APPELLO AL MINISTRO DELL’AMBIENTE Sergio COSTA SU ART. 35 DL #SBLOCCAITALIA

Egregio Ministro dell’Ambiente Sergio Costa,
l’art. 35 del Decreto “Sblocca Italia”, tutto erroneamente impostato sul trattamento termico come soluzione al problema del trattamento del rifiuto residuo, rappresenta un rischio per le strategie di sostenibilità nella gestione dei rifiuti, disattende il quadro di riferimento europeo che, con il nuovo pacchetto sull’Economia Circolare, indica come direzione quella della diminuzione dell’intensità d’uso delle risorse, del riuso e del riciclo in maniera prioritaria.
Direzione confermata anche dalla Comunicazione della Commissione del 26 Gennaio 2017, che mette in guardia sulle contraddizioni tra investimenti sull’incenerimento, e prospettive di sviluppo incrementale del recupero di materia, dettate dal Pacchetto Economia Circolare.
Questo appello serve, prima ancora che per una istanza di tipo ambientale, per salvare il ruolo dell’economia europea in uno scenario internazionale caratterizzato dalla forte richiesta di materie prime e dalla scarsità delle stesse, anche per l’affacciarsi sulla scena mondiale di economie emergenti, determinando così una lotta all’accaparramento.
Le Nazioni del nord Europa, infatti, che da sempre hanno privilegiato la combustione come strumento di chiusura del ciclo dei rifiuti, sono oggi in difficoltà, sia dal punto di vista tecnico che finanziario, per la mancanza di materia prima utile ad alimentare i forni e ripagare l’investimento.
A parere dell’estensore dell’art. 35, la costruzione di inceneritori dovrebbe servire a “superare le procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore”, tanto da dichiararli di preminente interesse nazionale. Ma come fu fatto osservare dalle Associazioni ambientaliste durante la discussione sul testo, le procedure d’infrazione nei confronti dell’Italia si riferiscono alla violazione della Direttiva Discariche, quindi attengono all’obbligo di pretrattamento prima del deposito in discarica, e di realizzazione di tutti i presidi ambientali per evitare contaminazioni dell’ambiente circostante.
È bene ribadire che non esiste nessun obbligo di incenerimento nelle Direttive Europee, ma obbligo di prevenzione, riuso, riciclo e pretrattamento. Quest’ultimo, relativo al rifiuto residuo post raccolta differenziata, può essere di vario tipo. In particolare il pretrattamento meccanico-biologico, attraverso l’impiantistica di selezione quale evoluzione degli impianti TMB, permette il recupero di materia anche da tale rifiuto residuo e risulta certamente più conforme alle nuove direttive che indicano il recupero di materia come prioritario rispetto al recupero di energia.
Per il rifiuto residuo, sostituire nel Decreto “Sblocca Italia” la parola incenerimento con pretrattamento, finalizzandolo al recupero di materia, sarebbe la cosa più semplice e immediata e ristabilirebbe la corrispondenza delle norme italiane con quelle europee.
Proprio questa mancanza di conformità è, peraltro, alla base del rinvio dello Decreto “Sblocca Italia” alla Corte di Giustizia Europea da parte del TAR Lazio, a seguito di vari ricorsi presentati da varie associazioni ambientaliste, tra le quali anche Zero Waste Italy.
Si fa pertanto appello al Ministero dell’Ambiente a ritirare il decreto attuativo dell’art. 35 del Decreto “Sblocca Italia” e ad attivarsi affinché Governo e Parlamento modifichino lo stesso art. 35, eliminando l’indicazione dell’impiantistica da incenerimento come di preminente interesse strategico nazionale, riportando il livello decisionale di tali impianti, spesso frutto di accordi fra Istituzioni e popolazioni locali, in capo alle Regioni, ripristinando il loro uso sulla base delle autorizzazioni concesse nelle singole regioni, indicando l’impiantistica di trattamento a freddo con recupero di materia per il rifiuto residuo come prioritario rispetto all’impiantistica di recupero di energia, così come prioritaria deve essere indicata l’impiantistica per il riciclaggio delle frazioni differenziate a partire da quella per la frazione organica.
Si ricorda, peraltro, che giace in Parlamento una Legge di iniziativa popolare sulla gestione dei rifiuti presentata da oltre duecento organizzazioni ambientaliste e del terzo settore.
Si invitano il Governo, il Ministero dell’Ambiente e le Presidenze di Commissione Camera e Senato a riprendere la discussione su tale proposta per aggiornare il quadro normativo, anche alla luce delle nuove direttive. Ciò, peraltro, consentirebbe di intervenire eventualmente su specifici temi come gli affidamenti dei servizi di gestione dei rifiuti che presentano norme sovrapposte, riportando tali norme nel quadro generale del Codice degli Appalti, in un momento in cui si sta procedendo in varie aree d’Italia ai nuovi affidamenti.
Disponibili, come sempre, al necessario confronto con Lei e con le Istituzioni tutte, restiamo in fiduciosa attesa di un Suo riscontro.

Roma,   19 novembre 2018

ZeroWaste/RifiutiZero Italy

Legambiente onlus

WWF Italia

GreenPeace Italia

Let’s do It Italia

Forum Ambientalista

Fare Verde

 

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