Pesante denuncia contro il sindaco Magliocca

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

La vicenda denunciata con un manifesto pubblico dalla consigliera comunale Antonella Del Vecchio (già assessore) è davvero clamorosa  per le implicazioni che riguardano le istituzioni ed anche il mondo del terzo settore. Infatti, con parole dure viene invitato a dimettersi il sindaco Giorgio Magliocca, che riveste anche la carica di Presidente della Provincia, in quanto nella sua veste di commissario del comitato per la sicurezza ha deliberato un atto con un accordo tra comune ed il gruppo socioculturale La Felicità, il cui organo direttivo è composto dagli eredi e familiari del “defunto capomafia Vincenzo Lubrano (condannato all’ergastolo per l’omicidio di Franco Imposimato, operaio Face Standard e fratello del giudice Ferdinando)”.

Nella denuncia si fa riferimento anche a due protocolli d’intesa sottoscritti con lo stesso gruppo sociale La Felicità dalla coop sociale Aperion, che a sua volta gestisce beni confiscati alla camorra nel territorio. Quello che ci colpisce è la caratteristica di Aperion, che è una aderente alla rete di libera, del Comitato don Diana nonché della Lega Coop.

Alla luce di questa vicenda (ma anche di altre da verificare) si impone da parte del FTS Casertano e delle istituzioni una più attenta riflessione con aggiornamento sulle tematiche dei beni confiscati. Infatti, la provincia di Caserta è tra le prime a livello nazionale per la quantità di beni sequestrati (per un totale di 709 tra immobili ed imprese), molti dei quali rimangono da decenni in disuso, abbandonati, spesso vandalizzati. Basta vedere il caso del comune di Castel Volturno, che detiene un vero e proprio record nazionale con oltre 120 beni espropriati, di cui solo alcuni risultano affidati e riutilizzati per riuso sociale. A tal fine su proposta mdi Finetica Onlus presso la Camera di commercio – su iniziativa della Presidenza dell’ente Camerale – si è attivato un Osservatorio, composto da una rete selezionata di enti ed associazioni in prima fila nella lotta per la legalità democratica: dal Consorzio Agrorinasce a SOS Impresa, dal FTS Casertano al Comitato don Diana, dalla stessa Finetica alla Associazione Antiracket del FAI).

Oggi è diventato più che mai necessario aprire gli occhi e monitorare i vari percorsi per l’affidamento e la gestione dei “beni liberati” dal dominio dei clan. Infatti, in alcuni casi gli eredi ed i familiari dei boss mafiosi  stanno riciclando le loro attività criminali ricorrendo proprio alle coperture di sigle associative di tipo volontaristico, aggirando anche le norme previste dalla riforma del terzo settore.

Pasquale Iorio                                                                       Caserta, 9 settembre 2020

Referente Finetica Onlus

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