Diritti e lotte sociali nel XX secolo in Terra di lavoro: il nuovo consistente volume a cura di Pasquale Iorio

E’ disponibile dal mese di gennaio del 2020 il nuovo lavoro storico a cura di Pasquale Iorio dal titolo” Diritti e lotte sociali nel XX secolo- Storie e protagonisti di Terra di Lavoro”, pubblicato dalla casa editrice Guida. Tale corposo testo si mostrava indispensabile in quanto, come evidenzia nella presentazione Gianni Cerchia, necessitava un rilancio della memoria storica di uomini e donne che hanno rappresentato una resistenza civile, politica e culturale in un territorio complesso quale quello di Terra di Lavoro.                                                                                                                        Il merito di Pasquale Iorio è di aver saputo porre in forma organica una serie di biografie  di vari autori, sia in qualità di veri storici che di studiosi. I pionieri di tali ricerche appassionate sono stati soprattutto Carmine Cimmino e Giuseppe Capobianco, ai quali  personalmente, come contributo  in relazione alla prima parte del libro, ho fatto maggiormente riferimento insieme a veri ricercatori d’archivio e storici, ossia Paola Broccoli, Gianni Cerchia, Felicio Corvese ed altri. Si è iniziato, pertanto, a rilanciare la memoria dei protagonisti della democrazia radicale di fine Ottocento di Terra di Lavoro, in contatto con gli ambienti napoletani più avanzati e i suoi protagonisti, tra cui spicca il nome di Giovanni Bovio. Inoltre, in tale prima parte del testo, uno studio concerne la realtà delle  prime Società Operaie di Mutuo Soccorso operanti in Terra di Lavoro, a cui ha fatto seguito quella che possiamo definire l’ “alba” del socialismo in Terra di Lavoro nei primi anni del Novecento. I primi giornali socialisti, tra cui “La Luce”, hanno fornito le informazioni dettagliate di un percorso che va, quindi, dall’inizio del Novecento alla scissione di Livorno del 1921.           Quindi tanti nomi di uomini, parzialmente dimenticati, che hanno mostrato di avere grandi idealità finalizzate al miglioramento delle condizioni di vita dei contadini e degli operai tramite dure lotte durante le quali tali uomini si dimostravano credibili e, pertanto, riuscivano a raccogliere il consenso necessario per porre in atto tali azioni di lotte, mirate alla conquista con sacrificio dei primi diritti sociali.                                                                                                                                    Le schede sono dedicate in ordine alla memoria di Corrado Graziadei di Sparanise, ammirato anche dagli avversari politici per la sua elevata umanità. A tal riguardo,  fu proprio una lettera di Corrado Graziadei a suo figlio Libero a darmi l’input giusto e a comprendere appieno che, al di là dell’appartenenza politica, tali uomini meritavano di essere ricordati in quanto lottavano per una società più giusta, pur potendo vivere una vita di agi e di tranquillità. Tale lettera si concludeva con parole  condivisibili anche da molti che avevano idee diverse da tale rispettato leader del Partito Comunista di Terra di Lavoro: “ Nella vita cerca di stare sempre con i più umili e con quelli che soffrono: sarà poco utile, ma in quella poesia troverai la più alta ricompensa e ti sentirai ricco per sempre”.
Alla scheda biografica di Corrado Graziadei, la più completa, seguono quelle di Gori Lombardi di Sessa Aurunca, di Alberto Iannone di Capua, a cui ha dedicato un più che buon libro Adolfo Villani, di Michele Izzo di Carano di Sessa, di Antonio Marasco, fondatore nel 1919 della Camera del Lavoro di Piedimonte Matese, di Ernesto Rossi di Caserta, di Maria Lombardi, “protagonista al femminile” nel contesto difficile di Terra di Lavoro all’indomani della Prima Guerra Mondiale.
Le parti successive, altrettanto ricche di notizie storiche per il rilancio della memoria, sono dedicate all’Antifascismo in Terra di Lavoro, riprendendo anche il lavoro storico precedente di Adolfo Villani “, I ragazzi del professore”, che, tra l’altro, ricostruisce tutta la storia del giornale clandestino “ Il Proletario”, tenendo nel contempo sempre presenti i libri e i tantissimi scritti di Giuseppe Capobianco.                                                                                                                            In tale contesto storico di antifascismo militante viene riproposta un’altra scheda biografica di un ulteriore importante protagonista dell’antifascismo e delle successive lotte per i diritti civili, Benedetto D’Innocenzo di Calvi Risorta. Seguono, oltre agli scritti di Corrado Graziadei sulla Resistenza, il contributo di Margherita Troili, i riferimenti agli importanti lavori più recenti di Gianni Cerchia e di Felicio Corvese.                                                                                                La quarta parte è specificamente dedicata alle lotte contadine nel dopoguerra e all’inizio delle lotte operaie, in cui, oltre a nomi già citati, si riporta la dovuta memoria di altri protagonisti non meno importanti.
Non poteva mancare un profilo biografico a Peppino Capobianco, al suo lavoro rilevante e completo di ricerca storica, ampiamente riportato, e alle testimonianze sulla sua figura di militante e di storico da parte di Guido D’Agostino, dell’on. Paolo Broccoli, di Giacinto Di Patre, oltre a quella di Gianni Cerchia. Un’interessante sesta parte è dedicata alle “donne nelle lotte antifasciste e sociali”.
Paola Broccoli dedica un successivo capitolo alle lotte del movimento operaio e studentesco nel ’68. Il corposo testo si avvia alla conclusione con le vittime della criminalità organizzata e un profilo biografico del vescovo emerito di Caserta Raffaele Nogaro e del Centro di Casa Rut, come anche della memoria di intellettuali e artisti, storici, educatori e politici che hanno fornito il loro contributo per una più ampia forma di democrazia e giustizia sociale in Terra di Lavoro.
Nicola Terracciano dedica un doveroso omaggio a Carmine Cimmino, uomo politico socialista dedito ai beni comuni, educatore e promotore culturale, storico e ricercatore sociale di grande valore in un saggio di densa empatia.
E’ presente, quale conclusione di un testo molto apprezzabile dal punto di vista storico, un’ampia e ricca bibliografia.

Angelo Martino, 23 giungo 2020

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