“Astronavi di carta” di Umberto Mandato

Roma – grande attesa per l’ultima raccolta di poesie “Astronavi di Carta” di Umberto Mandato: nell’opera dai chiari riferimenti autobiografici l’autore napoletano racconta e dona al lettore frammenti della propria esistenza. La stesura di queste poesie risale a circa dieci anni fa, tranne l’ultima del 2021, a chiusura di un ciclo emozionale denso di contenuti e metafore. Pagine intrise di relazione con l’altro, l’altra, se stesso e la natura che lo circonda: tutti densi, intensi e meditativi anche in un solo verso. Capace di spaziare dall’italiano, all’inglese e finanche al dialetto partenopeo, l’autore è sempre sincero con il lettore e con se stesso grazie alla sublimazione che solo la poesia sa offrire, come annunciato nell’introduzione di Cristoforo Russo. Non a caso la copertina del celebre pittore Paolo Salvati, gentilmente concessa dall’Archivio dell’omonima organizzazione, è un ponte con il novecento ed i valori assoluti della vita. Ogni artista è il risultato delle esperienze che lo precedono, ereditandole anche solo per affinità di vedute, per sensibilità, senza necessità di vero contatto o discepolato.  In questo caso Salvati e Mandato producono paesaggi e versi come pura espressione dell’arte poetica, caratterizzata da un intenso tono cromatico come rappresentazione metaforica del mondo interiore dell’uomo. “Lo svanire di tutti i pensieri razionali, per scoprire che nel vuoto possono scorgersi strabilianti immagini, infiniti paesaggi: una libertà senza limiti” – dichiara Mandato.

E’ quello che succede in “Al di là delle nuvole”, quando si evoca una condizione introspettiva precoce, vissuta in età infantile. Ecco che quella fase che dovrebbe essere gioiosa e spensierata, dedicata al gioco, molto spesso si rivela pervasa dalla tristezza e dalla malinconia, da rabbia atavica, malanni ricorrenti e fobie paralizzanti.  L’autore dichiara “C’è un padrone di questa infanzia, che è nascosto dietro un dolce e inoffensivo orsacchiotto di peluche. Sono le parole dei grandi, segnanti e penetranti come occhi, che hanno spesso tarpato le ali di questo bambino, pur non avendone intenzione. Il tenero pupazzo di peluche rappresenta nello stesso tempo culla e prigione di quel bambino, la maschera adottata dal bimbo per sfuggire alle sue paure”.

Ricorrente nella lettura il tema dell’amore. Quello provato sempre in età giovanile, ma più adulta e consapevole. Una dichiarazione d’amore di un figlio verso sua madre e verso suo padre, recuperata, scritta in fondo ad una lettera. Ma anche la necessità di lontananza e indipendenza dai genitori, di vivere esperienze in luoghi nuovi, difficili e molto rischiosi, in situazioni che avrebbero potuto mettere a repentaglio la stessa vita. Mandato ci confessa: “Racconto un distacco necessario, che porta ad una concreta maturazione e ad una crescita personale. Descrivo l’amore vissuto, anche sperimentato tra due esseri umani, a volte tenuto segreto o non corrisposto, altrimenti nato durante un’importante amicizia. L’innamoramento, il sentimento impetuoso e carnale, che con la sua creatività e la sua bellezza dirompente, è capace di rompere gli schemi e la monotonia, stravolgendo la vita di due individui, nonché le trame del tessuto sociale a cui appartengono. L’amore è anche spirituale, scevro dai vincoli corporei, pura energia trasformativa”. E poi, il lancinante tema del dolore, lo sciogliersi quasi inevitabile del vincolo amoroso. Quindi, la gioia di vivere di nuovo esclusivamente per sé stessi, una volta guariti dal “lutto”. Ancora, tra lo scandire meccanico del tempo, l’attesa di qualcosa di sconosciuto.

Nasce a Napoli nel 1979, precisamente all’Arenella, si diploma Ragioniere Perito Commerciale, lavora intensamente ma non smette mai di coltivare l’innato talento della poesia. I racconti di papà Raffaele (originario del quartiere Sanità) ed il giradischi di nonno Luigi gli fanno scoprire i grandi interpreti del 1900: Enrico Caruso, Giovanni Capurro, Teodoro Cottrau, Salvatore di Giacomo, Enrico Leva , Massimo Ranieri, Roberto Murolo;

“Attraverso l’ascolto di quel repertorio , nonostante fossi  bambino sentivo il desiderio di esprimere sentimenti appassionati e di provare a imitare quei registri vocali” -aggiunge Umberto- “È grazie soprattutto all’amore di mamma Adriana che ho imparato ad amare le materie umanistiche. Non ultimo, il mio buon maestro delle elementari, Giuseppe, che con la sua disciplina e la sua cultura mi ha trasmesso soprattutto l’amore per la lingua italiana, per la poesia e per il disegno”.  Tra le sue letture autori come Paul Valery, Giuseppe Avarna di Gualtieri, Alda Merini e Pedro Salinas, che lo avvicinano ad un canto finalizzato alla libera interpretazione di brani italiani e stranieri. Pubblica nel 2020 la raccolta di poesie dal titolo “Luci nel silenzio”, presente presso i principali istituti bibliografici nazionali e internazionali.

Per dettagli:  info@astronavidicarta.it

0 Comments

No comments!

There are no comments yet, but you can be first to comment this article.

Leave reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *