Buon Venerdì

Buongiorno a tutti. Questa mattina vi propongo un altro artista del cubismo, per l’esattezza Sonia Delaunay con le sue opere più famose “rytme-couleur del 1848″

Nella moda la prima esponente d’avanguardia del ‘900 è la pittrice Sonia Delaunay.

Sonia Delaunay Terk nacque in Ucraina nel 1885, dopo la sua formazione artistica a San Pietroburgo, si spostò a Parigi nel 1906 e iniziò a dipingere sotto l’influenza di Van Gogh e Gauguin, concentrandosi soprattutto sullo studio del colore.
Dopo il suo matrimonio con un altro artista, Robert Delaunay, iniziò insieme a lui una particolare ricerca sul colore e sulla luce. Attraverso questa sperimentazione i due artisti svilupparono una nuova corrente astratta: l’Orfismo.
Già dal 1911 Sonia applicò la sua ricerca sui colori a diversi campi dell’arte applicata, come la grafica, la legatoria, la decorazione, l’arredamento e la moda.
Nel 1911 nasce la prima opera d’arte applicata astratta: un copriletto realizzato con la tecnica del patchwork, formato da pezzi di stoffa di forme geometriche e colori diversi cuciti insieme in una grande composizione.
Nel suo atelier, chiamato Laboratorio simultaneo, nascono anche le sue prime opere di sartoria di stile “simultaneo”. Sono abiti, sciarpe, borse, cappelli, con disegni geometrici e colori basati sulla legge ottica dei contrasti simultanei. Questo tipo di effetto ottico si ottiene quando si accostano tinte tra loro opposte, che se avvicinate aumentano la propria luminosità. Ciò accade soprattutto accostando i colori complementari.
Dopo quelle prime esperienze, la Delaunay lavorò nel campo della moda per tutti gli anni ’20, dedicandosi contemporaneamente anche alla pittura, considerando i due campi strettamente connessi.
Scrisse anche un libro nel 1927, dal titolo: L’influenza della pittura sulla moda dove spiegò l’importanza di entrambe le esperienze ed espose i risultati sue ricerche sul colore e la luce. Riprendendo le opere e la tecnica degli impressionisti, nel suo libro scrive:

“La sensibilità diretta dell’occhio fisso sulla natura cerca di riprodurre la moltitudine dei toni elementari la cui giustapposizione dà alla retina la sensazione di un colore unico. Una tinta che sembra uniforme è formata dall’insieme di una miriade di tinte diverse, percepibili solo all’occhio che sa vedere. E’ una visione atmosferica e non sintetica. E’ la scomposizione delle tinte in elementi multipli, presi dai colori del prisma, e quindi formati da elementi di colori puri.”

Nella progettazione di tessuti, abiti, tendaggi e arredamento, Sonia Dalaunay si serve sempre di bozzetti eseguiti ad acquerello o tempera, come quelli che si possono ancora vedere presso l’Archivio Delaunay a Parigi.

Gli abiti simultanei della Delaunay sono costituiti soprattutto dai colori, e sono molto semplici, poiché le forme dritte e il taglio semplice mettono in evidenza le composizioni geometriche e valorizzano il cromatismo.

Nel 1913 realizzò i primi collages “simultanei” e portò avanti insieme a Robert gli studi sulla rifrazione della luce. Tra questi, un grande olio su tela dal titolo Le Bal Bullier, del 1913, giocato su compenetrazioni cromatiche e dinamismo formale e il celebre Prismi elettrici, un pastello eseguito su carta di soia, del 1914.

L’opera di Sonia Delaunay ha avuto un importante impatto anche sulla moda, poichè l’artista si dedicò alla produzione di stoffe stampate e abiti di tendenza astratta. Queste sue creazioni aprono una linea particolarmente innovativa che verrà sviluppata nella moda degli anni ’20 e ’30, ma sulla quale si ritornerà anche più tardi, come ad esempio negli anni ’60.
Nel 1917 si dedicò anche al teatro disegnando i costumi per il balletto Cleopatra del grande coreografo russo Diaghilev. A partire dal 1933 si dedicò alla pittura, nel 1937 partecipò alla decorazione dell’Esposizione Universale di Parigi ed espose in diverse mostre le sue opere astratte. Tra le opere più famose sono i suoi rytme-couleur del 1848 e gli arazzi, come le composizioni degli anni ’40.
Morì a Parigi nel 1979.

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