Buona Domenica.

Buona giornata con la rubrica “I FILM PIU’ BELLI E FAMOSI DELLA STORIA DEL CINEMA”.

L’ATTIMO FUGGENTE.

L’attimo fuggente (Dead Poets Society) è un film del 1989 diretto da Peter Weir e con protagonista Robin Williams. L’American Film Institute lo ha inserito al 52º posto nella 100 Cheers e la frase: “Carpe diem, cogliete l’attimo ragazzi, rendete straordinaria la vostra vita” ha ottenuto il 95º posto nella classifica AFI’s 100 Years… 100 Movie Quotes.

Nel 1959 John Keating, insegnante di letteratura, viene trasferito nel collegio maschile Welton, nel Vermont. Keating ha un approccio didattico originale che spinge gli alunni a distinguersi dagli altri e a seguire la propria strada; inoltre spiega ai suoi studenti che la poesia non è qualcosa da analizzare in maniera scientifica, come i loro libri di testo insegnano, ma l’espressione del sentimento dell’uomo.

L’insolito comportamento dell’insegnante incuriosisce lo studente Neil Perry, un ragazzo incapace di confrontarsi col padre che, ancora memore della povertà precedente al matrimonio, impedisce al figlio ogni attività che possa distrarlo dallo studio.

Nel periodo che segue, Keating continua con il suo originale metodo d’insegnamento: l’entusiasmo del professore sembra contagiare i ragazzi (anche se la sua didattica infastidisce il preside), tanto che Neil cerca di ottenere una parte in un’opera teatrale, svelando al timido Todd, suo compagno di stanza, il proprio desiderio di recitare; inoltre i ragazzi riportano in vita un gruppo “clandestino” di poesia, la Setta dei Poeti Estinti, che avevano scoperto esistere già negli anni in cui il professore era studente e della quale era stato il fondatore; infine, il timido Knox si innamora follemente della bella Chris e cerca a tutti i costi di conquistarla. Nel frattempo, Neil riceve la visita del padre, che gli impone di lasciare la compagnia teatrale: il giovane cerca di fargli comprendere la sua passione per la recitazione, ma viene sovrastato dall’atteggiamento autoritario del padre, che non sente ragioni. Neil, in cerca di aiuto e conforto, si reca così la sera stessa nell’alloggio privato di Keating; prima della messa in scena della rappresentazione teatrale, il professor Keating chiede lumi al proprio pupillo circa l’esito dell’incontro col padre: il ragazzo, mentendo, riferisce al professore che l’incontro è stato tutto sommato positivo, visto che il padre gli ha dato il permesso di recitare. Nel frattempo il preside dell’istituto ha scoperto l’esistenza della Setta dei Poeti Estinti, senza però riuscire a identificarne i membri, mentre Knox scopre che Chris è fidanzata con un ragazzo geloso che, ad una festa, lo prende a pugni. Lui però decide comunque di invitarla a vedere la recita di Neil e lei accetta.

Durante lo spettacolo tutti i presenti concordano sul talento di Neil: alla fine il giovane viene elogiato sia dai componenti della compagnia sia dallo stesso Keating; tuttavia il padre, incollerito per la disobbedienza del figlio, dopo averlo allontanato dal professore, gli comunica l’intenzione di iscriverlo a un’accademia militare con l’intento di avviarlo alla professione medica: Neil, disperato, si suicida nottetempo con la pistola del padre. L’istituto apre un’inchiesta: il professor Keating viene accusato di aver indotto Neil a disobbedire al padre e di conseguenza a suicidarsi per l’insuccesso; Richard Cameron rivela tutti i membri della setta dei poeti estinti, poi costretti a firmare un documento in cui dichiarano che gli insegnamenti del professore hanno indirettamente provocato il suicidio di Neil. Charlie è l’unico che si rifiuta di firmare il documento e per questo viene espulso.

Il professore viene trasferito e la cattedra di Lettere viene affidata provvisoriamente al preside. Ma quando Keating entra nella classe per raccogliere i suoi oggetti personali, Todd sale sul proprio banco (mostrando di aver compreso l’incoraggiamento del professore a “guardare le cose da angolazioni diverse”) e ne richiama l’attenzione pronunciando la frase «O capitano! Mio capitano!» (titolo ed incipit di una poesia di Walt Whitman dedicata alla figura di Abraham Lincoln), frase chiave per il professore poiché è il modo con cui lui vuole che lo chiamino; subito dopo altri ragazzi compiono lo stesso gesto mentre il professore si allontana dopo aver detto «Grazie, figlioli», comprendendo che qualcosa ha lasciato di suo in quei ragazzi, che hanno voluto ringraziarlo dedicandogli un ultimo saluto.

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