Cancello ed Arnone – Carenza Idrica

Il sindaco del comune di Cancello ed Arnone, Pasqualino Emerito, scrive al Presidente della VII Commissione Permanente Ambiente, Energia e Protezione civile, dott. Gennaro Oliviero precisando che il Comune di Cancello ed Arnone risente di una crisi idrica che non consente l’erogazione di acqua a diverse utenze distribuite sull’intero territorio.
Il sistema di distribuzione delle acque, egli dice, viene approvvigionato dall’impianto di proprietà del C.I.T.L. (Consorzio Idrico Terra di Lavoro), in località Lago Piatto del comune di Falciano del Massico.
La risorsa idrica, quindi, percorre una condotta addutrice, in cemento amianto, di 8 Km per raggiungere il punto di misurazione in località “Ponte Agnena” del comune di Cancello ed Arnone.
La distribuzione nella rete interna delle acque avviene, in determinate fasce orarie della giornata, attraverso un sistema di recupero e pompaggio dal serbatoio ubicato in località Pozzosporano.
Il complesso sistema di distribuzione ad intermittenza non garantisce l’erogazione di acqua in talune strade ed il comune è costretto, con proprie risorse ed autocisterne, a rifornire di acqua diverse utenze.
Sensibile alla problematica, l’amministrazione ha sviluppato interlocuzioni istituzionali e conferenze di servizi per evidenziare le criticità e sviluppare soluzioni, che non hanno però prodotto il risultato sperato.
Si richiede, pertanto, audizione presso Codesta Commissione per implementare una pianificazione degli interventi condivisa dagli interlocutori aderenti alla filiera di distribuzione idrica, con la garanzia di un autorevole supporto istituzionale.
In attesa della richiesta audizione, dalla sua pagina FB, Emerito spiega che l’audizione richiesta da un sindaco è questione meramente istituzionale. Non è il vessillo, l’ideale, l’appartenenza o la bandiera che hanno determinato questa richiesta, ma soltanto l’esigenza di risolvere un problema che non rientra nella sfera esclusiva delle competenze del soggetto richiedente.
E’ impensabile, egli dice, che si debba approvvigionare d’acqua una parte di territorio ricorrendo alle cisterne. E’ cosa da terzo mondo. Noi, come amministrazione comunale, abbiamo teso la mano ai diversi interlocutori del territorio, consorzio idrico, regione, li abbiamo coinvolti nell’esame delle nostre criticità per condividere soluzioni.
Il problema, nonostante le nostre attenzioni è rimasto irrisolto. Quindi il passaggio istituzionale successivo era quello che è stato fatto. Richiedere una audizione per portare il nostro disappunto sui tavoli che reggono questi carrozzoni politici come il consorzio. E’ il primo passo per far capire che con la pelle dei nostri concittadini non si scherza. E’ il modo per dire che, su questa questione, andrò avanti ricorrendo, se fosse necessario, dopo aver acquisito la disponibilità per l’audizione, dopo aver esposto le criticità della condotta idrica e del sistema di distribuzione sulla S.P. Santa Maria a Cubito, fino al Palamento Italiano ed oltre.
Non si tratta di passerelle. Questa è una cosa seria. E’ un sindaco che chiede un diritto per i propri cittadini. E’ un sindaco che vuole manifestare lo sdegno verso la politica delle parole.

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