Antonio Rea e Comitato Rionale Acquaviva. Storia di trincea in un quartiere di cui si parla solo ora alla vigilia della campagna elettorale

 by GIOVANNA PAOLINO.

Ormai e’ chiaro. Siamo entrati in campagna elettorale. E questo lo si evince chiaramente dal fatto che ultimamente si riprende a parlare del degradato Rione Acquaviva. Esaurita la ztl, esaurita la vicenda dei commercianti, esaurita la questione traffico, alcuni mass media, recentemente, hanno ripreso a parlare del quartiere a sud di Caserta , ” bloccato tra lo Uttaro e i due anacronistici passaggi a livello di via De Martino”, quasi a ricordare a tutti che ” Cristo si e’ fermato a via Roma”. Sta di fatto, pero’, che solo ultimamente si assiste alla resurrezione di personaggi che parlano di questa zona che conta oltre 20mila abitanti , molti dei quali disoccupati . allocati negli alloggi fatiscenti dell’Iacp. Durante gli anni dell’amministrazione Del Gaudio nessuno ha osato denunciare il disagio di questo quartiere fatta eccezione per il Comitato Rionale Acquaviva, di cui e’ Presidente Antonio Rea, che sempre si e’ battuto contro le istituzioni e contro l’indifferenza dei Casertani affinche’ panche per questa parte di Caserta si accendesse quanto meno un barlume di speranza. Oggi tutti a parlare di Rione Acquaviva . Vorremmo ricordare, tuttavia, che , nel silenzio-assenso dell’opinione pubblica e delle istituzioni, che si e’ prolungato fino ai giorni scorsi, Antonio Rea ha iniziato a denunciare, da 3 anni a questa parte , il grave pericolo per l’incolumita’ collettiva derivante dallo stato fatiscente in cui versa l’immobile sito al n.100 di Viale Lincoln. Immobile che, lo ricordiamo, e’ di proprieta’ della famiglia Cesaro, esponenti autorevoli di Fi che attualmente sostengono la candidatura di Eugenio Russo come Sindaco di Caserta. Ebbene , Antonio Rea e il COmitato RIonale Acquaviva hanno sempre denunciato pubblicamente il pericolo derivante da quell’ammasso di ruderi che prima o poi uccidera’ qualcuno. Chi gli ha mai risposto ? Quale mass media ha sollevato il problema? Nessuno.Ora invece siamo in campagna elettorale e Rione Acquaviva e’ tornato di moda. Eppure, in tutti questi anni, l’immobile al n/100 di viale Lincoln e’ rimasto la’, al suo posto, simbolo dell’abbandono a cui la politica ha costretto tutte le periferie di Caserta in nome di primari interessi individuali di potere. Nei giorni scorsi, mentre la campagna mediatica impazzava, Antonio Rea e il VicePresidente Antonio Rossi, senza alcun clamore, hanno iniziato una petizione da consegnare al Prefetto De Felice e Commissario Prefettizio Nicolo’ per denunciare, ancora un volta, il pericolo, grave, a cui e’ sottoposta la popolazione di RIone Acquaviva dalla presenza di quell’immobile da cui cadono calcinacci , tegole, finestre, pezzi di ferro. Dove erano quelli che ora si ergono a paladini negli anni in cui il Comitato RIonale Acquaviva chiedeva a Pio Del Gaudio e a Pasquale Antonucci di intervenire definitivamente sulla questione? Per il momento ci attendiamo che il Prefetto e il Commissario Prefettizio prendano in considerazione la petizione dei cittadini di RIone Acquaviva come causa di grave pericolo per l’incolumita’ pubblica. Ma non e’ tutto. Vorremmo ricordare a tutti coloro che parlano che da anni il Comitato Rionale Acquaviva si batte per un altro tassello di degrado e di abbandono in questa area. Ci riferiamo al Palazzo del Consorzio Idrico. Attualmente completamente abbandonato , regno incontrastato di erbacce, di animali randagi, di ratti e di rettili, che inevitabilmente si riversano popolosi nelle strade del quartiere. Circa 3 anni fa il Comitato Rionale Acquaviva denuncio’ anche questa situazione e il Consorzio idrico immediatamente provvedette alla bonifica del sito. Da allora niente e nessuno ha piu’ segnalato questa problematica. Nei giorni scorsi Antonio Rea ha sollecitato una ulteriore bonifica del palazzo e dell’annesso giardino, che , guarda caso , e’ quasi confinante con il Palazzo Cesaro. Ancora. Fu proprio Antonio Rea a denunciare la situazione della villetta di via Avellino e il diritto alla tutela reclamato da Pietro D’Alessandro, il custode della stessa. All’epoca nessuno ascolto’ le denunce del comitato. Ora , in prossimita’ della campagna elettorale, si riprende a parlare di tutto cio’ che e’ stato oggetto di affannosa battaglia civile e sociale del Comitato Rionale Acquaviva in questi lunghi anni, come il degrado del campo S.Commaia e la condotta dell’acqua rotta dinanzi alla Chiesa di Nostra Signora di Lourdes, unico punto di aggregazione della zona. Ci chiediamo dove erano gli attuali paladini della giustizia sociale quando Antonio Rea presentava ,a nome dei residenti del Quartiere, la petizione al Comune di Caserta affinche’ si accendessero i lampioni pubblici del rione durante la notte, oppure quando il Comitato RIonale Acquaviva riusciva ad ottenere che il Supermercato Sisa, all’ angolo tra viale Lincoln e via S.Commaia, consentisse il passaggio pedonale sul marciapiede adiacente ai suoi locali.E cosa dire della denuncia del Comitato circa la presenza di amianto negli alloggi popolari dell’Iacp in via Acquaviva?Nessuno ha mai risposto ne’ espresso alcun cenno di solidarieta’. Ci sarebbe ancora tanto da dire sulle battaglie che il COmitato Rionale Acquaviva ha svolto in questi anni. Alle Istituzioni chiediamo di intervenire al piu’ presto. Il vero problema, pero’, alla vigilia di questa campagna elettorale, e’ ascoltare le parole sterili di quanti , in questo lungo periodo, nel silenzio assenso verso il potere, non sono stati in trincea con Antonio Rea e con il Comitato Rionale per le strade di un quartiere degradato compreso fra Lo Uttaro e i passaggi a livello di Via De Martino.

GIOVANNA PAOLINO

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