Sta per iniziare il secondo weekend di Pasqua con la pandemia, e la seconda Pasqua

Circa un anno fa, il 10 aprile, ci salutammo con un piccolo auspicio: Un giorno ci diremo “Ma te la ricordi la Pasqua del 2020?”, scuoteremo lievemente la testa e faremo un mezzo sorriso, pochi istanti prima di tornare ad abbracciarci. All’epoca non stavamo capendo ancora benissimo che cosa ci stesse accadendo, e soprattutto che cosa sarebbe successo dopo. Eravamo chiusi in casa da qualche settimana e ci sembrava ancora incredibile che intere nazioni si potessero fermare, per provare ad arrestare la pandemia. Ripensando ad allora, molti di noi affronteranno questo nuovo fine settimana di festa con una certa disillusione, o senza notare grandi differenze rispetto ai weekend precedenti.

Rispetto a un anno fa abbiamo però i vaccini (con le difficoltà che conosciamo nel somministrarli, certo), nuove conoscenze scientifiche su come si trasmette il coronavirus e terapie più mirate per trattare chi si ammala di COVID-19. L’attesa sulla fine di questo nuovo normale resta, ma qualcosa inizia a mettersi nel verso giusto.

Restrizioni
Pasqua, dicevamo. Vediamo quali sono le regole e le restrizioni speciali decise dal governo.

Per chiarezza: si applicheranno sabato 3 aprile, domenica 4 aprile (Pasqua) e lunedì 5 aprile (Pasquetta).

Tutta l’Italia sarà considerata area rossa, a prescindere dalla fascia di rischio epidemiologico in cui le regioni si trovano a oggi.

Mentre negli altri giorni nelle zone rosse sono consentiti solo gli spostamenti per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità (anche verso un’altra regione o provincia autonoma), nei giorni di Pasqua sarà consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata, ma solo all’interno della stessa regione. Si potrà quindi fare visita ad amici o parenti.

Resta la possibilità di spostarsi per particolari necessità come fare la spesa, andare in farmacia e acquistare altri beni necessari per la vita quotidiana. Restano sospese le attività della maggior parte dei negozi.

Ci si può spostare solamente tra le 5 e le 22 e al massimo in due persone, che possono però portare con sé i figli se minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la responsabilità genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che convivono con loro.

Come già per le normali zone rosse sarà consentito il rientro nella propria residenza, domicilio o abitazione, compreso il rientro nelle “seconde case” che si trovano dentro o fuori regione. Sarà inoltre consentita l’attività motoria all’aperto, ma solo se svolta individualmente e in prossimità della propria abitazione. Saranno ammesse anche le passeggiate, in quanto attività motoria, esclusivamente in prossimità della propria abitazione.

I bar e i ristoranti potranno effettuare solamente servizio d’asporto e non si potranno consumare cibi e bevande al loro interno e nelle loro adiacenze.

Sarà possibile effettuare spostamenti per raggiungere l’aeroporto da cui partire, anche in un’altra regione: di fatto quindi in questi casi non varranno le restrizioni agli spostamenti previste sia nelle zone rosse che in quelle arancioni.

Dopo Pasqua
Dal 7 al 30 aprile saranno in vigore le restrizioni decise da poco dal governo con un nuovo decreto. Come ora rimane la sospensione di fatto delle aree gialle e bianche, mentre è previsto che anche nelle aree rosse riaprano le scuole fino alla prima media. È stato inoltre introdotto l’obbligo di vaccino per il personale sanitario: finora l’adesione era volontaria.
 

La settimana
Nell’ultima settimana è proseguito, seppure di poco, il calo dei nuovi casi di coronavirus rilevati: 142.692, il 3,1 per cento in meno rispetto ai sette giorni precedenti. È ancora presto per dire con certezza se sia stato raggiunto e superato il cosiddetto “picco dei contagi” di questa nuova fase: la variante inglese, più contagiosa, è ormai molto diffusa, ma finora il suo impatto è stato contenuto dalle aree rosse e dalla campagna vaccinale che ha fatto progressi.


Nell’ultima settimana sono stati notificati 3.048 decessi, il 3,5 per cento in più rispetto ai sette giorni precedenti. L’andamento dei decessi segue quello dei contagi e dei ricoverati, ma in ritardo di almeno due settimane. 

Secondo una nuova indagine dell’Istituto superiore di sanità aggiornata al 18 marzo, la variante inglese è la più diffusa in Italia, scoperta nell’86,7 per cento di tutti i casi di coronavirus. Un mese prima, a metà febbraio, era stata trovata nel 54 per cento dei tamponi. La diffusione della variante inglese è anche il principale motivo che ha convinto il governo a non riaprire ristoranti e luoghi della cultura, come era stato annunciato qualche settimana fa.

Nell’ultima settimana la regione con la più alta incidenza di morti sulla popolazione è stata il Friuli Venezia Giulia, con 10,1 morti ogni 100mila abitanti. L’incidenza è stata piuttosto alta anche in Emilia-Romagna, 8 decessi ogni 100mila abitanti negli ultimi sette giorni, e in Lombardia con 6,7 decessi ogni 100mila abitanti. La Sardegna, non più in zona bianca, continua ad avere un numero contenuto di decessi: 1,2 ogni 100mila abitanti.

Nel grafico qui sotto il punto blu indica l’incidenza dei casi per 100mila abitanti della settimana scorsa, il punto arancione quella di questa settimana, con la variazione percentuale.


Qui trovate tutti gli altri dati e grafici, con aggiornamenti sull’andamento della campagna vaccinale.

Indagini 1
Mercoledì la Procura di Milano ha comunicato che il presidente della Lombardia, Attilio Fontana, è indagato per due nuove ipotesi di reato, autoriciclaggio e false dichiarazioni, nell’ambito dell’indagine sui camici forniti alla Regione dall’azienda di suo cognato. Fontana era già indagato per “frode in pubbliche forniture”, ma la Procura ora ha chiesto una rogatoria alle autorità svizzere per accertare la provenienza di 5,3 milioni di euro che fino al 2015 erano conservati alle Bahamas con due trust intestati alla madre di Fontana e che nel 2015 Fontana trasferì in un conto svizzero grazie allo “scudo fiscale” (pratica detta anche “voluntary disclosure”, in inglese). La procura ipotizza che Fontana abbia reso false dichiarazioni al momento di ottenere lo scudo fiscale su quei soldi, e per questo ha chiesto una rogatoria per approfondirne i movimenti.

Indagini 2
Nella precedente newsletter vi avevamo segnalato le dimissioni dell’assessore alla Salute della Regione Sicilia, Ruggero Razza, in seguito a un’indagine sulla presunta falsificazione dei dati regionali sulla pandemia. Negli ultimi giorni sono emersi nuovi dettagli, anche se molto resta da chiarire. 

Per la presunta falsificazione dei dati, martedì sono stati messi agli arresti domiciliari una dirigente della Regione e due suoi collaboratori: secondo le accuse, i tre avrebbero voluto evitare che la Sicilia finisse in area rossa, oltre a impedire la chiusura dei negozi e dei ristoranti, e avrebbero voluto mostrare invece una Regione efficiente nella gestione dell’emergenza coronavirus. Negli ultimi mesi i tre arrestati avrebbero manipolato i dati dei nuovi positivi, dei decessi, dei ricoverati in terapia intensiva e dei tamponi.

L’inchiesta era iniziata da una verifica della procura di Trapani sugli esiti dei tamponi analizzati in un laboratorio di Alcamo. I magistrati avevano iniziato a intercettare alcuni funzionari perché i test erano risultati stranamente tutti negativi; dalle conversazioni telefoniche si era scoperto che la gestione dei dati della Sicilia era manipolata.

Paese che vai
L’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha ribadito che a oggi “non ci sono prove” che suggeriscano di escludere alcune fasce di età (sopra i 18 anni) dalla somministrazione del vaccino contro il coronavirus di AstraZeneca. Nonostante le rassicurazioni dell’Agenzia, negli ultimi giorni diversi paesi hanno annunciato o confermato limiti di età per l’impiego del vaccino, con decisioni poco coordinate e apparentemente in contrasto con altre prese negli scorsi mesi.

Da mercoledì 31 marzo in Germania possono ricevere il vaccino solo le persone con più di 60 anni, mentre gli individui con meno di 60 anni potranno sottoporsi alla somministrazione solo assumendosene il rischio, e dopo una valutazione delle loro condizioni di salute da parte di un medico. In Svezia il vaccino di AstraZeneca può essere somministrato a chi ha più di 65 anni, mentre in Francia e in Canada il limite è dai 55 anni in su. Altri paesi hanno scelto approcci simili, limitando totalmente l’accesso al vaccino ad alcune fasce di età oppure imponendo maggiori controlli prima della somministrazione.

In Spagna, Australia, Cile e nel Regno Unito non sono previste particolari limitazioni, e nemmeno in Italia. Nel nostro paese il vaccino di AstraZeneca era stato consigliato solo fino ai 55 anni, poi fino ai 65 e poi anche per i più anziani. Il motivo era legato alla mancanza di sufficienti dati che ne garantissero l’efficacia, e le ragioni non erano di sicurezza. Oggi, invece, c’è una situazione apparentemente opposta in cui in alcuni paesi europei le somministrazioni sono sospese sotto determinate soglie di età, e questa volta in attesa di ulteriori studi su eventuali rischi di sicurezza. Le vicende di queste settimane, insomma, potrebbero contribuire a ulteriori confusioni. Abbiamo provato a fare ordine.

Quattro cose dal mondo
🇧🇷 Bolsonaro non è mai stato così in difficoltà: le dimissioni di tre importanti capi militari sono un evento senza precedenti nella storia brasiliana, c’entra soprattutto la pandemia.
🇺🇸 Milioni di dosi del vaccino di Johnson & Johnson sono stati scartati a causa di un errore dell’azienda che ne aveva in carico la produzione.
🇪🇺 I paesi dell’Unione Europea hanno deciso di fornire in tutto 2,85 milioni di dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech in più rispetto a quelle già concordate a Estonia, Lettonia, Croazia, Slovacchia e Bulgaria, particolarmente in difficoltà con l’emergenza sanitaria.
🇫🇷 La Francia rafforzerà le restrizioni contro il coronavirus e manterrà le scuole chiuse fino al 26 aprile.

Minori
Pfizer-BioNTech ha annunciato che da un nuovo studio, non ancora pubblicato, è emerso che il suo vaccino contro il coronavirus è efficace anche su soggetti che hanno tra i 12 e i 15 anni: ad oggi la somministrazione del vaccino di Pfizer-BioNTech è autorizzata in molti paesi solo a partire dai 16 anni.

Pesce d’aprile finito male
Nel pomeriggio di giovedì primo aprile circa 2mila persone si sono radunate in un grande parco pubblico di Bruxelles, in Belgio, per partecipare a un concerto che in realtà era un pesce d’aprile. Il raduno ha violato le restrizioni imposte dal governo per contrastare la pandemia da coronavirus, in base a cui si possono incontrare al massimo quattro persone alla volta nei luoghi pubblici: per questo motivo è intervenuta la polizia e ci sono state violenze.

Opening Day
A proposito di folle: nella notte tra giovedì e venerdì è iniziato il campionato di baseball nordamericano, la Major League. Quest’anno il suo tradizionale Opening Day era particolarmente significativo, perché oltre a sancire l’inizio del campionato che accompagna i tifosi americani tra la primavera e l’estate segnava anche il ritorno del pubblico negli stadi — in tutti gli stadi — dalla piena capienza in Texas alle varie percentuali di riempimento stabilite altrove.



Una vista del Coors Field di Denver, in Colorado (Justin Edmonds/Getty Images)

Serbia
Lo scorso fine settimana alcune città serbe hanno somministrato gratuitamente dosi di vaccino contro il coronavirus a chiunque si presentasse alle postazioni allestite: sono accorse soprattutto persone dai paesi vicini, in cui le campagne vaccinali, a differenza di quanto avviene in Serbia, stanno procedendo molto a rilento. L’iniziativa, organizzata dal governo serbo del presidente Aleksandar Vučić, era stata anticipata già nei mesi scorsi dalla donazione da parte della Serbia di diverse migliaia di dosi di vaccini ad alcuni paesi confinanti, secondo molti con l’obiettivo di aumentare l’influenza serba nella regione dei Balcani.

Alla frutta
Una delle conseguenze della chiusura dei confini dell’Australia per la pandemia da coronavirus è stata la carenza di forza lavoro per i cosiddetti lavori occasionali (“casual jobs”), che nella maggior parte dei casi sono svolti da giovani stranieri. Nell’ultimo anno in Australia è rimasto meno di un quarto delle persone che fanno questo tipo di lavori, tra cui le ragazze e i ragazzi alla pari e i raccoglitori di frutta e verdura: a risentirne è stato in particolare il settore agricolo. Secondo sindacati e ricercatori, questa situazione potrebbe offrire l’occasione per ripensare la gestione del lavoro nelle imprese agricole del paese e sarebbe anche un’opportunità per rivedere le politiche sull’immigrazione, tutelando maggiormente i lavoratori di questo settore. Senza i “backpacker”, in Australia la frutta rimane sugli alberi.
























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Coronavirus
Nel 1992 la NASA organizzò un incontro tra scienziati per confrontarsi sull’eventuale esistenza della vita in mondi lontani. Il dibattito doveva avere al centro concetti come l’origine e la ricerca della vita, ma divenne presto evidente un problema non da poco: prima di parlarne, sarebbe stato necessario definire con più esattezza che cosa si intendeva con la parola vita. Alla fine della discussione, i ricercatori arrivarono a una definizione di poche parole, che circola ancora oggi: «Vita indica un sistema chimico che si autosostiene, in grado di evolversi in termini darwiniani».

Come abbiamo imparato tra una Pasqua e l’altra, i virus sono dei velocisti nell’evolvere e nel condizionare l’esistenza di miliardi di organismi, eppure non soddisfano pienamente la definizione di vita. Definirli è molto difficile e per questo da un secolo virologi, epidemiologi, biologi e altri ricercatori non concordano su quale risposta dare a una domanda apparentemente semplice: i virus sono vivi? Beh, è complicato (ma super affascinante).

Leggerci martedì prossimo sarà invece semplicissimo, ci troverete come sempre nella posta in arrivo. Cercate di trascorrere un buon fine settimana, e se avete già preso di mira un uovo di Pasqua rompetelo da persone informate. Ciao!     Easter egg.





















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