Buon Venerdì

BUONA GIORNATA CON IL PROFUMATISSIMO GELSOMINO.

Caratteristiche della pianta del Gelsomino

IL fiore di GELSOMINO, di Colore Bianco significa AMABILITÀ,
mentre quello di colore giallo significa ELEGANZA e GRAZIA.

Il significato del fiore, può essere anche di ETERNITA’ ed AGGRESSIVITA’.

FAMIGLIA:
il gelsomino nella varietà officinale fa parte delle Oleaceae, mentre quello rampicante appartiene alla famiglia delle Apocynaceae.

LUOGO D’ORIGINE:
Medio ed Estremo Oriente, ma anche dell’America Meridionale

DESCRIZIONE della Pianta di Gelsomino:

Esistono diverse varietà di gelsomino.

E’ una pianta dal fusto sottile e rampicante che predilige il clima temperato, può raggiungere un’altezza di 4 metri, può essere coltivato in vaso o in piena terra.

Presenta foglie di colore verde scuro.

I fiori profumatissimi sono formati da 5 petali e possono assumere colorazioni diverse a seconda della specie, possono essere bianchi, dai toni rosati o gialli.

Il tipo più conosciuto e diffuso in Europa è la varietà officinale dal tipico fiore bianco e dalle foglie piccole e lanceolate.

PERIODO di FIORITURA:

A seconda delle varietà, il gelsomino può fiorire in Inverno, in Primavera, oppure in Estate.

CURIOSITA’ sul Gelsomino:

Il gelsomino era conosciuto anche dalle antiche civiltà, sembra che resti di questo fiore siano stati ritrovati nel bendaggio di mummie in Egitto.

Copiosi sono i racconti e le storie che hanno come soggetto questo fiore.

E’ nella tradizione toscana il simbolo dell’amore, le spose usavano portare il giorno delle nozze un mazzolino di gelsomini perchè era di buon auspicio per un’unione felice.

La storia del profumato Gelsomino

A inizio giugno fioriscono alcune varietà del gelsomino (Jasminum): profumata pianta che abbellisce molti dei nostri giardini. Simbolo del femminile, è cantato in una delle poesie più celebri e conturbanti di Pascoli (“E s’aprono i fiori notturni / nell’ora che penso a’ miei cari”).

 

I suoi petali – che si aprono durante la notte – racchiudono una lontana leggenda orientale.

Si narra che Kitza, la madre di tutte le stelle, nel suo palazzo stava tessendo gli abiti d’oro per i suoi figli astri quand’ecco che si presentarono a lei un gruppo di piccole stelle, lamentando l’insufficiente bellezza delle loro vesti.

 

Le rimostranze furono interrotte dall’arrivo di Micar, il re degli spazi, che si indignò molto nel conoscere il motivo di tutto quello strepito. Per punizione cacciò le stelle dal firmamento, lacerando loro gli abiti e gettandole nella terra e nel fango. La madre Kitza si disperò, soffrendo per l’umiliazione delle figlie, condannate ad essere calpestate dagli uomini.

 

Ma la signora dei giardini Bersto ebbe pietà e trasformò le stelline in piccoli fiori profumatissimi, che mantennero la forma stellata a cinque petali e il biancore luminoso della forma originaria.

 

Nell’antichità la forma pentacolare era associata alla simbologia esoterica. Il numero cinque è infatti rappresentativo della Grande Madre: Afrodite per i greci, Ishtar per i babilonesi, Turan per gli etruschi, ecc. Secondo la credenza, un suo amuleto proteggeva dagli spiriti cattivi. Noi potremmo metterci un fragrante gelsomino all’occhiello…

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