A che punto è la situazione in Turchia?

La sera del 15 luglio in Turchia c’è stato un tentativo di colpo di stato da parte di un gruppo di militari. Migliaia di persone sono scese in strada per bloccare i carri armati che avevano circondato il parlamento di Ankara, occupato l’aeroporto Atatürk e bloccato il ponte sul Bosforo a Istanbul.

Dopo una notte di combattimenti, i golpisti si sono arresi. Negli scontri sono morte 294 persone, per la maggior parte militari, e ne sono rimaste ferite più di 1.400. Il 16 luglio decine di migliaia di manifestanti sono scesi in piazza a Istanbul, Ankara e Izmir per festeggiare. Ecco un riassunto degli ultimi avvenimenti:

  • Dopo il fallimento del golpe, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha lanciatouna serie di purghe all’interno delle istituzioni. Circa ottomila poliziotti sono stati rimossi dal loro incarico, sono stati arrestati seimila militari (103 tra generali e ammiragli) e circa tremila giudici sono stati sospesi nel corso del fine settimana.
  • Tra i militari arrestati c’è il generale dell’aviazione Akin Öztürk, che dopo aver inizialmente negato avrebbe confessato di aver organizzato il golpe. Lo scrive l’agenzia di stampa statale Anadolu, ma le televisioni private smentiscono.
  • La vastità delle purghe ha sollevato timori tra i paesi occidentali, che temono che Erdoğan voglia usare il golpe come un pretesto per liberarsi dei suoi nemici. Il segretario di stato statunitense John Kerry ha dichiarato che la Nato esaminerà attentamente la posizione della Turchia e ha invitato Ankara alla moderazione.
  • Erdoğan il 18 luglio ha dato ordine ai jet da combattimento di sorvegliare lo spazio aereo sopra a Istanbul e Ankara e ha vietato agli elicotteri militari di decollare da Istanbul.
  • Parlando di fronte ai sostenitori del governo, la mattina del 18 luglio il premier Binali Yıldırım ha ringraziato i cittadini turchi per essersi opposti al colpo di stato. I quattro principali partiti turchi, compresi i due di opposizione Partito del movimento nazionalista (Mhp) e Partito popolare repubblicano (Chp) hanno dato il loro sostegno al governo contro il golpe.
  • Il ministero della giustizia turco nel frattempo ha dichiarato che si aspetta che gli Stati Uniti approvino l’estradizione di Fethullah Gülen, uno studioso musulmano accusato da Ankara di essere stato la mente dietro il colpo di stato. Musulmano moderato, 75 anni, Gülen dal 1999 vive in esilio in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Ex alleato di Erdoğan, ha ispirato la nascita del movimento islamico moderato Hizmet e sembra abbia una grande influenza sull’apparato burocratico, le forze dell’ordine e le istituzioni giudiziarie in Turchia. Gülen ha negato di aver partecipato al golpe e ha accusato a sua volta Erdoğan di aver inscenato il colpo di stato per colpire ancora più duramente i suoi oppositori.
  • Erdoğan, durante un discorso ai suoi sostenitori, ha fatto intendere che potrebbe reintrodurre la pena di morte nel paese. In Turchia non avvengono esecuzioni capitali dal 1984 e la pena di morte era stata abolita nel 2004 nell’ambito di una serie di riforme per entrare nell’Unione europea.
  • 19 LUGLIO
Smentita la confessione del generale dell’aviazione Akin Öztürk sul golpe in Turchia. L’agenzia di stampa Anadolu ha scritto che Öztürk ha ammesso di aver organizzato il colpo di stato fallito, ma le televisioni private turche smentiscono. Dopo aver sventato il golpe, il presidente Recep Tayyip Erdoğan ha ordinato una serie di purghe all’interno delle istituzioni. Sono stati licenziati quasi novemila funzionari pubblici, seimila militari sono stati arrestati, ottomila poliziotti sollevati dal loro incarico e 2.745 giudici sospesi. Nei giorni scorsi decine di migliaia di persone sono scese in piazza per celebrare il fallimento del colpo di stato del 15 luglio, che ha causato 294 morti, tra cui un centinaio di golpisti. Erdoğan ha evocato la reintroduzione della pena di morte, abolita nel 2004 per favorire l’ingresso del paese nell’Unione europea.
  • 19 LUGLIO  
La Turchia ha inviato negli Stati Uniti il dossier per l’estradizione di Fethullah Gülen. Gülen, studioso musulmano moderato che da anni vive in esilio in Pennsylvania, è accusato dal governo turco di aver ideato il fallito golpe del 15 luglio. Ora bisognerà attendere la risposta di Washington. Nel frattempo il presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, ha dichiarato che è pronto a introdurre la pena di morte nel paese. Bruxelles ha avvisato Ankara che l’introduzione della pena capitale potrebbe essere un ostacolo definitivo all’entrata nell’Unione europea.
  • 20 LUGLIO  
Il governo turco ha licenziato più di 15mila dipendenti del ministero dell’istruzione. L’esecutivo ha motivato la decisione dicendo che sono legati a Fethullah Gülen, il religioso musulmano che da anni vive in esilio in Pennsylvania e che è stato accusato dal presidente Recep Tayyip Erdoğan di aver organizzato il fallito golpe del 15 luglio. Per lo stesso motivo sono state ritirate le licenze ad alcune radio e televisioni ritenute vicine a Gülen. Tra le persone costrette a lasciare il proprio incarico anche 1.577 presidi di facoltà universitarie. Nei giorni scorsi le purghe avevano già toccato circa novemila funzionari pubblici. Ankara ha inoltre inviato a Washington i primi dossier per chiedere l’estradizione di Gülen.
  • 20 LUGLIO  
Bloccato il sito Wikileaks in Turchia. Aveva pubblicato quasi 300mila email e migliaia di documenti allegati di 762 account di posta del Partito per la giustizia e lo sviluppo (Akp), la formazione politica del presidente Recep Tayyip Erdoğan.Wikileaks aveva ricevuto i documenti una settimana prima del colpo di stato e li ha pubblicate dopo la purga all’interno delle istituzioni ordinata dal presidente.

QUANTO SEGUE E’ INACCETTABILE:

Arrestati Turchia6

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