Borsa di studio “Giudo Ferrara” LETTURA E SCRITTURA CREATIVA, LA FIABA PIU’ BELLA, IL RACCONTO PIU’ BELLO, premiazione

Si, è presso il Complesso Basilicale Paleocristiano di Cimitile (NA), la premiazione della borsa di studio “Giudo Ferrara”  LETTURA E SCRITTURA CREATIVA, LA FIABA PIU’ BELLA, IL RACCONTO PIU’ BELLO. La manifestazione è rivolta agli studenti di tutte le scuole di ogni ordine e grado della Regione Campania, con l’obbiettivo di avvicinare bambini, ragazzi e giovani alla lettura e alla scrittura, è organizzata dalla Fondazione Premio Cimitile giunta quest’anno alla XXI edizione e insignita della medaglia del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Al concorso, dove hanno partecipato numerose scuole, è stato assegnato il primo premio con borsa di studio all’alunna Michela Santoro della classe VC, dell’Istituto Comprensivo Ruggiero 3° circolo di Caserta, diretto dalla Dirigente scolastica Vincenza Della Valle, Insegnante Angela Iuliano, per la fiaba intitolata “Non arrendersi mai”.

Motivazioni della giuria

“Non arrendersi mai” è un racconto semplice che nasce dall’innocenza della giovane scrittrice che condivide con Nea, la protagonista, la voglia di lottare per affrontare il diritto ad essere, ad esistere, in un mondo che ha perso di vista i valori atavici della fratellanza e della condivisione.

“Nea vive il confine tra il passato e la sua nuova vita”.

 

www.fondazionepremiocimitile.it

pagina Fb : premio Cimitile

Ecco la favola

C’ era una volta una ragazza di nome Nea che viveva negli slum di Lagos:  una zona molto povera, senza servizi igienici, con una bassa quantità di acqua potabile , dove mancano le strade asfaltate, non vi era spazio vitale sufficiente e la sua famiglia poteva essere sfrattata in qualsiasi momento . La sua vita era orribile, Nea aveva perso la mamma quando era piccola e ora toccava a lei prendersi cura della sua famiglia e dei fratelli. Nea era una donna e il ruolo della donna non si può paragonare sicuramente a quello europeo, lì non era ancora avvenuta l’emancipazione femminile. Ci sono state diverse richieste e rivendicazioni per i diritti della donna, ma sono ancora discriminate. Lei era l’unica donna della famiglia ed era sottomessa a tutti i familiari. Nea voleva scappare da quella realtà sapeva che non le apparteneva, voleva vedere il mondo, voleva andare dove la donna era riconosciuta come essere vivente e non come schiava. Nea decise di scappare non era il suo mondo, lei voleva poter essere istruita eppure non poteva, sapeva leggere, ma nessuna lo sapeva e voleva vedere il mondo, ma tutti glielo proibivano. Quella notte scappò dallo slum e si diresse verso il porto, quella notte un gommone partiva; Nea sapeva che quello che stava per fare era molto pericoloso, ma accettò la sfida e si imbarcò. Sul gommone c’era tanta gente, stavano stretti, c’erano tantissime famiglie con molti bambini e un bambino piccolissimo era stato abbandonato dai genitori sul gommone. Nea lo prese in braccio e lo tranquillizzò e in quel momento un senso di nostalgia l’assale, ricorda la sua famiglia e i suoi fratellini, i suoi occhi si riempiono di lacrime e in quel momento, in quell’istante si promette di proteggerlo finché non sarebbero arrivati in un posto sicuro dove sarebbero stati tutti e due vicini senza paura. Durante il viaggio Nea si era addormentata , ma verso le 5:00 si sveglia, si senta un tonfo, qualcuno era stato gettato in mare, Nea inizia a piangere si stringe il piccolo fra le braccia e si riaddormenta. La mattina sono arrivati a Lampedusa, Nea è agitata, ha paura, prende il bambino, nella notte ha sognato suo fratello, il più piccolo, decide così di chiamare il neonato come lui: Josh.  I due scesero dalla barca e furono accompagnati dalla polizia in centri d’accoglienza. Li la vita era molto difficile, i centri d’accoglienza erano affollatissimi, Nea e Josh furono portati da alcuni medici, che li visitarono. Erano sani, Nea chiese come poteva uscire di lì, le dissero che doveva ottenere un permesso d’asilo politico. Dopo settimane i due ottennero il permesso e iniziarono a girare il paese, ma c’era un problema erano senza soldi. Iniziarono a girare per la città, Nea aveva un sorriso bellissimo, non aveva mai visto un posto così stupendo… era al settimo cielo.  Per la prima volta nella sua vita aveva visto un vero e proprio palazzo, può sembrare nulla per gli altri, ma per Nea era il confine fra il passato e la sua nuova vita. Il palazzo era colorato, era un colore bellissimo, poi vide un bellissimo prato, da dove veniva non esistevano e infine vide una grandissima strada piena di negozi e di persone. Josh dormiva ma la gente li guardava male, altri le andavano vicino per aiutarla. In quel momento Nea capisce che esiste la discriminazione nel mondo, ma anche che il mondo in quel momento le stava sorridendo. Ad un tratto arriva una signora, era più grande  di Nea e le chiede se vuole una  mano. Nea accetta, le forze la stavano per abbandonare, era troppo stanca. La ragazza l’accoglie in casa sua, la mette in un letto con Josh e i due riposano. La sera si svegliano, la ragazza li fa mangiare, poi Nea racconta la sua storia, mentre parla le viene da piangere. Nea e la ragazza diventano amiche, e insieme crescono Josh, Nea inizia a frequentare la scuola, e presto riesce anche a laurearsi. Così diventa una degli avvocati internazionali più famosi in tutto il mondo e inizia a combattere poi per la parità dei diritti fra uomo e donna nel mondo soprattutto in quelli sottosviluppati. Ha scritto anche un libro che si intitola :’’viaggiare sognando’’. In questo libro racconta la sua storia. Nea nella sua vita ha dovuto superare tantissimi momenti poco gradevoli soprattutto quando la società non l’accettava per il colore della sua pelle, per la sua religione, per la sua etnia. Nea oggi è sposate, ha un buon lavoro e un figlio e poi c’è Josh, Nea e suo marito l’hanno cresciuto e ora è grande. Nea nel suo libro ha raccontato anche di un incontro speciale, quello con una fata, la ragazza che l’ha aiutata aveva dei poteri magici e le ha regalato un fiore, una piccola rosa bianca, questo fiore è eterno ed è l’oggetto magico che ha aiutato Nea nei momenti del bisogno. È il fiore della fratellanza fra i popoli del mondo, tutti hanno la pelle diversa e il fiore cambia il colore dei petali, tutti hanno una diversa etnia e il fiore cambia forma. Nea ha scoperto che la fratellanza è una cosa semplicissima ma è anche la cosa più difficile da ottenere. Oggi lei nel suo lavoro combatte anche per questo, per la sua storia, per le donne e per il mondo.

 

 

Santoro Michela

 

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