Alcuni click di Elisa Cacciapuoti: il ritorno della cicogna bianca

Cancello ed Arnone (Matilde Maisto) – Sono anni che il “miracolo” della cicogna bianca continua a ripetersi nella nostra zona del Basso Volturno. Puntuale, l’uccello torna al suo nido dopo aver attraversato il Sahara e il Mediterraneo.

Un mese di attesa per la femmina nel nido, aspettando il maschio che giunga dai lontanissimi lidi africani dove ha trascorso la stagione fredda: poi, finalmente, l’arrivo e il ricongiungimento per la riproduzione, dopo il lungo viaggio che, partendo dal territorio del Sahel, porta i volatili ad attraversare prima il deserto del Sahara e poi il Mar Mediterraneo, secondo una rotta comune ad altri uccelli migratori che vengono ad allietare le nostre primavere, prime tra tutti le rondini. La storia di questa coppia, che da anni si reca nella nostra zona, è speciale non solo per la bellezza di questo animale ma, soprattutto, perché costituisce un primo punto di arrivo degli accurati programmi di reintroduzione e dell’impegno di numerose aree protette per la conservazione della specie.

Il miracolo della cicogna bianca – Se oggi nei cieli d’Italia sono presenti circa ducecento coppie di cicogne bianche il merito va soprattutto alle iniziative di istituzioni, associazioni ambientaliste e privati che hanno fermamente creduto nella possibilità di creare nuovamente uno spazio per accogliere questo uccello nel nostro territorio. La cicogna bianca, infatti, è documentata da fonti letterarie all’incirca fino al 1500 ha nidificato in diverse aree della penisola, da nord a sud. Oggi si sta vivendo con emozione questo fenomeno, iniziato spontaneamente nel 1959 (primo esempio documentato, a Vercelli) e da allora seguito con interesse e attenzione da studiosi ed amanti degli animali: perché la tutela della cicogna bianca, simbolo di un ambiente da proteggere oltre che della nostra primavera, merita una cura particolare, se non vogliamo fare in modo che questo maestoso volatile abbandoni nuovamente i nostri cieli.
E’ un grandissimo orgoglio, scorgere nei nostri cieli coppie di cicogne bianche, in quanto nonostante il nostro territorio sia stato definito “Terra dei fuochi”, c’è ancora una speranza, dal momento che le cicogne lo hanno scelto per costruire il loro nido.
Grazie cicogna bianca!

La cicogna bianca è considerata simbolo di fortuna e prosperità già dall’antichità.
La leggenda secondo cui porterebbe i bambini nelle case, tenendoli in un fagottino poi fatto calare nei comignoli, è nata nei Paesi del Nord dell’Europa.
In quelle zone, anche in primavera, i camini restavano accesi a lungo nelle case dove c’era un neonato. Le cicogne tornavano proprio in quel periodo dalle migrazioni stagionali nei paesi africani e approfittavano del calduccio in uscita dai comignoli per nidificare. Constatando che la cicogna sceglieva sempre i camini delle case in cui erano nati da poco dei bambini, la tradizione ha fatto sì che questo uccello venisse associato alla nascita di un figlio, portando la fantasia popolare a diffondere la leggenda che fosse proprio la cicogna a portare i bambini.

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