Buon Venerdì

Buongiorno amici, proseguiamo la rassegna dei pittori del Rinascimento con l’artista Luca Signorelli e uno scorcio del Giudizio Universale sito nella Cappella di S. Brizio del Duomo di Orvieto.

Luca Signorelli, alias Luca d’Egidio di Ventura o Luca da Cortona, pittore naturalista rinascimentale, nasce a Cortona fra il 1445 ed il 1450 (anche se il Vasari scrive 1441), in Italia, nella Repubblica di Firenze.

La sua formazione artistica è influenzata dagli artisti fiorentini dell’epoca, specialmente da Piero della Francesca, di cui fu allievo.

Il suo stile pittorico si stacca presto dalle figure statiche apprese dal suo maestro e si applica alla miglior raffigurazione del corpo umano in azione, un interesse che sembra avere acquistato dall’amico pittore e scultore Antonio del Pollaiuolo (1486-1531).

Gli affreschi nella Sagrestia della Basilica della Santa Casa, Loreto, eseguiti verso la fine del 1470, sono tra le prime importanti opere di Luca Signorelli e che gli hanno subito dato una grande fama.

Secondo il Vasari Signorelli si comportava più come un nobile che come un pittore, vestiva e si comportava con gusto, copriva varie cariche negli uffici comunali a Cortona ed fu fra i personaggi importanti che formarono una commissione per giudicare i progetti per la facciata del Duomo di Firenze.

Intorno al 1480 il pittore andò a Roma, dove ha affrescato nella Cappella Sistina l’episodio del Testamento e morte di Mosè dove illustra drammaticamente l’azione e rappresenta realisticamente il grande sforzo muscolare del soggetto.

Gli affreschi raffiguranti il Giudizio Universale nella Cappella di S. Brizio del Duomo di Orvieto sono il suo capolavoro; chiamato ad Orvieto nel 1499 per completare le decorazioni della volta iniziata da Beato Angelico e Benozzo Gozzoli, Signorelli dipinge le pareti con una vivida narrazione, che comprende la predicazione dell’Anticristo, la Fine del mondo, Il Giudizio Universale e la Resurrezione dei morti.

Eliminando i dettagli ambientali per concentrare l’attenzione sul nudo delle numerose figure che dominano le composizioni il pittore ha dipinto i dannati e gli eletti con i loro muscoli scolpiti, con chiara ispirazione a Michelangelo.

Il groviglio dei dannati immaginato dal Signorelli, grande disegnatore, esibisce valori di una drammaticità già cinquecentesca

Nonostante i molti lavori eseguiti in seguito, Signorelli non è più riuscito ad eguagliare la potenza espressiva del suo Giudizio Universale di Orvieto che resta con La Flagellazione (1475), conservata a Milano nella Pinacoteca di Brera e il «San Giorgio» custodito a Londra, le sue opere migliori.

Il tempo della sua età più matura, viene dedicato alla creazione di pale d’altare, utilizzando la semplice simmetria bilaterale, comune alle Pale d’altare del Perugino; lo stile dei due pittori alla fine è così simile che alcune opere, precedentemente attribuite al Signorelli, furono in seguito riconosciute come opera del Perugino.

Luca Signorelli muore dopo alcuni anni di malattia a Cortona il 16 ottobre 1523.

 

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