AstraZeneca e i giovani – Sul Coronavirus, dal Post

Come avrete visto e letto nelle ultime ore, il vaccino di AstraZeneca è nuovamente al centro dell’attenzione per alcuni casi di cronaca emersi negli ultimi giorni, e sui quali sono ancora in corso accertamenti. 

In una conferenza stampa da poco terminata, il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato che d’ora in poi il vaccino di AstraZeneca sarà somministrato solamente a chi ha più di 60 anni, mentre non sarà più impiegato per i più giovani. La decisione è derivata da una nuova valutazione del Comitato tecnico scientifico (CTS), che negli ultimi giorni era tornato a occuparsi di questo vaccino in seguito a una richiesta partita proprio dal ministero.

Gli over 60 che avevano già ricevuto la prima dose di AstraZeneca, riceveranno normalmente la seconda dose come avvenuto finora.

Chi ha meno di 60 anni e aveva ricevuto il vaccino di AstraZeneca come prima dose, riceverà per il richiamo un vaccino Pfizer-BioNTech o Moderna. I rarissimi eventi avversi erano stati rilevati dopo il ricevimento della prima dose, ma il CTS ha spiegato che per estrema precauzione si procederà con un vaccino diverso.

La decisione influirà sul piano vaccinale, ma secondo il commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo non determinerà particolari rallentamenti. 

Il vaccino di AstraZeneca è stato più volte definito sicuro ed efficace dall’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e dall’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), anche dopo l’emersione di alcuni rari casi di trombosi, specificando che i minimi rischi comportati dalla vaccinazione siano comunque di gran lunga inferiori rispetto a quelli della COVID-19. Il minimo fattore di rischio si era rivelato più alto tra i giovani, e questo aveva indotto le autorità sanitarie italiane a consigliare l’uso del vaccino preferibilmente negli anziani, seppure senza imporre rigide limitazioni.

Superata quella fase di grande attenzione, anche da parte della politica e dei media, il vaccino di AstraZeneca era stato somministrato a milioni di individui senza che emergessero particolari problemi, come del resto accaduto all’estero. Alcune regioni avevano inoltre deciso di impiegarlo nei cosiddetti “open day”, le giornate in cui ci si può vaccinare senza prenotazioni o comunque con procedure semplificate. Eventi piuttosto apprezzati, soprattutto dai più giovani cui le vaccinazioni sono state ufficialmente aperte solo all’inizio di giugno.

Tra i vaccinati agli open day c’era anche una ragazza di 18 anni di Sestri Levante, in Liguria, che aveva ricevuto la prima dose del vaccino di AstraZeneca il 25 maggio scorso. Nei giorni seguenti aveva sviluppato alcuni problemi circolatori ed era stata sottoposta a due interventi chirurgici. Le sue condizioni erano continuate a peggiorare fino al decesso avvenuto il 10 giugno. Sulla vicenda è in corso un’indagine della magistratura e sembra che la ragazza soffrisse da tempo di una malattia autoimmune che incideva proprio sul sistema circolatorio. Questo dettaglio è stato ripreso da molti giornali e agenzie di stampa, ma si attendono ulteriori dettagli e conferme.

È in questo contesto che il ministero aveva chiesto i chiarimenti al CTS, che ha infine consigliato di non impiegare più il vaccino di AstraZeneca tra chi abbia meno di 60 anni, per ulteriore precauzione e per quanto i rischi siano bassi anche tra i giovani. 

In generale, il vaccino di AstraZeneca è comunque sicuro ed efficace, come confermato dai dati raccolti dalle autorità di controllo dei farmaci. Nel suo ultimo rapporto l’AIFA ha segnalato che dal 27 dicembre 2020 al 26 maggio 2021 su 6,7 milioni di dosi somministrate le segnalazioni di effetti avversi sono stati 236 ogni 100mila dosi, a fronte delle 214 sempre su 100mila dosi del vaccino di Pfizer-BioNTech, somministrato 22,3 milioni di volte.
Bianco
Da lunedì 14 giugno passeranno in area bianca Emilia-Romagna, Lombardia, Lazio, Piemonte, Puglia e la Provincia autonoma di Trento, dove per tre settimane consecutive è stata registrata un’incidenza settimanale dei contagi da coronavirus inferiore ai 50 casi per 100mila abitanti.

Resteranno in zona gialla solamente Basilicata, Calabria, Campania, Marche, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta e la Provincia autonoma di Bolzano. La settimana
I casi positivi rilevati nell’ultima settimana sono stati meno di 15mila e, con le ultime vaccinazioni, oltre il 50 per cento della popolazione vaccinabile (quindi tutte le persone con più di 12 anni) ha ricevuto almeno una dose. Sono due dati piuttosto incoraggianti, cui si uniscono quelli sulla pressione sempre più bassa nei reparti di terapia intensiva e una riduzione del numero dei morti. Come si nota dal grafico qui sotto, nell’ultima settimana tutte le regioni hanno avuto un’incidenza di nuovi casi sotto la soglia di 50 contagi settimanali ogni 100mila abitanti. Dopo Friuli Venezia Giulia, Sardegna e Molise, anche Abruzzo, Liguria, Umbria e Veneto sono state inserite in area bianca e i dati sono incoraggianti anche per molte altre regioni, comprese quelle che dalla prossima settimana saranno inserite nell’area con meno restrizioni.
Negli ultimi due mesi ogni regione ha deciso se riservare il vaccino di AstraZeneca ai soli anziani o se utilizzarlo anche per i più giovani, seguendo le indicazioni del ministero della Salute: l’indicazione di riservarlo alle persone con più di 60 anni era stata definita “preferenziale”, perché in termini assoluti il vaccino confermava la propria sicurezza e i benefici rispetto agli eventuali e limitati rischi per le trombosi. Per questo in alcune regioni come Lazio, Campania, Liguria, Emilia-Romagna, Sicilia e Piemonte sono stati organizzati “open day” rivolti soprattutto ai più giovani, giornate in cui era possibile sottoporsi al vaccino senza prenotazione.

Il grafico mostra la proporzione di prime dosi somministrate alle persone con meno di 60 anni negli ultimi due mesi.
Qui trovate tutti gli altri dati sull’andamento dell’epidemia e della campagna vaccinale, regione per regione.

Vacanza
Il commissario per l’emergenza coronavirus, Francesco Paolo Figliuolo, ha detto che consentirà alle regioni di organizzarsi per effettuare la somministrazione della seconda dose del vaccino anche ai turisti provenienti da altre regioni che si trovano nei luoghi di vacanza.

La decisione è stata ufficializzata in una nota inviata alle regioni in cui si dice che sarà possibile redistribuire le dosi tra le regioni, che però dovranno informare il Commissario con «congruo anticipo». La somministrazione in vacanza della seconda dose, sempre secondo la nota, dovrebbe tuttavia avvenire «per eccezionali motivi».

Pass 
Il Garante della privacy, l’autorità italiana per la protezione dei dati personali, ha dato il proprio parere favorevole alla piattaforma nazionale per il rilascio dei cosiddetti “green pass”, cioè i certificati che attestano l’avvenuta vaccinazione contro il coronavirus, la guarigione dall’infezione o la negatività al virus tramite tampone molecolare o antigenico. Nella stessa delibera ha però rinviato l’utilizzo dell’app IO per il rilascio dei certificati, bloccando così, almeno temporaneamente, il più importante canale che il governo intendeva usare per il rilascio dei pass. 

Il Garante ha motivato il blocco sostenendo che l’app IO utilizzi alcuni sistemi che interagiscono con servizi di aziende fuori dall’Unione Europea (tra cui Google), circostanza che solleva alcuni problemi per la privacy. I responsabili dell’applicazione hanno però smentito questa circostanza e sono ora in corso approfondimenti per risolvere la questione.

Certificati
Intanto questa settimana il Parlamento Europeo ha approvato i cosiddetti “certificati COVID-19” europei che dovrebbero permettere di circolare all’interno dell’Unione Europea nei mesi estivi senza particolari restrizioni. Il sistema di certificazione, che dovrà essere adottato formalmente anche dal Consiglio Europeo per essere ufficiale, entrerà in vigore dal 1° luglio 2021 e lo resterà per 12 mesi.

I certificati saranno rilasciati gratuitamente dalle autorità nazionali e saranno disponibili in formato digitale o cartaceo con un codice QR. Serviranno a viaggiare liberamente nei paesi dell’Unione Europea purché venga attestata almeno una di tre diverse condizioni: l’avvenuta vaccinazione o un recente risultato negativo ai test per il coronavirus o la guarigione dalla COVID-19.

Redditi
Il ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato i dati delle dichiarazioni dei redditi presentate dai cittadini italiani nel 2020 e riferiti all’anno di imposta 2019: mostrano con chiarezza la situazione economica nelle città e nei comuni italiani prima dell’arrivo dell’epidemia da coronavirus, e permettono di visualizzare la distribuzione territoriale dei redditi. Sono dati importanti proprio perché considerati la base di partenza utile per le future analisi sull’impatto economico dell’epidemia in Italia.

Il reddito complessivo totale dichiarato nel 2020 e riferito al 2019 è stato di 884 miliardi di euro, in aumento di 4,5 miliardi rispetto all’anno precedente. Il reddito medio degli italiani è stato di 21.800 euro, in crescita dello 0,6 per cento rispetto al 2018, con una crescita soprattutto nei redditi da pensione, lavoro dipendente e autonomo mentre si è mantenuto stabile il reddito da fabbricati, quello degli imprenditori e da partecipazioni in società.

Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 21.060 euro, quello dei pensionati a 18.290 euro. 
Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, saluta i giornalisti al suo arrivo in Cornovaglia (Inghilterra) per partecipare al G7, nel quale si parlerà molto di pandemia e misure economiche per contrastarla (Stefan Rousseau/PA Wire/ansa)
Commercio
Nelle ultime settimane il porto della città cinese di Shenzhen, uno dei più trafficati e importanti al mondo per le attività delle navi mercantili, è rimasto sostanzialmente fermo, a causa delle misure messe in atto dal governo cinese per contrastare un piccolo focolaio di contagi da coronavirus. L’enorme importanza del porto e del distretto produttivo di Shenzhen, tuttavia, hanno fatto sì che gli esperti considerino questo blocco temporaneo come una nuova minaccia – l’ennesima – al buon funzionamento dei commerci mondiali.

I lavori di disinfezione delle navi e i periodi di quarantena per le persone che arrivano in porto hanno provocato un grosso ingorgo, dove attualmente sono ormeggiate poche navi, con decine di altre ancorate al largo in attesa di poter entrare. Maersk, la più grande società di navi mercantili al mondo, ha detto che l’attuale produttività nel porto di Yantian è circa il 30 per cento dei livelli normali. Per evitare ritardi, Maersk e altre compagnie stanno quindi dirottando alcune delle loro navi verso altri porti di Shenzhen, o cambiando completamente destinazione, dirigendosi verso altre città.

Due cose dagli Stati Uniti
1. Il governo statunitense ha raggiunto un accordo con Pfizer-BioNTech per distribuire 500 milioni di dosi del loro vaccino contro il coronavirus in circa 100 paesi del mondo, contribuendo a ridurre le disparità tra paesi più ricchi e più poveri in termini di vaccinazioni.
2. Lunedì la commissione per gli alcolici e la cannabis dello stato di Washington ha avviato la promozione «Joints for Jabs», attraverso cui offrirà una canna a tutte le persone dai 21 anni in su che potranno dimostrare di aver ricevuto la prima o la seconda dose di vaccino contro il coronavirus ai negozi che aderiscono all’iniziativa. La promozione sarà attiva fino al 12 luglio e sarà valida soltanto per le canne già rollate, e non su altri prodotti a base di marijuana.

Mestruazioni
Negli ultimi mesi diverse donne hanno segnalato di avere avuto un ciclo mestruale irregolare dopo la vaccinazione contro il coronavirus. I problemi sono consistiti in un inizio anticipato o in ritardo delle mestruazioni, oppure in un flusso più copioso o ridotto a seconda dei casi. A oggi non ci sono evidenze scientifiche a sostegno di queste segnalazioni, che riguardano comunque disturbi temporanei e che non suscitano particolare preoccupazione dal punto di vista medico. Alcune ricercatrici hanno avviato iniziative per approfondire il tema e per provare a scoprire se ci sia effettivamente un nesso con i vaccini.

Come in numerose altre parti del corpo, anche nei tessuti che formano l’utero ci sono cellule immunitarie che si occupano di proteggere il nostro organismo dagli agenti esterni. Queste cellule hanno inoltre un ruolo importante nel determinare lo spessore del rivestimento interno dell’utero (endometrio), che aumenta nella fase di maggiore fertilità e si riduce poi se non avviene la fecondazione dell’ovulo. Una vaccinazione stimola in generale l’attività del sistema immunitario, e di conseguenza può interferire temporaneamente con altri meccanismi del nostro organismo che dipendono dalle cellule immunitarie. 

In passato si è rilevato come i vaccini antinfluenzali e quelli contro il virus HPV (papilloma virus) possano incidere temporaneamente sul ciclo. Gli studi non hanno comunque segnalato alcun effetto nel lungo periodo e nemmeno problemi legati alla fertilità e alla capacità di avere figli.

Film
Da qui a settembre usciranno al cinema o in streaming molti film, segno di una ripresa del settore cinematografico dopo il rallentamento dell’ultimo anno e mezzo causato dalla pandemia. Uscirà un po’ di tutto, da vari film di fantascienza a cose più sperimentali, passando per Luca, l’atteso film di animazione della Pixar ambientato in Italia.

App dell’usato
Il mercato dei vestiti usati era già in crescita nel 2019 ma con la pandemia ha raggiunto molte più persone del previsto: durante il lockdown infatti molti si sono trovati a svuotare armadi e cercare di guadagnarci qualcosa, altri a cercare online abbigliamento economico adatto al periodo di crisi. A questo si aggiunge un crescente interesse per una moda economica ma sostenibile, soprattutto da parte delle generazioni più giovani. Secondo il sito di vestiti usati ThredUp, il giro d’affari dei vestiti di seconda mano negli Stati Uniti passerà dai 28 miliardi di dollari del 2019 a 64 miliardi nel 2024, superando il fast fashion. Alcuni esperti però hanno fatto notare che l’economia circolare incentivata dalle app di second hand ha anche qualche limite.

Podcast
Lo confessiamo, dopo i recenti Morning e Wembley, ne abbiamo fatto un altro. Si chiama Da Vermicino in poi e racconta come quarant’anni fa un fatto di cronaca cambiò i media e l’Italia attorno ai media. È gratuito e potete ascoltare la prima puntata qui.

Giovedì
Dalla prossima settimana smetteremo di scrivervi due volte alla settimana: ci troverete nella posta in arrivo ogni giovedì, all’orario di sempre.

Abbiamo pensato che fosse saggio ridurre la frequenza come del resto avevamo fatto la scorsa estate, accogliendo i consigli dei tanti di voi che ci hanno suggerito di adattare la newsletter a questa nuova fase di minore emergenza e ai comprensibili desideri di un poco di normalità.

Continueremo a raccontarvi le notizie più importanti e a proporvi qualche riflessione in un periodo delle nostre esistenze che continua comunque a essere diverso da tutti gli altri, e a farci compagnia, il giovedì. Ogni nostro grazie varrà doppio.

Quindi a giovedì, nel frattempo passate un buon fine settimana e occhio a vedere cose che non ci sono. Ciao!

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