Buon Giovedì

Buona giornata con: “LA GIOIA PERFETTA” DI DIEGO VALERI

La gioia perfetta

Com’è triste il giorno di maggio
dentro al vicolo povero e solo!
Di tanto sole neppure un raggio;
con tante rondini, neanche un volo.

Pure c’era in quello squallore,
in quell’uggia greve e amara,
un profumo di cielo in fiore,
un barlume di gioia chiara.

C’era in alto una voce di mamma,
così calma, così pura!
che cantava la ninna nanna
alla propria creatura.

C’era… c’erano tante rose
affacciate ad una finestra,
che ridevano come spose
preparate per la festa.

C’era seduto sui gradini
d’una casa di pezzenti,
un bambino piccino, piccino,
dai grandi occhi risplendenti.

E poi dopo non c’era più nulla…
Ma, di maggio, alla via poveretta
basta un bimbo, un fiore, una culla
per formare una gioia perfetta.

 

Quanti vicoli ci sono? A decine di migliaia ed in essi vivevano milioni di persone e questa poesia di Diego Valeri, imperfetta ( le rose alle finestre non c’erano, ma c’erano le rondini che giravoltavano sulla torre del Campano a Pisa), mi pare perfetta per descrivere un oscuro vicolo qualsiasi, dove giocavano i bimbi o sedevano sui gradini, le mamme cantavano, e i geranei rossi e rosa alle finestre rallegravano la vista nello squallore della poverta’ post bellica italiana.

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