Buon Venerdì

Buona giornata con i film più belli e famosi della storia del cinema.

LA CIOCIARA.

La ciociara è un film del 1960 diretto da Vittorio De Sica. Il soggetto è un adattamento di Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall’omonimo romanzo scritto da Alberto Moravia; nonostante le vicende siano romanzate è facile ravvisare analogie con gli episodi di violenza sui civili da parte delle truppe alleate, perpetrati durante la Campagna d’Italia.[1]

La pellicola è interpretata da Sophia LorenJean-Paul BelmondoEleonora BrownCarlo Ninchi e Andrea Checchi.Per la sua grande interpretazione , Sophia Loren vinse il premio Oscar alla migliore attrice protagonista.

Italia, estate 1943. Cesira è una giovane vedova che vive a Roma insieme alla figlia dodicenne Rosetta durante la seconda guerra mondiale. Per sfuggire ai bombardamenti e alle insidie di una città allo sbando affida il proprio negozio a Giovanni, un vecchio amico del marito con cui ha una fuggevole relazione, e intraprende un lungo cammino per il Basso Lazio per cercare rifugio con sua figlia a Sant’Eufemia, suo paese di origine, nei pressi di Fondi.

Giunte non senza difficoltà a destinazione, Cesira fa la conoscenza di Michele, un giovane intellettuale antifascista anch’egli fuggiasco, il quale si innamora di lei ricambiato. L’uomo viene catturato da cinque soldati tedeschi, che necessitano di una guida per attraversare il territorio montano. Le donne non lo rivedranno più.

Con l’arrivo degli Alleati, Cesira decide di far ritorno a Roma con la figlia ed un gruppo di persone, ma una volta separatesi da loro, durante una sosta in una chiesa diroccata, sono assalite e violentate da un gruppo di Goumier, soldati nordafricani dell’esercito francese. Rosetta ne esce traumatizzata, chiudendosi in un freddo silenzio e in una strana apatia, che la madre tenta inutilmente di scuotere.

Le due vengono raccolte dal camionista Florindo, che la sera stessa seduce la sconvolta Rosetta e le regala delle calze di nylon. Cesira è colpita da un dolore profondo, turbata più per la figlia che per sé. Alla notizia della tragica morte di Michele, fucilato in montagna dai tedeschi come si sospettava, le due si riavvicinano abbandonandosi, insieme, in un pianto liberatorio: una madre e sua figlia nonostante tutto e inevitabilmente attaccate l’una all’altra.

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