Letteratitudini affronta il tema: “Il Trecento in letteratura il tempo delle Tre corone”

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Prima di analizzare le figure di tre grandi autori della letteratura italiana, Dante, Petrarca e Boccaccio, vediamo come si presenta l’Europa e in particolare l’Italia nel Trecento. Una sintesi sul secolo di crisi causato dalla peste, che vide indebolirsi il potere dell’Impero e del Papato

Il Trecento, un secolo di crisi

Nel Trecento l’Europa attraversa una grave crisi, che porta a profondi sconvolgimenti in vista della rinascita di una nuova civiltà. La crisi è soprattutto di carattere economico e riguarda le campagne. Dalle terre infatti non si ricava più cibo a sufficienza per la popolazione, che aumentata, non riesce più a trovare sostentamento. Inoltre, a causa di annate di cattivo raccolto si sviluppano delle vere proprie carestie. La denutrizione indebolisce la resistenza fisica della popolazione e la rende più esposta alla peste, che dall’Oriente si abbatte in Europa. Molto violenta è la Peste Nera che colpisce anche l’Italia tra il 1347 e il 1350. Questo periodo di carestia provoca forti tensioni all’interno della società, si diffondono violente rivolte represse nel sangue dai signori feudali, ma la crisi colpisce anche la società medio ricca come i commercianti e gli artigiani urbani interrompendo la crescita economica.

In Italia nascono le Signorie e il Papato e l’Impero perdono il potere

In Italia i governanti cittadini dei Comuni si dimostrano incapaci di fronteggiare la crisi e ciò permette l’avanzata del governo dei Signori, favoriti anche dalla debolezza di due grandi istituzioni medievali l’Impero e il Papato. Nel 300 nascono i primi Stati regionali italiani, i più importanti sono Milano, Venezia e Firenze. Dopo la metà del XIII secolo si apre per l’impero una fase di grande debolezza. L’imperatore perde la sua autorità, non riesce a imporsi sui principi e i suoi affidatari. Con la Bolla d’Oro del 1356 inoltre si stabilisce ufficialmente che l’imperatore deve essere nominato da sette elettori.

In questo modo il potere imperiale viene ulteriormente ridimensionato. Anche il Papato attraversa periodi di crisi profonda. Papa Bonifacio VIII tenta di riaffermare la sua superiorità ma si scontra con il re di Francia Filippo il Bello che addirittura lo fa imprigionare. Alla morte di Papa Bonifacio VIII viene eletto come nuovo Papa un cardinale francese e la sede pontificia viene trasferita in Provenza ad Avignone, dove il Papa rimane per circa settant’anni sotto il controllo dei sovrani francesi.

Lo sviluppo del mecenatismo e la nascita delle Tre corone

Con la sviluppo delle Signorie inizia nascere il fenomeno del mecenatismo, cioè l’usanza dei potenti di dare protezione a scrittori, pensatori e artisti. Il termine mecenatismo deriva da Mecenate, che nel I secolo a.C. aveva creato un circolo di intellettuali che vivevano intorno ad Augusto imperatore. Alle corti venivano richiamati molti intellettuali, spesso in fuga delle città, con problemi politici ed economici, o attratti dalla prospettiva di destinazioni sicure. Le città che ospitavano gli artisti diventano centri di produzione culturale aperte allo scambio e al confronto.

In questo periodo emergono le figure di DantePetrarca e Boccaccio, i tre più grandi poeti del 300, il primo ospite di varie corti nel periodo del suo esilio, gli altri due letterati di professione. Questi autori sono definiti le Tre corone per la loro importanza nella letteratura italiana. A loro dobbiamo infatti i tre capolavori italiani, la Divina Commedia, il Canzoniere e il Decameron, scritti nella stessa lingua, il volgare fiorentino, che tratta argomenti attuali. La loro fortuna immediata e duratura ha fatto si che gran parte degli scrittori italiani di secoli successivi le abbia prese a modello, decretando il successo del fiorentino come lingua letteraria. I pellegrinaggi di molti intellettuali tra le varie corti italiane inoltre ha contribuito alla diffusione di questa letteratura anche al di fuori della terra d’origine.

Per il prossimo appuntamento inizieremo a parlare di Dante Alighieri e della sua Divina Commedia, un poeta ed un’opera ben conosciuti da tutti gli studenti ed intellettuali del mondo, ma che è sempre opportuno ricordare rinfrescando la memoria di questo Sommo Poesta.

Successivamente sarà la volta di Francesco Petrarca e del suo Canzoniere.

Ed infine parleremo di Boccaccio e del suo Decameron

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