A Palermo, durante la convention del Movimento 5 Stelle. INSULTATI E SPINTONATI GIORNALISTI E FOTOGRAFI. SOLIDARIETA’ DELL’UNCI.

 Le parole del leader del Movimento 5 Stelle Beppe Grillo che ha definito i giornalisti “feticisti” non fanno altro che fomentare l’odio da parte di presunti simpatizzanti pentastellati. E’ in questo contesto che oggi si sono verificati episodi inqualificabili nei confronti di rappresentanti dell’informazione, accreditati dallo stesso Movimento per seguire la kermesse “Italia 5 Stelle”, che ha ha avuto luogo sul prato del Foro Italico. Il Gruppo siciliano dell’Unci esprime solidarietà ai giornalisti, ai fotografi e ai cine-operatori tv che sono stati oggetto di insulti, aggressioni verbali e spintoni. Ne ha fatto le spese anche il presidente regionale dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo, che stava seguendo per conto della sua redazione gli interventi in programma. “Non sono stati gli attivisti del M5S a causare le aggressioni e ad insultarci – ha dichiarato Tuttoilmondo – ma persone che hanno partecipato all’evento e che hanno visto nei giornalisti come una sorta di obiettivo da ricoprire di parole offensive. Le offese, le critiche e gli insulti di oggi nulla hanno a che vedere con il lavoro svolto, e non sono in alcun modo direttamente collegabili a quanti si sono spesi in queste settimane per organizzare la kermesse. Ma sono soltanto il frutto di un clima di tensione ingiustificato e al quale va posto rimedio al più presto, nel rispetto reciproco delle parti”. “Ciò che è accaduto a Palermo – ha detto il Vice-Presidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales – è un episodio che ci preoccupa anche perchè non è la prima volta che, nel corso di convention politiche, sono i giornalisti il primo obiettivo di aderenti, simpatizzanti o semplici partecipanti. Una delle colpe va attribuita ad alcuni esponenti politici che attaccano i giornalisti, generalizzando, e con ciò innescano risentimenti che sfociano in aggressioni ed insulti come quelli che si sono verificati a Palermo. Chiediamo ai servizi d’ordine delle varie organizzazioni politiche e alle forze dell’ordine di vigilare affinchè situazioni del genere non abbiano più a ripetersi”. (UNCI)

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