Cancello ed Arnone: l’appello del sindaco Emerito per una ‘Grande coesione’

Durante una conferenza-stampa aperta ai cittadini e alle forze locali… A superamento del travaglio che ha portato al dissesto, nuove idee e progetti

CANCELLO ED ARNONE (Raffaele Raimondo) – All’alba di questo neonato 2016 e al terzo anno del suo secondo mandato, il sindaco Pasqualino Emerito ha lanciato un forte appello per una “grande coesione”. L’appassionata scommessa è stata sviscerata nel corso della conferenza-stampa svoltasi nella mattinata di domenica 17 gennaio ed aperta ai cittadini e a tutte le forze organizzate locali. Tutto concentrato in un discorso-fiume di quasi due ore, sostanzialmente dispiegato su due versanti: il primo mediante la ricognizione di fatti e dati che hanno portato il Comune al “dissesto finanziario”; il secondo attraverso il composito disegno di un nuovo progetto politico-amministrativo a larga partecipazione e indispensabile ad aprire, finalmente, la stagione del riscatto e del rilancio della municipalità. In apertura il sindaco ha riesaminato, con forbito stile comunicativo e senza tacere amare considerazioni, la caterva di problemi che hanno affollato e torchiato la vita amministrativa dell’ultimo decennio (dai debiti fuori bilancio ai presunti scambi politico-elettorali, dalle “appropriazioni usurpative” alle “sentenze provvisoriamente esecutive” e quant’altro) fino al capolinea che ha dato luogo all’insediamento dell’ “Organismo straordinario di liquidazione”. Ha rievocato, nel contempo, anche le misure adottate e le iniziative intraprese e in cantiere, pur nel gravosissimo quadro di un Comune “in sofferenza”: fra esse le opportune consulenze di esperti del mondo giuridico e finanziario, l’acquisto del sedime della piscina comunale, le azioni di giustizia sociale come l’assegnazione di case popolari a famiglie bisognose, la già avviata operazione di ripotenziamento della “festa della mozzarella” puntando in prospettiva alla nascita di un “polo fieristico stabile”, i risparmi possibili con il passaggio al led dell’intera rete di pubblica illuminazione, l’impiego di alcuni siti confiscati per realizzare piattaforme di raccolta di plastica, vetro, carta… Ma l’essenza più avvincente e propulsiva del discorso di Emerito ha fatto leva sull’auspicata ri-mobilitazione di cooperazioni irrinunciabili, abbattendo ogni resistente barriera. Delineate le sbalorditive piste che oggi qualsiasi Comune, a crescente ritmo, è chiamato ad imboccare e sfoderata la sua visione politica di ampio respiro, il sindaco ha invitato tutti a ritrovare antichi entusiasmi, a lavorare insieme “anche con chi non ha le nostre stesse idee”, ad inserirsi in processi dinamici e costruttivi, a valorizzare le competenze disponibili, i punti di aggregazione sociale, la cultura del territorio e le innovative sfide che la tecnologia propone ed impone. Un itinerario che andrebbe cementato, onde poter chiudere definitivamente la travagliata epoca delle asprezze, dall’impegno generale a riscoprire il senso del “volersi bene”, per poter competere, ad ogni livello, nei tempi e nei metodi che rapidamente cambiano. Soltanto con questo rinnovato clima – ha detto in conclusione – è possibile incentivare l’economia ed il lavoro, rigenerare la qualità della vita e delle relazioni umane, costruire una nuova classe dirigente locale e meglio esercitare il giusto diritto ad una rappresentanza almeno in sede regionale. Ciò a prescindere dal suo personale futuro politico, avendo egli chiarito d’essere pronto a rientrare dal 2018 nella sua ordinaria attività professionale, ma nella direzione di uno sviluppo oggettivo della realtà cittadina che possa nutrirsi di ritrovare energie, ardite progettualità e scelte fondate sulla serena e fertile condivisione. Immediato il consenso espresso dai presenti. D’ora in avanti la responsabilità di ciascuno è convocata alla difficile ma entusiasmante prova della disponibile concretezza.

 

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