43mila in più – Sul Coronavirus, dal Post

Dal primo gennaio alla fine di settembre di quest’anno in Italia sono morte 527.888 persone. In media, dal 2015 al 2019 ne sono morte ogni anno 484.435. Nel complesso, rispetto alla media degli ultimi cinque anni, c’è stato un aumento di 43mila decessi, circa l’8,9 per cento in più. 

Solo tra marzo e aprile, sono state rilevate 48mila morti in più rispetto alla media degli anni precedenti. Circa 29mila di queste sono state attribuite ufficialmente al coronavirus.

I dati aggiornati sulla mortalità sono stati forniti dall’Istituto nazionale di statistica, ISTAT, e aiutano a farsi un’idea dell’impatto che la pandemia ha avuto sul nostro paese, anche se con una certa approssimazione dovuta alla difficoltà di identificare con chiarezza le cause di tutti i decessi. 

Nel suo rapporto, l’ISTAT ha segnalato che nei primi due mesi di quest’anno la mortalità è stata inferiore del 7 per cento rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Da marzo, invece, si è verificata una “rottura della tendenza alla diminuzione della mortalità riscontrata per i primi due mesi soprattutto nelle aree più colpite dalla pandemia”.

Basta osservare qualche dato per rendersene conto.

In Lombardia, una delle regioni più interessate dalla pandemia in Italia e nel mondo, si è passati da una riduzione del 5,6 per cento dei decessi a gennaio-febbraio a un aumento del 111 per cento nei tre mesi successivi. Man mano che l’epidemia interessava le altre regioni, i decessi sono aumentati sensibilmente. Tra le aree con un incremento almeno del 5 per cento troviamo la Sardegna (8,9 per cento di decessi in più rispetto alla media 2015-2019), la Puglia (7,8 per cento), la Toscana (7,4 per cento), l’Umbria (6,1 per cento), la Sicilia (5,7 per cento) e la Calabria (5 per cento).

La mappa qui sotto mostra la variazione percentuale del numero di morti dal primo gennaio a fine settembre: più le aree sono rosse più si è verificato un aumento, se sono blu si è verificata una diminuzione. È evidente come le aree con gli aumenti più significativi siano al nord, e in particolare nelle province di Bergamo e Brescia.

Tra tre mesi, al termine dell’analisi degli ultimi dati statistici che sta acquisendo l’ISTAT, avremo anche informazioni sulla mortalità durante i mesi di ottobre e novembre, quando si è verificata la cosiddetta “seconda ondata” della pandemia. I dati diffusi finora, che trovate qui con grafici interattivi, sono preziosi non solo per ricostruire come siano andate le cose in questi mesi, ma anche per migliorare le politiche di prevenzione e assistenza nei confronti della popolazione nell’immediato futuro. 

Medici
Migliaia di nuovi medici italiani non sanno quando potranno iniziare la specializzazione nelle corsie degli ospedali, in un momento critico per il sistema sanitario nazionale come l’attuale con la pandemia. Il ministero dell’Università non ha ancora pubblicato la graduatoria definitiva del concorso cui lo scorso settembre avevano partecipato circa 24mila medici, necessario per frequentare corsi di specializzazione, e quindi avviare le prime esperienze lavorative in ospedale. 

Secondo i programmi, la data di inizio dei corsi doveva essere il 30 dicembre 2020, ma gli esiti del concorso sono bloccati a causa di ricorsi e dei ritardi che ne sono seguiti. Negli ultimi giorni ci sono state proteste e manifestazioni, con richieste di sbloccare la specializzazione, e appelli a giornali e divulgatori da parte dei futuri specializzandi per far conoscere la loro vicenda. L’abbiamo ricostruita dall’inizio per capire che cosa sia andato storto.
 

Commissario
Grazie al suo incarico da commissario straordinario per l’emergenza coronavirus, Domenico Arcuri è ormai diventato noto ai più. Prima della pandemia era sicuramente meno conosciuto, benché fosse uno dei più importanti dirigenti pubblici in Italia. Era familiare a chi si occupa di industria, startup e politiche di sviluppo, perché fino dal 2007 è amministratore delegato di Invitalia, l’azienda statale per gli investimenti e le riqualificazioni. 

Se escludiamo i (pochi) esponenti politici in vista del governo, Arcuri è stato tra i personaggi più esposti proprio per le responsabilità che ricopre: ogni sua decisione è stata sezionata, commentata e spesso criticata. Nonostante le perplessità sollevate per alcune sue decisioni, il governo ha continuato ad affidargli incarichi nuovi e sempre più delicati. Molto dell’organizzazione del nascente piano per i vaccini, per esempio, dipenderà dalle sue scelte. Meglio farsi un’idea della sua storia, delle sue qualità e dei motivi per cui è spesso criticato. Chi era Arcuri prima di diventare Arcuri.

I giorni difficili dell’app IO per ottenere il “cashback”

Coordinamento
Oggi pomeriggio si sarebbe dovuto tenere un nuovo Consiglio dei ministri per discutere il “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, l’iniziativa che conterrà i circa cento progetti per la ripresa che saranno finanziati con il Recovery Fund, il principale strumento dell’Unione Europea per contrastare la crisi economica derivata dalla pandemia. La riunione sta però subendo ritardi e rinvii, dopo quella piuttosto complicata di lunedì interrotta quando la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha saputo di essere positiva al coronavirus, portando i suoi vicini di posto (il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, e quello della Giustizia, Alfonso Bonafede) a mettersi in isolamento.

Ci sono ancora molti punti da sistemare. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, vorrebbe attivare un coordinamento composto da presidenza del Consiglio, dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri (Partito Democratico), e da quello dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli (Movimento 5 Stelle). Il ministro degli Affari europei, Vincenzo Amendola (Partito Democratico), dovrebbe fare da referente unico con la Commissione europea. Ai ministri dovrebbero essere affiancati sei manager per ciascuna delle macrocategorie dei progetti, che a loro volta dovrebbero sovrintendere a dei «tecnici», il cui numero non è ancora stato definito. La struttura dovrebbe essere istituita con un emendamento alla legge di bilancio che le garantisca poteri speciali. Parte della maggioranza non è d’accordo con questa impostazione perché ritiene che aggiungerebbe inutili complicazioni.

8 dicembre
Papa Francesco è andato a pregare davanti alla colonna dell’Immacolata in piazza Mignanelli, accanto a piazza di Spagna (Roma), per la Festa dell’Immacolata Concezione. È una tradizione che solitamente si svolge in presenza dei fedeli, ma quest’anno il Vaticano aveva annunciato che la cerimonia sarebbe saltata per la situazione di emergenza per il coronavirus e per rispettare le restrizioni contro la sua diffusione. Verso le sette di mattina, il Papa ha raggiunto a sorpresa la colonna e ha deposto un mazzo di rose bianche.
Papa Francesco prega davanti alla colonna dell’Immacolata in piazza Mignanelli, accanto a piazza di Spagna, per la Festa dell’Immacolata. È una tradizione che si svolge ogni anno, solitamente in presenza dei fedeli, ma quest’anno il Vaticano aveva annunciato che la cerimonia sarebbe saltata per la situazione di emergenza per il coronavirus e per rispettare le restrizioni contro la sua diffusione. Verso le sette di mattina il Papa si è recato a sorpresa in piazza di Spagna e ha deposto un mazzo di rose bianche ai piedi della statua (EPA/VATICAN MEDIA/ansa)

Treni
Le FFS (Ferrovie federali svizzere) hanno annunciato con un comunicato che da giovedì 10 dicembre saranno interrotti i collegamenti ferroviari fra Svizzera e Italia. Il provvedimento riguarda sia il traffico a lunga percorrenza sia quello regionale TILO (Treni regionali Ticino Lombardia).

Ritorno dall’estero
A proposito di viaggi, il ministero degli Esteri ha pubblicato le regole da seguire per chi torna in Italia dall’estero, che si tratti di studenti, residenti o turisti. Raccomandano agli italiani di evitare viaggi all’estero se non «per ragioni strettamente necessarie», a causa della pandemia. Le regole variano molto a seconda dei paesi: trovate una guida rapida qui, per viaggiare informati.

Un ripasso su cosa si può fare nelle regioni rosse, arancioni e gialle 🔴🟠🟡

Sci
Come vi avevamo raccontato, il Comitato tecnico scientifico che fornisce consulenze al governo sulle politiche per contenere l’epidemia da coronavirus ha consigliato di mantenere chiusi gli impianti sciistici almeno fino al 6 gennaio, per evitare assembramenti. È un divieto che riguarda un settore in cui lavorano almeno 15mila persone con posti di lavoro diretti, e che dà lavoro ad altre 120mila se si considerano i dipendenti stagionali. In Italia le società degli impianti sono circa 400 e producono un fatturato di 1,2 miliardi di euro l’anno, con un indotto stimato tra gli 8,5 e i 12 miliardi di euro annui. In Italia gli impianti sono circa 1.500, per un totale di 6.700 chilometri di piste. Ci siamo fatti raccontare dai gestori come funziona il loro lavoro, e come affronteranno i problemi di una stagione sciistica difficile e senza precedenti, nel mezzo di una pandemia.
Intanto, in Europa si litiga sulle aperture degli impianti.

Stati Uniti
Negli Stati Uniti la situazione dell’emergenza sanitaria continua a peggiorare: solo nei primi 5 giorni di dicembre ci sono stati più di un milione di nuovi casi di coronavirus. Domenica 6 dicembre i pazienti ricoverati negli ospedali erano più di 101.400, il numero più alto di sempre secondo il Covid Tracking Project, che raccoglie i dati sull’andamento dell’epidemia negli Stati Uniti. Il dottor Jeremy Faust, medico del Brigham and Women’s Hospital di Boston, ha detto a CNN che, rispetto alla primavera, tra un paio di settimane «non sarà solo in qualche ospedale o regione o stato, che finiranno i posti letto in terapia intensiva, ma sarà nell’intero paese».

Tra i motivi per cui si prevede un peggioramento nelle prossime settimane ci sono i numerosi spostamenti che gli statunitensi hanno fatto per passare il giorno del Ringraziamento, lo scorso 26 novembre, con amici e parenti.
E Rudy Giuliani, l’avvocato di Donald Trump, è risultato positivo al coronavirus.

Due cose dal mondo
🇷🇺 A Mosca sono state avviate le vaccinazioni contro il coronavirus: nonostante i molti dubbi di esperti e analisti, per ora il vaccino russo Sputnik V sarà somministrato alle categorie a rischio.
🇦🇷 L’Argentina ha approvato una discussa patrimoniale per finanziare le spese straordinarie causate dal coronavirus.

Prima
Lei è Margaret Keenan, sta per compiere 91 anni ed è la prima persona ad avere ricevuto una dose del vaccino di Pfizer-BioNTech nel Regno Unito, al di fuori dei test clinici.

90 year old Margaret Keenan, the first patient in the UK to receive the Pfizer-BioNTech COVID-19 vaccine, administered by nurse May Parsons at University Hospital, Coventry, England, Tuesday Dec. 8, 2020. The United Kingdom, one of the countries hardest hit by the coronavirus, is beginning its vaccination campaign, a key step toward eventually ending the pandemic. (Jacob King/Pool via AP)

La somministrazione del vaccino è avvenuta alle 6:31 (le 7:31 in Italia) a Coventry e segna l’inizio della campagna di vaccinazione contro il coronavirus nel Regno Unito, piuttosto discussa vista la scelta di autorizzare così velocemente il vaccino sviluppato da Pfizer-BioNTech. Keenan ha detto di essere onorata per avere ricevuto per prima il vaccino e a pochi giorni dal suo novantunesimo compleanno: «È il più bel regalo in anticipo che potessi desiderare perché significa che posso finalmente iniziare a pensare a trascorrere del tempo con la mia famiglia e gli amici nel nuovo anno, dopo essermene rimasta sola per quasi un anno”.

La strada verso la vaccinazione di milioni di persone è ancora lunga, ma quello di Keenan è sicuramente un importante passo avanti. In bocca al lupo a lei, e a noi tutti. Ci sentiamo venerdì, ciao!

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