Cenando sotto un cielo diverso edizione 12: le ricette per ripartire col “Buono dopo la tempesta”

Martedì 29 settembre 140 chef animeranno il più grande show cooking mai realizzato in Italia
Il lockdown, e dunque la sospensione delle attività lavorative per un bel po’ di settimane, e la crisi generale legata all’epidemia stanno purtroppo mettendo in ginocchio un settore florido dell’economia italiana, ovvero quello della ristorazione, che solo nel 2019 si stima abbia prodotto un giro d’affari di ben 86 miliardi di euro. Perciò la dodicesima edizione di “Cenando sotto un Cielo Diverso”, evento di beneficenza che si svolgerà martedì 29 settembre a Caserta, oltre a voler raccogliere fondi per la costruzione di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici e per l’acquisto di giochi da consegnare ai bimbi ricoverati presso il reparto di nefrologia dell’ospedale Santobono Pausilipon, vuole anche sostenere il settore della ristorazione campana promuovendone la ripartenza attraverso l’evento stesso che si è trasformato in una piattaforma per lo sviluppo di una progettualità condivisa da tutti gli operatori partecipanti che con le loro ricette vogliono segnare la strada della ripartenza.
Tale evento sostituisce l’edizione estiva, che si sarebbe dovuta svolgere a giugno e che non si è concretizzata a causa dell’emergenza Covid-19, e quella invernale, che si svolge solitamente a dicembre e che quest’anno, per ovvi motivi temporali, non avrebbe senso proporre. Il claim di questa edizione è “Il Buono dopo la tempesta”; la tempesta è il COVID-19 e tutto quello che ha portato con sé: malattia, isolamento, dolore. “Ci eravamo dimenticati della natura, degli uomini e delle vigne, delle foreste, dei fiumi, della tutela della salute. La libertà negli ultimi tempi si era trasformata in senso di onnipotenza – commenta Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice della kermesse -. Abbiamo pagato tutto questo  con paura,  rimpianti, lontananza e incertezza. Voglio dedicare questa edizione alla ripartenza e al miglioramento di noi tutti. Il numero di chef partecipanti è lievitato da 100 a 140: il mondo della ristorazione sta passando un momento bruttissimo, è giusto fornire ai ristoratori delle occasioni che permettano loro di riallacciare il contatto con il pubblico”.
Testimonial della kermesse: gli chef stellati Crescenzo Scotti, Domenico Iavarone, Michele De Leo; il pasticcere del ristorante “Torre del Saracino” (due stelle Michelin) Carmine Di Donna; e il modello e attore Ciro Torlo. Molti i volti noti dello spettacolo che interverranno in qualità di special guest: la cantante Veronica Rubino (componente delle “Lollipop”), il “cuoco stripper” Mirco Di Centa, Il cantautore Michele Selillo, il modello Nicola Coletta,  la showgirl Rosanna Romano, l’attore Cosimo Alberti. Attesi altri ospiti a sorpresa.  

Entusiasmo, creatività e qualità. Un modo diverso di fare ristorazione, più sostanzioso, che unisce passato, presente e futuro. Il tutto condito dall’importanza dell’esperienza, perché non si può slegare la ristorazione dal calore, dall’accoglienza, dall’attenzione al cliente. Questa la ricetta generale del progetto che unirà a Villa Alma Plena i 140 chef che animeranno il più grande show cooking mai allestito in Italia. Così, ad esempio, Salvatore Spuzzo, chef resident della struttura, cucinerà una guancia di vitello con bagna cauda, funghi porcini e diverse consistenze di ortaggi per omaggiare la specialità piemontese Patrimonio UNESCO. La “Famiglia Principe 1968″ cucinerà un'”esplosione di parmigiana” utilizzando il pomodoro dell’Agro Nocerino – Sarnese. Lo chef Nunzio Spagnuolo del ristorante Rada di Positano proporrà un “viaggio dal Perù all’Italia” attraverso una ceviche “mediterranean style” ottenuta con una marinatura più leggera a base di agrumi della Costiera. Il ristorante “Garum” proporrà un gomitolo di pasta kataifi con calamari, pomodori secchi, paprika dolce e crema di papaccella napoletana (prodotto tipico campano divenuto presidio Slow – Food). La pizzeria Jolly friggerà l’arancino in costume” ottenuto con riso gigante Vercelli (anch’esso presidio Slow Food), tonno di Cetara, pomodori datterini, provola di Agerola, e ricoperto con una fonduta di Provolone del Monaco e granella di pistacchio. Lo chef Salvatore Mennella preparerà un gambero crudo con friarielli, provola, limone e pane cafone. Non poteva mancare la pizza, infatti Salvatore De Rinaldi ne proporrà una tutta autunnale farcita con  crema di zucca, scamorza e ricotta di latte nobile, e bacon croccante di maialino nero casertano. Ingrediente, quest’ultimo, protagonista anche del piatto dello chef Roberto Lepre che cucinerà  un tacos di mais con maialino nero casertano, guacamole, gambero rosso e misticanza di germogli primaverili. Lo chef del Quisisana di Capri, Vincenzo Langella, preparerà una triglia leggermente affumicata con misticanza, fichi, infuso di aceto balsamico bianco e alghe kombu. Gianluca Centomani e Rosario Consalvo cucineranno un piatto a quattro mani: il “rotolo di mare al pane panko”, ovvero un cilindro di pesce spada con bufala affumicata, spuma di patate, zeste di limone e basilico. Tra i dolci il “migliaccio di Furore”, che sarà proposto dall’Hostaria di Bacco per omaggiare il fiordo più bello dItalia.
“Cenando sotto un Cielo diverso” è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata). Esso coinvolge – in qualità di protagonisti ai fornelli – cuochi, pizzaioli, pasticceri, produttori del territorio campano e non (tutti di acclarata professionalità), aziende, personaggi del mondo dello spettacolo vicini al concetto di “beneficenza”, e migliaia di persone che intervengono all’iniziativa per far del bene e mangiare bene. Il progetto a monte della kermesse è stato ideato da  Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage – che ha voluto coniugare il suo impegno nel sociale alla sue competenze nel mondo del food attraverso l’Associazione “Tra cielo e mare” da lei fondata nel marzo 2013: tale ente opera a sostegno delle persone con disagi psichici e di altra natura; altra finalità del sodalizio è quella di avvicinare le persone cosiddette “normali” a persone che purtroppo vivono situazioni di disagio, abbattendo la barriera della “paura” che è causa dell’incomunicabilità; l’ultimo obiettivo dell’Associazione consiste nella valorizzazione del territorio campano, sia delle sue bellezze che del suo potenziale umano (perciò l’evento si tiene in luoghi di interesse storico – culturale e perciò coinvolge chef e produttori, in primis campani).  

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