentennale – rinviato un anno fa a causa della pandemia – dell’Universum International Academy, Ong costituita nel 1990 in Svizzera ed iscritta al registro delle Organizzazioni non governative presso le Nazioni Unite, presieduta dal dr. Giovanni Valerio Ruberto sin dalla fondazione.

Nel corso delle manifestazioni del Trentennale, alle quali parteciperanno numerosi ospiti ed esponenti della Universum Academy Switzerland delle diverse sedi di rappresentanza nel mondo, nel pomeriggio di sabato 25 settembre a Goffredo Palmerini sarà conferito il Premio alla Carriera per il Giornalismo estero, a motivo della prestigiosa attività sulla stampa italiana nel mondo. Dunque un altro speciale riconoscimento per il giornalista e scrittore aquilano, diventato negli ultimi quindici anni una delle penne più qualificate sulla stampa italiana all’estero, sulle agenzie internazionali e su molte testate italiane.

Goffredo Palmerini, infatti,scrive su giornali e riviste in Italia e sulla stampa italiana all’estero. Suoi articoli sono ospitati su molte testate in Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Perù, Repubblica Dominicana, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Sud Africa, Uruguay e Venezuela. Ha pubblicato 10 libri di saggistica che hanno incontrato in Italia e all’estero un significativo apprezzamento. L’ultimo libro “Mario Daniele, il sogno americano” (One Group Edizioni), uscito in gennaio 2021, tradotto in inglese sta per essere pubblicato anche negli Stati Uniti. Numerosi sono i riconoscimenti conferitigli per la cultura, la letteratura e i diritti umani. Vincitore per la sezione Giornalismo del XXXI Premio Internazionale Emigrazione, sempre per l’attività giornalistica Palmerini è stato insignito con il Premio internazionale “Gaetano Scardocchia”, il Premio nazionale “Maria Grazia Cutuli”, il Premio giornalistico dell’Anno 2017 dall’Associazione Stampa italiana in Brasile, il Premio internazionale “Fontane di Roma” e di recente a Spoleto, il Premio d’Eccellenza “I Grandi Dialoghi” per la sezione Giornalismo. Da molti anni svolge un’intensa attività con le comunità italiane all’estero. Studioso di emigrazione, Palmerini è membro del Comitato scientifico internazionale del “Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo” (SER e Fondazione Migrantes, 2014) della quale opera è anche uno degli autori, e di prestigiose istituzioni culturali italiane.

Insieme a Palmerini saranno premiate altre 13 insigni personalità internazionali distintesi in vari campi di attività professionali, culturali, artistiche e sociali. Saranno infatti insigniti Oswaldo Codiga (regista e sceneggiatore) e Ugo Dragotti (attore e regista) per il Teatro; la coreografa Mayla Scattola e la ballerina Roberta Di Laura, étoile internazionale, per la Danza classica; la mezzosoprano Antonella Carpenito e il tenore Domingo Stasi per la Lirica; le pittrici Pietra Barrasso e Marilena Rango per l’Arte; il Gran Duo Italiano (il violinista Mauro Tortorelli e la pianista Angelo Meluso) per la Musica; il pediatra Pierluigi Bruschettini per la Medicina; il promotore dei diritti dell’infanzia Domenico Pesce, per l’Impegno Sociale.

Il 26 settembre, inoltre, sarà conferito a 9 personalità provenienti da diversi Paesi il Premio Universum Donna, nove splendide protagoniste del nostro tempo che onorano il loro essere donna con l’impegno, la dedizione e il coraggio che da sempre le distinguono. Sono Veronica Maya e Rebecca D’Agostino (Italia), Tatiana Nogalic (Moldavia), Angeliki Drossaki (Grecia), Maria Del Mar Alguacil (Spagna), Elvira Klein (Germania), Flora Niko Nikolla (Albania), Antonella Santuccione Chadha (Svizzera). Sarà inoltre Insignita S.A.S. la Principessa Nina Dobler Menegatto del Principato di Seborga.

Seborga è un suggestivo borgo dell’entroterra ligure, 285 abitanti, e si trova sulla sommità d’un promontorio boscoso che dal monte Bignone degrada verso il mare. Da mezzo secolo Seborga rivendica la dignità di Principato e dunque l’indipendenza dallo Stato italiano. La storia è lunga ed intrigante, ma si cercherà di contenerla in estrema sintesi. Il conte Guidone di Ventimiglia, il 3 aprile 954, in procinto di partire per la Crociata al fianco del conte di Provenza, Guglielmo il Liberatore, donò il territorio di Seborga ai monaci benedettini dell’Abbazia di Sant’Onorato di Lerino, abbazia che si trova tuttora sulle Isole di Lerino, di fronte a Cannes. All’anno 1261 risale la stesura degli “Statuti e Regolamenti” per Seborga, ad opera di Giacomo Costa per volontà dell’abate Bernardo Aiglerio, che esercitava anche la dignità di Principe. Nel 1697, mentre era Principe-Abate Giuseppe de Meyronnet, fu stilato un primo preliminare di vendita con il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II. Tuttavia, la Repubblica di Genova, che continuava a mal tollerare l’ipotesi d’avere un’enclave nel suo territorio – e che pertanto voleva appropriarsi di Seborga ad ogni costo -, fece pressioni sul re di Francia Luigi XIV, sul vescovo di Ventimiglia e sullo stesso papa Innocenzo XII per ottenere un prolungamento dei negoziati coi Savoia.

Nel frattempo si fecero avanti anche altri aspiranti compratori, come il modenese conte Vespucci, Françoise-Athénaïs de Montespan (amante ufficiale del “Re Sole” Luigi XIV), il bolognese Filippo Ercolani e i Grimaldi di Monaco, nonché alcuni prestanome per conto della Repubblica di Genova. I monaci in realtà non prestarono mai attenzione a queste offerte, essendo intenzionati a vendere Seborga ai soli Savoia, dai quali volevano ottenere tuttavia il prezzo più alto possibile. La trattativa di fatto riprese solo nel 1723, quando il Duca di Savoia Vittorio Amedeo II nominò suo rappresentante plenipotenziario per i negoziati l’avvocato Francesco Lea. Nel 1728 arrivarono gli ultimi nullaosta da parte dell’Abate di Montmajour, che aveva funzioni di controllo sull’Abbazia di Sant’Onorato, e dal Re di Francia Luigi XIV. Il 30 gennaio 1729 fu finalmente sottoscritto a Parigi l’atto di vendita di Seborga alla presenza del plenipotenziario Francesco Lea, in rappresentanza del Re di Sardegna, e dei Padri Benoît de Benoît e Lambert Jordany, economo e decano dell’Abbazia di Sant’Onorato, in rappresentanza del Principe-Abate Fauste da Ballon.

Tale atto, peraltro mai registrato, non prevedeva esplicitamente che il Re di Sardegna – dinastia Savoia – avrebbe acquisito la sovranità su Seborga, ma semplicemente che il territorio di Seborga sarebbe diventato suo possedimento personale, sul quale avrebbe esercitato il ruolo di protettore (ius patronatus). Tanto che l’acquisto – tra l’altro mai saldato – avrebbe dovuto essere pagato con le finanze personali del re e non con quelle del regno sabaudo. Su queste precise tesi il Principato di Seborga sostiene ancor oggi che Seborga sia indipendente, poiché con l’acquisto del Principato nel 1729 la sovranità, in assenza di un’esplicita clausola che ne prevedesse il trasferimento al Re di Sardegna, sarebbe ricaduta ipso iure sul popolo di Seborga. Che, peraltro, per quasi due secoli non l’avrebbe esercitata attivamente, limitandosi ad acconsentire tacitamente al fatto che l’effettiva gestione del paese fosse affidata al Re di Sardegna tramite i suoi emissari. L’annessione al Regno d’Italia nel 1861, e alla Repubblica Italiana nel 1946, sarebbero pertanto atti unilaterali ed illegittimi, in quanto violano la legittima sovranità del popolo seborghino. Peraltro, la fine della monarchia e l’esilio dei Savoia, nel 1946, comportò la fine dello ius patronatus.

Cosicché il popolo di Seborga il 14 maggio 1963 si riunisce liberamente e spontaneamente ed elegge principe Giorgio Carbone (che assume il nome di Giorgio I), un cittadino di Seborga appassionato di storia e da sempre sostenitore dell’indipendenza dallo Stato italiano, che oggi de facto eserciterebbe, in modo illegittimo, la sua sovranità su Seborga. Il Principe Giorgio I, soprattutto a partire dagli anni Novanta, si è posto come rifondatore delle istituzioni seborghine: Seborga riprende l’antico stemma sovrano, la bandiera bianca e azzurra, l’antico motto “Sub Umbra Sedi”. Il 3 aprile 1994 si tengono le elezioni per la nomina di un Governo costituente. Il 23 aprile 1995 il popolo di Seborga approva, con 304 voti a favore e 4 contrari, la nuova Costituzione (gli “Statuti Generali” e il “Regolamento”). Pochi mesi dopo, il 24 settembre 1995, si tengono nuove votazioni per eleggere i membri del Consiglio della Corona, l’organo esecutivo del Principato. In deroga agli Statuti Generali, il principe Giorgio I è rieletto a vita. Sempre nel 1995 riprende anche il conio dei “luigini”, moneta del Principato, che tuttavia sarà sospeso l’anno successivo, mentre si stampano per la prima volta dei francobolli. Viene inoltre istituito un corpo di Guardie, vengono adottati un inno nazionale, una nuova bandiera e una targa automobilistica. La riattivazione della sovranità di Seborga rianima il turismo ed accende la curiosità dei mezzi di comunicazione, sempre più interessati alla realtà di Seborga e alla sua singolare storia.

Il 20 agosto 1996, nella ricorrenza di San Bernardo, Giorgio I riafferma ufficialmente l’indipendenza del Principato, con il seguente proclama: “Noi Giorgio I, Principe di Seborga per grazia di Dio e per volontà del Popolo Sovrano, per diritto e nel diritto internazionale, vigente in tutti gli Stati con costituzioni democratiche e moderne, ribadiamo e decretiamo la sovranità territoriale, giuridica, religiosa, civile, morale e materiale del Principato di Seborga”. Il 5 aprile 2007 il giudice Erika Cannoletta del Tribunale di Sanremo, emettendo una sentenza in merito a una controversia tra Seborghini, dichiara che lo Stato italiano non ha giurisdizione su Seborga ed invia gli atti alla Corte Costituzionale italiana, notificando l’ordinanza al Presidente del Consiglio e a quelli delle due Camere. Per contro, la Corte Costituzionale, il 14 gennaio 2008, dichiara inammissibile la questione di legittimità costituzionale. Un nuovo ricorso è stato quindi intrapreso presso la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo di Strasburgo, anch’esso giudicato inammissibile il 12 dicembre 2012.

Deceduto nel novembre 2009 il Principe Giorgio I, il popolo seborghino il 25 aprile 2010, in libere consultazioni, elegge Marcello Menegatto Principe di Seborga, il quale assume il nome di Marcello I. E’ poi rieletto per un altro settennato il 23 aprile 2017. Il 12 aprile 2019 il Principe Marcello annuncia l’intenzione di abdicare, restando in carica fino all’elezione del nuovo principe. Il 10 novembre 2019 viene eletta Principessa di Seborga, prima donna nella storia a ricoprire tale carica, Nina Dobler Menegatto, a seguito delle consultazioni che hanno visto competere per la carica lei, ex consorte di Marcello I, e Laura Di Bisceglie (figlia di Giorgio I). Il risultato elettorale ha premiato Nina Dobler Menegatto con 122 voti, contro i 69 della candidata concorrente, su 195 votanti e 247 aventi diritto al voto. La nuova Principessa si è insediata il 20 agosto 2020. La Principessa, per il governo del Principato, si avvale di un Consiglio della Corona composto da 9 membri, 4 di sua diretta nomina, gli altri 5 eletti con specifica consultazione elettorale. Tra le facoltà regolamentari della Principessa quella di nominare tra i componenti del Consiglio il Segretario e il Portavoce della Corona.

Nina Daniela Dobler, nata a Kempten (Germania) il 6 novembre 1978, ha frequentato l’Institut Monte Rosa a Montreux, in Svizzera, e in seguito ha conseguito un MBA (Master in Business Administration) in marketing presso l’International University of Monaco, nel Principato di Monaco. Di madrelingua tedesca, parla perfettamente anche l’italiano, l’inglese e il francese. Amministratrice di una società di costruzioni, da più di tre lustri è impegnata e coinvolta nella vita di Seborga, anche in ragione del fatto che il suo ex marito Marcello Menegatto era Principe di Seborga fino alle dimissioni rese nell’aprile del 2019. Nina Dobler Menegatto, convinta sostenitrice del Principato, dal 2010 al 2019 è stata eletta per due volte Consigliere della Corona del Principato di Seborga. In entrambi i casi è stata incaricata di curare gli Affari Esteri.

Infine una notazione di ordine “diplomatico”. Tra il Sindaco del Comune di Seborga e il Principe, nonostante la pacifica contesa della sovranità del Principato reclamata nei confronti dello Stato italiano, c’è sempre stato un esemplare fair play, sebbene a livello istituzionale vengano evitate commistioni che di certo desterebbero qualche imbarazzo. Un fatto è certo: da quando il Principato Seborga ha reclamato l’indipendenza dall’Italia, diventando per ciò stesso un caso mediatico mondiale su giornali e reti televisive, lo splendido borgo – riconosciuto nel Club dei Borghi più belli d’Italia – è diventato meta di turismo, anche per le meraviglie architettoniche e paesaggistiche che può indubbiamente vantare.

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