AMICI DEL MUSEO CAMPANO

Al Ministro Beni Culturali

Al Presidente Regione Campania

Al Presidente Provincia di Caserta                                                                                                       Al Sindaco di Capua –  Alle Associazioni cittadine

Oggetto: Progetto di valorizzazione del Museo Campano per un patto pubblico-privato

In merito alla nomina del nuovo CDA del Museo Campano di Capua, alcune associazioni hanno espresso delle osservazioni e preoccupazioniin quanto la scelta dei nuovi componenti (tre donne) appare come frutto di logiche squisitamente politiche da parte del Presidente della Provincia di Caserta. Di certo il genere non basta da solo a definire il livello di competenza per garantire una adeguata governance e valorizzazione di un luogo ricco di storia e di sapere, come il  Museo delle Matres., che A. Maiuri definì come “il monumento più insigne della civiltà italica”.

In primo luogo bisognerebbe recuperare la ricchezza della collezioni e l’abbondanza dei reperti e delle pubblicazioni nascosti nei depositi, che sono tali da  poter allestire un altro Museo, che si potrebbe insediare nei locali storici del  vicino ex San Gabriello. Inoltre, occorre un piano di servizi e di strutture di accoglienza (ma anche di marketing) per fare il modo che il Museo sia in grado di attrarre turisti nel contesto di un percorso ideale lungo l’Appia Felix.

A tal fine è giunto il momento di riprendere un ambizioso progetto volto a garantire una  valorizzazione e promozione a livello nazionale e internazionale di preziosa istituzione culturale. Per tale obiettivo appare evidente che non può farcela una Provincia scassata e ormai declassata come quella di Caserta (titolare del monumento, con pochi addetti per seguire oltre 30 sale espositive, tutte di grande pregio e di valore storico ed artistico. Rispetta a 150 anni fa (data della fondazione del Museo) oggi la provincia è un ente che non ha alcuna competenza per occuparsi della tutela e valorizzazione di questo scrigno di tesori e di opere d’arte, luogo della memoria e della identità storica di Terra di Lavoro. Addirittura per una certa fase si è corso il rischio di chiusura per carenza di personale. Per scongiurare tale rischio alcuni anni fa c’è stata una grande mobilitazione della città con un appello del TCI ed una petizione su Chance.org e con tanti interventi autorevoli. In quella fase critica nel 2017 il Mibact predispose un progetto di valorizzazione che venne inviato ai vari enti ed istituzioni, a partire dalla stessa Provincia, al Comune di Capua fino alla Regione Campania. Tale importante documento è rimasto chiuso nei vari cassetti, senza alcun esito. Per questi motivi ribadiamo che oggi diventa quanto mai necessario l’intervento del Governo e del Ministero competente – insieme con la Regione Campania: una condizione indispensabile per poter risolvere il caso “Museo Campano” e metterlo in un livello di dignità e del prestigio che merita, che ampiamente gli spetta. A tal fine bisognerebbe insediare un apposito Comitato Tecnico e Scientifico tra i vari enti impegnati nel processo di innovazione amministrativa e gestionale, che dovrebbe far capo al Mibact, con la partecipazione della Regione, della stessa Provincia e del comune di Capua, grazie anche ad un patto pubblico-privato di gestione condivisa con le

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