BUONA DOMENICA

BUONGIORNO A TUTTI, OGGI DESIDERO SALUTARVI PARLANDOVI DELLE PESCHE, UN FRUTTO ESTIVO PER ECCELLENZA.

Pesche: proprietà, benefici e idee per gustarle.

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Le pesche sono povere di calorie (circa 30 per 100 g) e praticamente prive di grassi, quindi sono un frutto particolarmente indicato a dieta. Le varietà di pesche che si trovano in commercio sono molto numerose e variano per colore e grandezza. Alcune varietà di pesche, come le tabacchiere o saturnine, possiedono più di altre composti antiossidanti. Inoltre, il contenuto di antiossidanti varia anche a seconda del grado di maturazione.

Le pesche hanno poco sodio ma tanto potassio (360 mg per 100 g), che insieme a magnesio, zinco e fosforo le rende remineralizzanti.

Pochi i carboidrati, sostanzialmente zuccheri semplici (saccarosio, fruttosio e glucosio), che a differenza di quelli “complessi” non richiedono digestione e vengono assorbiti rapidamente per essere utilizzati a scopo energetico. Ma le pesche sono ricche di tante altre proprietà nutrizionali.

L’equilibrio tra dolcezza e acidità fa della pesca uno dei frutti estivi più tonificanti e dissetanti. I suoi benefici per la salute sono numerosi. Ad esempio, la fibra contenuta nelle pesche regola le funzioni intestinali, sia negli stati diarroici che nei casi di stipsi. Nella fibra sono presenti la pectina, un polisaccaride molto diffuso in tutta la frutta, e il sorbitolo, una sorta di alcol glucidico, entrambi solubili e indigeribili. Queste sostanze hanno proprietà gelificanti ed emollienti e permettono di regolarizzare le funzioni intestinali.

Non è un caso se, nella loro millenaria storia, le popolazioni le hanno celebrate come simbolo di vita, ingegnandosi per conservarle e godere delle loro caratteristiche anche oltre la loro stagionalità.

Le pesche vengono consumate in larga parte fresche, ma anche in cucina si prestano a molti utilizzi.

Pesche: cosa sono

Il pesco (Prunus persica (L.) Batsch) è stato definitivamente classificato solo nel 1927, ad opera di Liberty Hyde Bailey (1858 – 1954).

E’ una pianta di media altezza che può raggiungere gli 8 metri. A seconda della varietà, presenta diverse tipologie di portamento e sviluppo vegetativo, in relazione all’angolo di crescita dei rami e alla dimensione degli internodi. Il fusto è dritto, liscio-squamoso, con corteccia grigio-rossastra che tende a scurirsi con l’età. L’apparato radicale è molto ramificato, piuttosto espanso.

Le foglie sono lanceolate, con margine crenato o dentellato. La pagina superiore ha una colorazione verde più intensa rispetto a quella inferiore e il colore della nervatura principale è associato a quello della polpa del frutto: giallognolo nei frutti a polpa gialla e bianco-verdastro in quelli a polpa bianca.

Pesca Melba: curiosità

Tra i dolci con le pesche, uno dei più noti è la pesca Melba.

La storia di questo dessert è affascinante, poiché coniuga musica e cucina. Infatti, il creatore della pesca melba è Escoffier, uno dei più celebri chef di tutti i tempi, che rivoluzionò l’arte dell’alta cucina e della ristorazione.

La sua fonte d’ispirazione fu il soprano australiano Nellie Melba, a cui dedicò questa ricetta, che vanta ormai più di un secolo di tradizione.

La produzione di pesche nel mondo

A livello mondiale i maggiori produttori sono:

  • Stati Uniti
  • Cina
  • Argentina.

L’Italia è uno dei maggiori paesi produttivi europei, insieme alla Spagna, seguite da Grecia e Francia.

In Italia le regioni maggiori produttrici sono:

  • Emilia-Romagna (circa 1/3 della produzione)
  • Campania (1/4)
  • Veneto
  • Lazio
  • Sicilia.

L’Italia è tradizionalmente culla di ricerca e di studi per il miglioramento varietale e delle tecniche produttive e di difesa delle piante. I primi pescheti specializzati in Italia risalgono alla fine dell’800 e sono stati realizzati in provincia di Ravenna.

pesche: storia

Pesche: proprietà nutrizionali

Le pesche apportano anche una buona quantità di fibra solubile, di acidi organici (tra cui l’acido tartarico, l’acido malico, l’acido clorogenico e l’acido citrico), di vitamine tra cui caroteni (provitamina A) e vitamina C, entrambi potenti antiossidanti come i polifenoli, anch’essi presenti.

Infine, contengono tanta acqua, circa il 90%, che le rende idratanti, ideali da gustare in estate.

pesche: valori nutrizionali

Pesche: i benefici per la salute

Le pesche sono considerate un alimento funzionale, ovvero, secondo la definizione della Commissione sulla scienza degli alimenti funzionali in Europa (FUFOSE), “un alimento che ha un effetto benefico su una o più funzioni nell’organismo, al di là degli effetti nutritivi, in un modo rilevante per il miglioramento dello stato di salute e benessere e/o per ridurre il rischio di malattia”.

La funzionalità della pesca deriva in modo prevalente dall’azione dei tanti composti antiossidanti che contiene e che sono in grado di proteggere l’organismo dai danni ossidativi riconducibili ai radicali liberi, e quindi da molte malattie. Vediamo quali sono e quali effetti benefici assicurano.

Gli effetti positivi degli antiossidanti

Oltre alla vitamina C, la pesca contiene alcuni composti organici, che sono particolarmente attivi contro gli agenti ossidanti. Sono i carotenoidi (precursori della vitamina A), che conferiscono il colore giallo e arancione alla polpa, e i polifenoli (flavonoidi), che tra l’altro sono responsabili dell’imbrunimento della pesca (soprattutto di quella a polpa bianca) per reazione ad urti o quando la polpa viene a contatto con l’aria.

Questi antiossidanti, presenti soprattutto nella buccia oltre che nella polpa, agiscono già durante la digestione, neutralizzando i composti radicalici prodotti anche dalla flora batterica e potenziando le difese del sangue nei confronti delle scorie del metabolismo cellulare.

Gli antiossidanti non hanno un potere nutritivo e vengono assorbiti solo in quantità molto piccole. Quindi, per godere dei loro effetti benefici, è importante mangiare ogni giorno frutta e verdura fresche – le tanto raccomandate 5 porzioni – invece di consumarle occasionalmente. Gli antiossidanti proteggono l’organismo dall’insorgenza di patologie croniche, spesso molto gravi, a carico del sistema cardiocircolatorio e di natura tumorale.

Proprietà antitumorali

I composti fenolici ed i carotenoidi presenti nelle pesche possiedono proprietà preventive contro l’insorgenza dei tumori, tra cui quello al seno, ai polmoni ed al colon.

Effetti positivi su cuore e circolazione

Alcune ricerche hanno studiato i polifenoli nella prevenzione dei fattori di rischio dei disturbi cardio-metabolici e nelle malattie cardiovascolari.

I risultati mostrano che il consumo di succo di pesca protegge da una combinazione di disturbi metabolici, indotti solitamente dall’obesità, tra cui iperglicemia, resistenza all’insulina e leptina, dislipidemia e ossidazione delle lipoproteine ​a bassa densità.

Inoltre, grazie agli antiossidanti, contrastano l’ossidazione del colesterolo cattivo (LDL) prevenendo la formazione di placche aterosclerotiche, che sono la causa di importanti patologie cardiovascolari.

Agli effetti benefici sul cuore degli antiossidanti si aggiungono quelli del potassio, che fa della pesca un ottimo drenante che interviene nel meccanismo di regolazione della pressione arteriosa, abbassandola mediante l’eliminazione dei liquidi in eccesso.

Sistema immunitario più forte

Consumare una pesca di proporzioni medie (250 g) permette di assumere circa il 15% del fabbisogno giornaliero di vitamina C.

Questa vitamina, dallo spiccato potere antiossidante, ha un ruolo molto importante nel rafforzare il sistema immunitario e difendere l’organismo dalle infezioni.

Azione antiage su pelle e tessuti connettivi

La vitamina C, i flavonoidi e il beta-carotene o pro-vitamina A intervengono nella produzione del collagene, che è una proteina fondamentale per la salute dei vasi sanguigni e dei tessuti connettivi.

La vitamina C, in particolare, facilita l’assorbimento del ferro necessario alla sintesi di collagene, che aiuta a mantenere l’elasticità della pelle anche in età matura e rallenta il processo dell’invecchiamento.

Per questo motivo, la pesca si può definire un ottimo alimento anti-age.

Occhi in salute

La vitamina A e i suoi precursori, i carotenoidi, sono preziose sostanze che permettono una normale funzione visiva. La vitamina A entra in gioco nella costituzione della struttura della retina dell’occhio e una sua carenza può essere causa di fastidi, dalla secchezza oculare al deficit della visione notturna.

Inoltre contengono un insieme di composti che contribuiscono con le loro proprietà alla salute degli occhi, tra i quali anche la luteina e la zeaxantina che proteggono l’occhio dalla formazione della cataratta e dalla degenerazione maculare, una patologia che si manifesta in età avanzata.

Alleate contro le infiammazioni

Gli antiossidanti contenuti nelle pesche permettono di ridurre l’infiammazione cronica, che è la causa di un gran numero di malattie.

Altri benefici

Oltre agli effetti prodotti dagli antiossidanti, ecco altri benefici che possono essere attribuiti ad altre componenti della pesca:

  • Regolano il transito intestinale: negli stati diarroici aumentano la consistenza delle feci, mentre nei casi di stitichezza favoriscono il transito intestinale, soprattutto se accompagnate da un buon apporto idrico, rendendo le feci più morbide, evitando fenomeni di eccessiva fermentazione e quindi di gonfiore, depurando il colon da scorie e tossine e favorendo lo stimolo alla peristalsi e all’evacuazione.
  • Hanno effetti ricostituenti, tonificanti e depurativi: la polpa della pesca ha proprietà rinfrescanti e disintossicanti grazie alla presenza di calcio e potassio e alla quantità di zuccheri (fruttosio, glucosio e saccarosio) che conferiscono a questo frutto un effetto immediatamente tonificante e ricostituente.
pesche: benefici

Controindicazioni

Le pesche non hanno particolari controindicazioni.

Spesso si legge che il consumo di pesche, così come di uva, albicocche e ciliegie, dovrebbe essere limitato da chi soffre di calcoli ai reni. Questo, però, vale solo in presenza di coliche renali, perché potrebbero peggiorare il problema, in caso contrario non c’è motivo di privarsi di un alimento importante come la frutta.

Per quanto riguarda le allergie, sono rari i casi registrati. In presenza di particolare sensibilità a questo frutto, basta smettere di consumarlo per non avere disturbi.

Tuttavia, particolare attenzione deve essere prestata ai semi contenuti nei noccioli.

Sono commestibili, possiedono proprietà antiossidanti eccezionali e alcuni composti antitumorali, come la vitamina B17, ma contengono anche una sostanza che in alti dosaggi può risultare tossica. Si tratta dell’amigdalina (glucoside cianogenetico) dal sapore amarognolo. Quando il seme viene schiacciato, l’amigdalina entra in contatto con l’emulsina (enzima idrolitico) che libera glucosio, benzaldeide dal caratteristico odore di mandorla, e acido cianidrico, che ha un’azione tossica sul nostro organismo.

tuttavia, la presenza di amigdalina nel nocciolo della pesca non costituisce un rischio particolare perché il seme è protetto dal guscio del nocciolo e viene così facilmente scartato. Anche nel caso in cui si masticasse il seme della pesca, la quantità di acido cianidrico che si libererebbe sarebbe in concentrazione troppo bassa per costituire un pericolo per la nostra salute.

pesche: modalità di consumo

Modalità di consumo

Tutte le pesche possono essere consumate crude.

Sono uno spuntino ideale in qualsiasi momento della giornata, rinfrescante, saziante e ipocalorico.

In alternativa al consumo fresco, è possibile usare le pesche per preparare centrifugati o frullati.

Alcune varietà sono particolarmente indicate per la preparazione di confetture, frutta disidratata, frutta sciroppata e succhi di frutta, sia industrialmente che artigianalmente. Tutte queste preparazioni comportano solitamente l’aggiunta di zuccheri, o nel liquido di governo, o nel processo di trasformazione del prodotto, che ne alterano alcune caratteristiche nutrizionali, specialmente la parte calorica. In molti casi lo stesso vale per i succhi di pesca, a cui vengono solitamente aggiunti conservanti, acqua e zuccheri semplici.

Invece, le pesche in forma essiccata o disidratata non subiscono grosse alterazioni, se non quella di essere state private dell’acqua e di avere quindi bloccato il processo di degradazione. In questo caso, hanno lo stesso corredo di nutrienti e sali minerali delle pesche fresche, ma in concentrazione più elevata.

Nel caso delle produzioni industriali, grazie all’applicazione delle più moderne tecnologie di conservazione, la frutta viene stabilizzata con trattamenti che ne rispettano maggiormente le componenti aromatiche e in alcuni casi senza l’aggiunta di zuccheri semplici.

Quindi, lo sviluppo delle conoscenze nelle tecnologie di conservazione della frutta ha consentito di ridurre le perdite di nutrienti.

pesche: varietà

Pesche: quali scegliere

Al momento dell’acquisto le pesche si possono presentare al tatto in consistenze molto differenti.

Le cultivar destinate al consumo fresco producono frutti che, a maturazione fisiologica, dovrebbero essere molli e ricchi di succo: per questo sono definite “fondenti”.

Tuttavia, nell’ambito di tale raggruppamento esiste una variabilità molto ampia.

Normalmente, saremmo portati ad acquistare quelle più carnose. Ma le pesche fresche si scelgono con il naso.

Di qualsiasi varietà siano, le pesche devono essere prima di tutto profumate. Poi è importante controllare che non ci siano ammaccature, grinze e parti troppo molli al tatto. Non è detto, comunque, che una varietà di pesca molto morbida sia più o meno matura di un’altra varietà più dura.

A seconda della varietà, anche il peso del frutto può variare notevolmente, fino a raggiungere i 500 g.

Questa considerazione ci porta a dire che per scegliere una pesca buona e al giusto grado di maturazione si dovrebbe conoscerne prima, anche sommariamente, la caratteristica varietale.

Grado di maturazione e dolcezza

La maturazione per la pesca è una prerogativa essenziale. La qualità gustativa della polpa è fortemente condizionata, oltre che dalla componente aromatica, dal contenuto in zuccheri solubili: fruttosio, glucosio e soprattutto saccarosio che può variare tra le varietà e in relazione allo stato di maturazione.

Spesso, per logiche di opportunità commerciali connesse alla vita ed alla manipolazione dei frutti, vengono immessi sul mercato prodotti con un contenuto zuccherino tra il 10 e il 15%, quando invece dovrebbe essere vicino al 20%. Inoltre, il sapore è fortemente influenzato dal rapporto e l’equilibrio tra il contenuto di acidi e zuccheri.

Per gustare delle pesche di qualità è buona norma affidarsi ad aziende di produzione o loro organizzazioni cooperativistiche o associative che siano in grado di offrire garanzie sulla provenienza del raccolto e sulle tecniche di coltivazione impiegate.

Spesso queste seguono precisi disciplinari e sono anche in grado di registrare ogni intervento eseguito in campo, relativamente ad ogni partita di prodotto.

Come conservare le pesche

Se le pesche dovessero risultare acerbe al momento dell’acquisto, sarà necessario farle maturare a temperatura ambiente;

quelle mature vanno conservate in frigorifero, dove si mantengono per pochi giorni.

In linea generale le pesche fresche, dopo la raccolta, hanno una vita abbastanza breve che non supera i dieci giorni, anche se conservate in frigorifero. Dipende dalla varietà e dal grado di maturazione. In certi casi non superano i tre giorni dall’acquisto, nonostante siano ancora ben sode quando le compriamo.

Usi alternativi

Dal seme si estrae, per spremitura, un olio di colore giallo, con odore e sapore simili a quelli dell’olio di mandorle, usato come blando lassativo e come emolliente nella preparazione di creme, lenimenti e pomate.

Anche i fiori del pesco sono usati in medicina per preparare uno sciroppo dalle proprietà leggermente purgative.

Maschera per il viso con la pesca

Per nutrire il tuo viso durante l’estate , scegli la pesca per avere una pelle tonica e luminosa.

Basta schiacciare una pesca matura e sbucciata con una forchetta, aggiungi 2 cucchiai di  yogurt greco e un cucchiaio di miele. Mescolare e applicare sul viso pulito. Lasciare in posa per almeno 20 minuti. Risciacquare con  acqua tiepida.

Maschera per capelli sfibrati

Questa maschera fai-da-te ti aiuterà ad avere capelli sani e lucenti.

Mescola la polpa di 3 pesche mature e aggiungi  un vasetto di yogurt bianco, un cucchiaio di argilla verde e il succo di un limone. Dopo lo shampoo, applica la maschera su tutta la chioma, distribuendola bene. Lasciare  in posa per circa 20 minuti. Risciacquare.

pesche: usi in cucina e ricette

Uso in cucina: le ricette con le pesche

Le pesche possono essere tagliate a pezzi per preparare una macedonia o degli spiedini di frutta, oppure usate come base per smoothie e frullati o per insaporire tè freddi e acque aromatizzate.

Ma possono anche essere cotte, in pentola oppure grigliate. In questo caso, si sposano benissimo, ad esempio, con gli amaretti, e sono un classico della cucina regionale piemontese.

Sono ingredienti di sciroppi, conserve, gelati, marmellate e moltissimi dessert come semifreddi e crostate.

Le pesche vengono cotte in sciroppo di zucchero, tagliate, sistemate in una coppa su gelato alla vaniglia, ricoperte di purea di lamponi. Viene considerato un dolce inglese, poiché probabilmente Escoffier lo servì per la prima volta a Londra, ma viene ormai preparato nelle cucine di tutto il mondo. Alcune varianti prevedono l’aggiunta di panna montata e mandorle.

Infine, sono ottime anche per aggiungere un tocco di dolcezza a ricette salate, come nel caso delle bruschette: ottimo l’abbinamento con formaggi come il caprino.

Vuoi sperimentare i tanti usi delle pesche in cucina? Prova le ricette con le pesche.

Pesche: cenni storici

Le origini cinesi: pesche simbolo di immortalità

Per molti secoli si è creduto che la pianta del pesco fosse originaria della Persia, attuale Iran, dove si può ancora trovare allo stato selvatico.

Da quell’area geografica il frutto ha preso il suo nome botanico “Prunus persica L.” e prima ancora quello attribuitogli dai latini, Persicum, come riportato da Columella e Marziale; o Persicum pomum e Persica arbor, con cui Plinio e Macrobio distinguevano all’epoca il frutto e l’albero.

I nomi attuali del frutto nelle varie lingue parlate conservano proprio quell’etimo (pesca, persica, pêcher, peach, Pfirsich, pêssego, persikka, persic, persik ecc.).

Oggi sappiamo che le reali origini vanno attribuite alla Cina occidentale. I noccioli fossili sono stati rinvenuti in alcuni siti risalenti ad epoche antecedenti la nascita del genere umano. Il pesco sarebbe stato addomesticato già tra il 3300 e il 2500 a.C. dalle popolazioni cinesi, che nutrivano una grande venerazione verso tale pianta identificandola con il simbolo dell’immortalità e della primavera, mentre la pesca era come un frutto fatato, simbolo di buon augurio, ricchezza e lunga vita.

Non a caso, il dio cinese della longevità è spesso raffigurato mentre emerge da una pesca e per il Buddhismo la pesca rappresenta uno dei tre frutti benedetti insieme al cedro e alla melagrana.

Dalla Cina, già dal 300 a.C. circa, il pesco arrivò in Giappone e poi anche in Asia minore e in Medio Oriente, in un periodo datato intorno al principio del II secolo a. C.

La diffusione nel Mediterraneo

Come sia approdato nei paesi che si affacciano sul Mediterraneo è incerto. Alcuni sostengono che siano stati gli Egizi a trasferirlo dalla Persia già dai tempi del Regno Antico della VI Dinastia, oltre 2000 anni prima di Cristo, e che da qui sia giunto in Grecia e poi in Italia.

Invece, altri credono, come riportato anche dalla letteratura latina, che sia stato importato sempre dalla Persia in conseguenza delle spedizioni espansionistiche del re macedone Alessandro Magno (356-323 a.C.) e che dalla Grecia sia passato in Italia nel primo secolo a.C.

Quello è il periodo storico in cui effettivamente il pesco giunse nella nostra penisola, epoca in cui era in atto l’espansione dell’Impero Romano verso l’area mediorientale e in cui gli scambi mercantili con la Grecia erano molto fiorenti. Quasi contemporaneo fu il passaggio dei peschi nella Francia dei Galli.

Dalla caduta dell’Impero Romano, in Europa le campagne vennero abbandonate e con esse la coltivazione del pesco, che sopravvisse solo negli orti conventuali o raramente in qualche città fortificata, sia in Italia che in Francia.

Le pesche nel Rinascimento

Solo dopo l’anno 1300, avvicinandosi al Rinascimento, si assistette ad una ripresa delle attività agricole e ad una nuova diffusione della pianta, soprattutto in Italia, dove il frutto era molto apprezzato dalle famiglie gentilizie toscane.

Sotto il dominio mediceo, erano già molte le varietà di pesco coltivate e alcuni studiosi ne documentano le caratteristiche, come Agostino Gallo (1499-1570), insigne agronomo del Rinascimento. Da allora anche in Francia e in Germania si estesero le coltivazioni.

Il pesco arrivò anche in America, già subito dopo i viaggi di Colombo, ad opera dei colonizzatori spagnoli. Trovò condizioni così favorevoli in Messico da diffondersi velocemente tra le coltivazioni delle popolazioni atzeche, che chiamarono le pesche “Xocotlmelocoton”.

La coltivazione commerciale del pesco in America ebbe ulteriore impulso con l’introduzione di varietà dalla Cina agli inizi del XIX secolo tanto che, nel 1885, questa drupacea divenne il fruttifero più importante della California.

pesche: botanica


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