ASL e Ospedali Campani. Gianfausto Iarrobino: l’organizzazione sanitaria in Campania è uno schifo.

GIUSEPPE FLORINO : " SPONSORIZZAZIONI INUTILI DELLA PREVENZIONE".

BY GIOVANNA PAOLINO

Nei giorni scorsi i Magistrati hanno respinto la richiesta d’urgenza avanzata dai Pm della Corte dei Conti : bloccare il pagamento di 523  indennità per primariati e  di 1915 incarichi di dirigenza  considerati in esubero secondo i parametri della spending review.

La Procura della Corte dei Conti parla di un danno erariale pari a 16milioni di euro rilevato tra il 2014 e il 2015. I giudici, invece,  affermano che per ora i tagli nelle Asl e negli Ospedali Campani non si fanno perché spetta ai manager della sanità decidere quali strutture eliminare, senza mai trascurare il diritto fondamentale alle cure.

La procura regionale e’ pronta a fare ricorso contro il provvedimento. I Magistrati , dal canto loro, ritengono che non non sia riscontrabile una colpa grave da parte di manager della sanita’, rettori e funzionari coinvolti in questa vicenda e, per fermare lo sperpero che ancora continua, sollecitano contromisure considerate pero’ improponibili per difetto assoluto di giurisdizione.

Il decreto sui tagli fu firmato dall’ex Presidente della Regione Campania Stefano Caldoro. La Procura della Corte dei Conti ritiene che  tutte le aziende sanitarie campane avrebbero dovuto entro il 10 giugno 2013 sciogliere e far cessare tutti gli incarichi dirigenziali in essere, previa  identificazione di strutture in esubero.
I Giudici , invece, ritengono che la soluzione non  puo’ essere trovata in tempi rapidi perche’  il processo di riorganizzazione della complessa,  Amministrazione sanitaria campana non può certamente chiudersi in meno di quattro mesi -si consideri che il decreto commissariale che fissa il termine del 10 giugno è del 10 febbraio 2013- proprio per l’esistenza delle gravi criticità che hanno determinato il commissariamento.
Sulla questione scende in campo Gianfausto Iarrobino , Medico Chirurgo presso l’Ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta, gia’ Presidente del Consiglio Comunale di Caserta. ” L’organizzazione sanitaria in Campania è uno schifo – dice Gianfausto Iarrobino – Parlo con dati alla mano essendo io un medico che da anni lavora nella sanità pubblica campana. Sarebbe troppo lungo elencare fatti, carenze, aspettative”. E aggiunge : ” La sanità campana e stata distrutta dalla politica. Prima dai comitati di gestione e poi dai direttori generali. Tutti nominati dalla politica che hanno sempre fatto gli interessi dei politici lottizzando e speculando sulla salute dei cittadini. Se vogliamo che qualcosa veramente cambi dobbiamo modificare le nomine di chi dirige le Aziende Sanitarie. La politica deve uscire dalla sanita’. Solo dopo si potra’ parlare di prevenzione e percorsi assistenziali.  I politici regionali e nazionali  si svegliano solo quando si intravede un ritorno in termini di voti o di posti di lavoro”.
Anche l’Ingegnere Giuseppe Florino, esperto in tematiche ambientali e di vivibilita’ sostenibile, parla di una scandalosa  gestione degli ospedali campani dove la regola sono ricoveri inutili per ripetere analisi fatte un paio di mesi prima nella stessa struttura, medici che non conoscono le cartelle cliniche dei loro pazienti,  cambiamenti continui  degli i nterlocutori con cui il paziente si interfaccia per conoscere protocolli e iter ospedaliero.  ” Gli ospedali Campani, “grandi strutture” che dovrebbero rappresentare “eccellenza” – afferma Giuseppe Florino – non possono trattare le persone che pagano con le loro tasse, stipendi e macchinari di queste strutture, come azionisti minoritari. Sono persone, che affidano la propria vita nelle mani di gente che non sa gestire purtroppo la cosa pubblica”.
“Le promesse politiche dei giorni scorsi – continua Florino – finora non hanno attecchito sulla professionalità delle alte dirigenze che a parer mio evidentemente non sanno gestire la situazione emergenziale in cui si trova la regione Campania, martoriata da anni da gravi patologie! Gente che fa prevenzione e accerta una patologia deve poter essere curata subito e non dopo mesi, in cui la malattia può peggiorare lo stato del paziente, che neccessiterà poi di cure più serie e costose! Parliamo di prevenzione in questa regione ma poi non possiamo curare con tempestività”.

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