Ai guariti serve vaccinarsi? – Sul Coronavirus, dal Post

Dall’inizio della pandemia, in Italia 2,3 milioni di persone sono risultate positive al coronavirus, e diversi altri milioni di italiani hanno probabilmente contratto il virus senza accorgersene, sviluppando pochi o nessun sintomo, oppure pensando di avere avuto qualche altro malanno passeggero. Ora, con l’inizio delle campagne vaccinali, molti di loro hanno iniziato a chiedersi se vaccinarsi serva a qualcosa, visto che hanno già subìto un’infezione.

Il tema è ancora discusso, ma se volete una risposta veloce allora è: sì, serve ugualmente vaccinarsi. Ora vediamo perché e che cosa dicono esperti e istituzioni sanitarie.

Da assidui lettori di questa newsletter (ehi, grazie!), ormai sapete che un vaccino serve a sviluppare una risposta immunitaria contro un particolare virus o batterio (patogeno), in modo che l’organismo impari a riconoscerlo e a contrastarlo nel caso di successive infezioni (memoria immunitaria). Un processo simile avviene anche nel caso in cui si contragga un patogeno e si guarisca, ma il vaccino lo fa avvenire senza ammalarsi e correre i rischi dovuti alla malattia.

A oggi non sappiamo di preciso quanto duri la memoria immunitaria dopo un’infezione da coronavirus o grazie al vaccino. Fatichiamo a saperlo perché è passato ancora poco tempo dall’inizio della pandemia e perché i vaccini sono in fase di somministrazione da poche settimane. Gli studi condotti finora e i dati raccolti nei mesi di sperimentazione dei nuovi vaccini sembrano comunque suggerire che la protezione immunitaria duri in media qualche mese. “In media” perché siamo fatti tutti diversamente e il dato può quindi variare molto da individuo a individuo.

C’è poi un’ulteriore complicazione. Per ora non è nemmeno completamente chiaro se ci siano differenze significative, nella durata dell’immunità, tra chi sia risultato positivo rimanendo asintomatico e chi abbia invece sviluppato la COVID-19, la malattia vera e propria. 

Se la protezione per i guariti dovesse durare solo alcuni mesi, allora la vaccinazione sarebbe utile per indurre il sistema immunitario a mantenere le difese contro il coronavirus. I ricercatori sono al lavoro per capirne ancora di più, e per questo motivo in questa fase le istituzioni sanitarie consigliano di vaccinarsi anche a chi abbia già avuto un’infezione da coronavirus.

L’Agenzia Italiana del Farmaco, per esempio, consiglia a chi è stato positivo di vaccinarsi ugualmente, anche se con minore urgenza rispetto agli altri: «La vaccinazione non contrasta con una precedente infezione da COVID-19, anzi potenzia la sua memoria immunitaria, per cui non è utile alcun test prima della vaccinazione. Tuttavia, coloro che hanno avuto una diagnosi di positività a COVID-19 non necessitano di una vaccinazione nella prima fase della campagna vaccinale, mentre potrebbe essere considerata quando si otterranno dati sulla durata della protezione immunitaria. Comunque non è necessario sottoporsi a test diagnostici per Covid-19 prima di accedere alla vaccinazione.»Il ministero della Salute nelle sue domande e risposte sulle vaccinazioni è assai più conciso: «Sì, chi ha avuto il COVID-19 può essere vaccinato.»Diverse altre autorità sanitarie concordano su questo approccio, e non solo perché potrebbe effettivamente migliorare la protezione immunitaria negli individui, ma anche per motivi pratici. In un’ampia parte della popolazione, il coronavirus non causa sintomi o ne causa di molto lievi, al punto da non accorgersi di averlo contratto. Ci sono quindi milioni di persone che hanno subìto inconsapevolmente l’infezione e che probabilmente hanno sviluppato alcune difese immunitarie contro il coronavirus.

Vietare o sconsigliare la vaccinazione a chi ha già avuto il virus sarebbe quindi molto difficile, considerato che molti si presenteranno per ricevere il vaccino senza sapere se siano stati o meno contagiati in passato. Chi sa di avere avuto il coronavirus in tempi recenti potrebbe comunque decidere di rinviare di qualche mese la vaccinazione, avendo acquisito per un po’ un’immunità naturale, riducendo il carico di lavoro per i centri di somministrazione dei vaccini e facilitando le vaccinazioni per chi è più esposto.

Nuovo DPCM
Da domani entrerà in vigore un nuovo decreto del presidente del Consiglio (DPCM), firmato oggi da Giuseppe Conte, per contenere la pandemia e che scadrà il prossimo 5 marzo. 

😷 Sono confermati il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino, l’obbligo di indossare la mascherina anche all’aperto, la chiusura di palestre, piscine, teatri e cinema (i musei potranno riaprire dal lunedì al venerdì, solo nelle regioni in area gialla o in eventuale area bianca).

🍸 Tra le novità, c’è un inasprimento delle misure per bar e asporto: sarà consentito acquistare cibo e bevande da portare via solamente fino alle 18, per evitare gli assembramenti all’esterno dei locali.

🎓 Le scuole superiori di secondo grado potranno riprendere le lezioni in presenza fino al 75 per cento.

🚗 Almeno fino al 15 febbraio non ci si potrà spostare fra regioni, anche se in area gialla, salvo esigenze lavorative o di salute o per situazioni di necessità. Non si potranno raggiungere le seconde case fuori dalla propria regione (o dal proprio comune, se ci si trova in un’area arancione). 

👩‍👩‍👧‍👦 Nell’area arancione e in quella rossa, sarà possibile accogliere due ospiti adulti fuori dal proprio nucleo convivente, una volta al giorno fra le 5 e le 22 e a patto che tutti vivano nello stesso comune. Per l’area gialla valgono le stesse regole, ma ci si può spostare nell’intera regione per fare visita a qualcuno.

⚪️ È prevista l’eventuale assegnazione ad “area bianca” per le regioni che faranno accertare un’incidenza settimanale dei contagi inferiore a 50 casi ogni 100mila abitanti per tre settimane consecutive. Al momento nessuna regione soddisfa questo criterio.

⛷ Gli impianti sciistici non potranno riaprire prima del 15 febbraio, e comunque solo dopo l’adozione di nuove linee guida.

🟡🟠🔴 Nelle prossime ore il ministro della Salute, Roberto Speranza, firmerà una nuova ordinanza con l’assegnazione delle regioni alle varie aree: troverete tutto sul Post, non appena ci saranno notizie ufficiali.
 

La settimana
In Italia negli ultimi sette giorni sono stati rilevati 115.918 nuovi casi positivi da coronavirus, dato in crescita per la seconda settimana consecutiva. I decessi sono stati 3.557, il 13 per cento in più rispetto ai sette giorni precedenti, nuovamente in aumento per la prima volta da fine novembre. In totale, sono morte più di 80mila persone a causa della pandemia, 1 ogni 747 persone che vivono in Italia. Il dato è probabilmente molto più alto, considerato che, soprattutto all’inizio della pandemia, molti decessi non sono stati ricondotti al coronavirus.

Al momento è il Veneto ad ammettere più pazienti in terapia intensiva, seguito da Friuli Venezia Giulia, Umbria e provincia di Trento. Marche, Calabria, Campania e Liguria stanno facendo rilevare una sensibile crescita dei ricoveri in questi reparti.

In numeri assoluti, il Veneto continua a essere la regione che fa rilevare il maggior numero di nuovi casi, circa 15mila nella settimana appena trascorsa, di poco sopra la Lombardia.

Qui trovate tutti gli altri grafici, e ulteriori dati per vedere com’è la situazione nella vostra regione.

Parametri, il ritorno
Vi avevamo appena raccontato i nuovi criteri per assegnare le regioni alle aree gialla, arancione e rossa nella scorsa newsletter, ed ecco che i parametri sono stati ulteriormente cambiati. La novità principale è l’introduzione di un nuovo colore: oltre a giallo, arancione e rosso, infatti, ci sarà un’area bianca. Ma sono stati previsti anche nuovi parametri che rendono più facile l’applicazione dell’area arancione.

Ops
A proposito della precedente newsletter, perdonateci se parliamo un momento di noi, ma è a fin di bene. Controlliamo e rileggiamo ogni newsletter più volte prima di spedirvela non solo per eliminare i refusi, ma anche per migliorare il testo e renderlo più chiaro e scorrevole. Facciamo del nostro meglio e i vostri numerosi apprezzamenti sono la migliore conferma del risultato che cerchiamo di ottenere.

Forse avete intuito dove stiamo andando a parare: martedì, nel riscrivere una frase per chiarire i concetti di specificità e sensibilità dei test sul coronavirus, abbiamo usato per errore due volte la stessa parola (sensibilità), confondendo le idee ad alcuni di voi. A scanso di equivoci: se un test ha una sensibilità molto alta, il rischio di falsi negativi (persone positive non rilevate) è basso; se possiede anche un’alta specificità, diventa basso il rischio di falsi positivi (persone non contagiate segnalate come positive). 

E vi chiediamo scusa, naturalmente (abbiamo un’alta sensibilità per queste cose).

Vaccinazioni
In Italia è stata superata la soglia del milione di persone vaccinate contro il coronavirus. La campagna vaccinale è iniziata lo scorso 27 dicembre e, dopo un inizio stentato, nella seconda settimana di gennaio le regioni hanno iniziato a somministrare il vaccino ai ritmi previsti dal piano vaccinale, anzi in alcuni casi anche più velocemente rispetto a quanto programmato. È stato vaccinato circa l’1,7 per cento della popolazione. Le cose si complicheranno con l’avvio della campagna vaccinale di massa, che riguarderà molte più persone rispetto alle attuali (operatori sanitari, case di cura): organizzazione e velocità saranno essenziali.

Quanti
Oltre alla mappa per tenere sempre d’occhio le vaccinazioni in Italia, abbiamo realizzato una nuova mappa per tenere traccia dell’andamento delle vaccinazioni negli altri paesi del mondo: entrambe si aggiornano man mano che vengono comunicati nuovi dati ufficiali.

Il vaccino contro il coronavirus è halal? 💉

Dal mondo
🇫🇷 Il governo francese ha annunciato nuove misure restrittive contro il coronavirus, compreso un coprifuoco dalle 18.
🇺🇸 Joe Biden inizierà la propria presidenza il prossimo 20 gennaio, intanto ha presentato un piano da 1.900 miliardi di dollari per aiutare gli statunitensi durante la pandemia.
🇩🇪 Nel 2020 il PIL della Germania si è ridotto del 5 per cento, un dato migliore rispetto alle aspettative.
🇮🇩  L’Indonesia vaccinerà prima i giovani degli anziani per ragioni economiche, e per una diversa demografia rispetto ai paesi più sviluppati, ma è un approccio che non convince molti.

Cina
Dopo qualche ritardo e problema burocratico, il gruppo di esperti dell’Organizzazione Mondiale della Sanità incaricato di indagare sulle origini del coronavirus è arrivato a Wuhan, in Cina. Nel paese, intanto, è stato registrato ieri il primo morto da COVID-19 da maggio del 2020 e nella settimana precedente la media dei nuovi casi positivi al coronavirus era stata di 146 persone al giorno. Sono i numeri più alti da diverso tempo, e anche se non farebbero allarmare molti dei paesi che stanno cercando di limitare la pandemia, in Cina stanno creando una certa preoccupazione.

Cibo
Nessun esperto di tendenze alimentari avrebbe potuto prevedere, un anno fa, che nel 2020 avremmo esaurito il lievito nei supermercati, che le vendite di camomilla sarebbero aumentate del 76 per cento e che i turni per la consegna della spesa online sarebbero andati esauriti per settimane in primavera. È vero che si parlava già di un anno sobrio e senza fronzoli, di attenzione sempre maggiore per i cibi sani e rispettosi del pianeta e di “ghost kitchen” (ristoranti composti da sola cucina i cui piatti si possono solo ordinare online da casa), ma si trattava di alcune tendenze all’interno di un panorama vasto e disarticolato, non di conseguenze necessarie a un anno inimmaginabile. Come mangeremo in quello appena cominciato?

Noi ci sentiamo martedì prossimo, qualsiasi sia il vostro piatto preferito. Buon fine settimana, ciao!

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