15,6 per cento in più – Sul Coronavirus, dal Post

Oggi iniziamo con qualche dato doloroso, ma necessario per farci meglio un’idea di che cosa sia stato l’ultimo anno.

Nel 2020 in Italia sono morte 746.146 persone, 100.526 in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti, un aumento del 15,6 per cento. I dati sono stati pubblicati di recente dall’ISTAT e mostrano l’impatto della pandemia da coronavirus sulla mortalità durante le cosiddette “ondate”: la prima, iniziata un anno fa e proseguita fino ad aprile, e la seconda in autunno.

Nei dati dell’ISTAT ci sono sia i decessi ricondotti direttamente alla COVID-19, sia quelli per tutte le altre cause. Mettendoli a confronto si può capire quale sia stata la “sovramortalità”, cioè quante persone siano morte in più rispetto al passato. 

Il grafico qui sotto mostra il confronto tra l’andamento dei decessi in tutta Italia nel 2020 e la media dei cinque anni precedenti. 

Nel periodo tra febbraio e maggio ci fu una rapida diffusione del coronavirus, con una concentrazione dei decessi soprattutto nelle aree del Nord, in particolare in Lombardia. Seguì poi una fase di relativa normalità dal punto di vista dell’andamento dei decessi, e corrispondente con i mesi estivi, con un ritorno a un aumento della sovramortalità nei mesi autunnali e in buona parte dell’Italia.

A partire dalla metà di ottobre si notano gli effetti della cosiddetta seconda ondata: ci sono stati 213mila morti in tutta Italia, 52mila in più rispetto alla media degli ultimi cinque anni.

Ormai è noto che gli anziani siano più a rischio, e i dati lo confermano. Durante le due ondate dell’epidemia è morto il 40 per cento in più delle persone con più di 80 anni rispetto alla media dei cinque anni precedenti. L’eccesso di decessi più accentuato si è reso evidente nella prima ondata per gli uomini con più di 80 anni e residenti nel Nord (+74 per cento, mentre per le donne l’aumento è stato del 62 per cento). Durante l’ultimo trimestre del 2020, invece, l’eccesso di mortalità tra gli uomini più anziani residenti al Nord si è ridotto scendendo al 52,9 per cento (42 per cento per le donne).

Questa mappa mostra la variazione percentuale del numero di morti in tutto il 2020 in tutti i comuni italiani. 

Qui ne trovate una versione interattiva per consultare i dati in ogni regione, provincia e comune, insieme ad altre informazioni sull’impatto della pandemia sulla mortalità in Italia.

Russia Italia
L’azienda biofarmaceutica svizzera Adienne Pharma & Biotech ha firmato un accordo che potrebbe permetterle di produrre il vaccino russo contro il coronavirus Sputnik V nel suo stabilimento in Lombardia. La produzione dipenderà comunque dall’autorizzazione del vaccino Sputnik V da parte delle autorità di controllo dell’Unione Europea e italiane.

 

Colori
Da ieri sono entrate in vigore le nuove ordinanze sulle aree di rischio nelle varie regioni, e di conseguenza c’è stato qualche cambio di colore.

🔴 Area rossa: Campania, Basilicata e Molise.
🟠 Area arancione: Piemonte, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Marche, Toscana,  Abruzzo, Umbria, province autonome di Bolzano e Trento.
🟡 Area gialla: Valle d’Aosta, Liguria, Lazio, Calabria, Puglia e Sicilia.
⚪️ Area bianca: Sardegna.

Alcune province o singoli comuni sono comunque in area rossa in seguito a ordinanze regionali, emesse per provare a limitare nuovi focolai. Sono per esempio in area rossa le province di Rimini, Forlì-Cesena e Ravenna in Emilia-Romagna, dove la settimana scorsa erano già diventate dello stesso colore la città metropolitana di Bologna e la provincia di Modena.

Le regole per le aree di rischio sono pressoché invariate, trovate un rapido riassunto qui.

Scuola
Da ieri sono anche entrate in vigore alcune nuove regole per la chiusura delle scuole, come previsto dal decreto approvato una settimana fa dal governo. In linea di massima, i presidenti di regione possono decidere la chiusura quando viene superata la soglia di 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti, oppure “in caso di motivata ed eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico”. 

Nelle regioni in area gialla e arancione la didattica è prevista in presenza al 100 per cento per le scuole d’infanzia, le elementari e le medie, mentre è almeno al 50 per cento (e al massimo fino al 75 per cento) per gli studenti delle scuole superiori. Ma come abbiamo visto i presidenti di regione possono comunque decidere chiusure sulla base di altre valutazioni, e questo fa sì che ci siano approcci poco omogenei e un po’ di confusione.

Draghi
Mario Draghi è presidente del Consiglio da meno di un mese e sta cambiando in maniera consistente l’approccio dell’Italia alla campagna di vaccinazioni contro il coronavirus: ha preso alcune decisioni di notevole impatto internazionale, ha cambiato quasi per intero i vertici del gruppo che si occupa della campagna vaccinale e sta lavorando a una riorganizzazione estesa del piano per le somministrazioni dei vaccini. L’approccio di Draghi è stato definito “pragmatico” da molti osservatori: l’idea di base è quella di usare tutte le risorse a disposizione per massimizzare la somministrazione di nuove dosi, e al tempo stesso di usare maggiore fermezza a livello internazionale. 

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Istituto Spallanzani per ricevere il vaccino contro il coronavirus, durante la campagna di vaccinazione per coloro che nati negli anni 1941 e precedenti (Quirinale via Twitter)

Over 65
Il vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca ora può essere somministrato in Italia anche a chi ha più di 65 anni, grazie a nuove evidenze sulla sua efficacia tra i più anziani, che non erano ancora completamente disponibili nel momento in cui l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ne aveva consigliato l’uso fino ai 55 anni, e in un secondo momento fino ai 65 anni.

Nelle terapie intensive le cose si complicano 👩‍⚕️

Essenziali
Da alcuni giorni si sta discutendo molto della possibilità che i figli di chi svolge “lavori essenziali” possano andare a scuola e frequentare le lezioni in presenza anche qualora si trovino in zone in cui le scuole siano chiuse a causa delle restrizioni. La scorsa settimana il ministero dell’Istruzione si era mosso in tal senso, ma pochi giorni dopo ha cambiato idea anche in seguito ad alcune ambiguità in una circolare che spiegava il provvedimento. Ora è in corso “una riflessione”.

Campagna acquisti
Nel fine settimana il Financial Times ha segnalato che l’Unione Europea chiederà agli Stati Uniti di consentire l’esportazione di milioni di dosi del vaccino contro il coronavirus prodotto da AstraZeneca. La richiesta di collaborazione per ora non è ufficiale e ha l’obiettivo di limitare gli effetti delle mancate consegne in Europa annunciate dall’azienda farmaceutica. «Confidiamo di poter collaborare con gli Stati Uniti per garantire che i vaccini prodotti o confezionati negli Stati Uniti per l’adempimento degli obblighi contrattuali dei produttori di vaccini con l’UE saranno pienamente onorati», ha detto una fonte della Commissione Europea.

Test
A inizio settimana il distretto austriaco di Schwaz, in Tirolo, ha avviato un progetto per una vaccinazione di massa aperta a tutte le persone con più di 16 anni, con l’obiettivo di capire se il vaccino di Pfizer-BioNTech sia efficace contro la cosiddetta “variante sudafricana”. Le 100mila dosi necessarie saranno fornite dall’Unione Europea, in un programma pilota che renderà il distretto di Schwaz, di circa 84mila abitanti, un modello per studiare meglio la variante.  Attualmente, il Tirolo è una delle aree a maggiore concentrazione della variante sudafricana in Europa, sulla quale ci sono ancora conoscenze limitate, ma che si ritiene renda più contagioso il coronavirus.

Per vaccinati
Le autorità sanitarie statunitensi hanno da poco pubblicato linee guida sui comportamenti consigliati a chi è già stato completamente vaccinato. Comprendono la possibilità di incontrarsi al chiuso senza mascherina e senza distanziamento fisico, precauzioni che devono essere ancora adottate in pubblico visto che la maggior parte della popolazione non è ancora vaccinata.

Al momento gli Stati Uniti sono il paese con il più alto numero di persone vaccinate al mondo, con più di 90 milioni di dosi somministrate e il 17,7 per cento della popolazione che ne ha ricevuta almeno una, e il 9,2 per cento che è considerata completamente vaccinata (e che quindi ha ricevuto due dosi, nel caso dei vaccini Pfizer-BioNTech e Moderna, o una sola nel caso di Johnson & Johnson).

Mai più
Oggi chiudiamo con un inizio, quello di Alessandro Baricco che avvia una collaborazione con il Post, che ci rende contenti per le idee e gli spunti che potrà offrirci. È anche l’occasione per inaugurare la nuova sezione Storie/Idee, che ospiterà nel corso del tempo altre autrici e altri autori. Baricco inizia con una parentesi, lunga.
  (E di questa altra morte quando parliamo?, la morte strisciante, che non si vede. Non c’è Dpcm che ne tenga conto, non ci sono grafici quotidiani, ufficialmente non esiste. Però ogni giorno, da un anno, lei è lì: tutta la vita che non viviamo, per non rischiare di morire. Meno male che non la stiamo contando, che non la misuriamo in numeri: non riusciremmo a guardarli, dal disastro che racconterebbero, farebbero impallidire quelli già tragici della prima morte, gli unici che abbiamo la forza di guardare negli occhi. Contiamo i cuori che si fermano negli ospedali, ma non quelli che se ne vanno, che semplicemente se ne vanno.
E di questo commiato silenzioso, mansueto, collettivo, generale, vertiginoso, scandaloso, quando parliamo?
Adesso. E grazie agli abbonati al Post, per darci una mano a fare cose nuove per tutti, come questa.
Noi torniamo venerdì, ciao!
 

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