Canto “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”

Samila Beach

Canto “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”

Versi di Lucio Cancellieri,

Musica di Camillo Berardi.

Il componimento musicale “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”, scritto dal poeta Lucio Cancellieri e dal M° Camillo Berardi, ha vinto il 1° Premio Assoluto al 18° Festival “Canti per l’Abruzzo” organizzato dalla Pro Loco e dal Gruppo Corale di Tornimparte (AQ).  In una culla ammaliante di sogni vibranti, il canto soave e armonioso delle Sirene tinge la notte d’incanto.

Il mito delle Sirene è presente in diverse culture del mondo ma l’origine di queste favolose creature del mare è permeata di mistero, avendo affascinato in ogni tempo l’immaginario collettivo.

La figuratività e l’aspetto simbolico delle “Signore del mare” hanno subito mutamenti continui nel corso dei secoli, intrecciandosi e fondendosi con miti e leggende provenienti da altre civiltà, conservando sempre un fascino misterioso che ammalia ancora oggi.

Queste splendide creature marine, incantavano e seducevano i naviganti con la loro bellezza sensuale e con il suono mieloso del loro canto (Omero lo definiva “suono di miele”), per farli naufragare e morire. La loro crudeltà era mascherata da una dolcezza apparente ingannevole. Le Sirene bicaudate, ancora più belle e flessuose – con le gambe pinnate divaricate – possedevano una maggiore capacità seduttiva.

Le Sirene, però, simbolo di seduzione e di pericolo, non erano tutte malvagie e il grande scrittore danese Hans Christian Andersen ce ne dà un patente esempio nella sua commovente fiaba “La Sirenetta”.

La Sirena bicaudata – pur con l’impudica posizione delle code – simbolo della tentazione per antonomasia, è raffigurata in moltissime cattedrali e chiese europee, anche italiane, nei portali, nei rosoni, nelle acquasantiere, nei capitelli, nei mosaici, nei dipinti, in tombe etrusche e negli stemmi araldici. La Ninfa bifide con le code divaricate, che per la religione cristiana simboleggiava la lussuria – la cui raffigurazione nei luoghi sacri poteva essere un ammonimento ai peccati carnali – nel paganesimo era simbolo di fertilità e fecondità, risalente al culto atavico della Grande Madre, generatrice e protettrice del creato: questi misteri attendono ancora di essere svelati completamente.

Due Sirene sono raffigurate anche nel prezioso trono dorato della Reggia di Caserta, con un chiaro riferimento al mito di Partenope, fondatrice della città di Napoli.   

La Sirena, nell’epoca attuale, pur nell’alone di ambiguità che continua ad avvolgerla, non è più portatrice di pericolo, crudeltà e morte e s’identifica in una donna affascinante: il termine è sinonimico di bellezza, armonia, grazia e avvenenza femminile.

Il componimento “Notte abruzzese” – “Li cante de Sirene” può essere ascoltato nel video di seguito riportato:  https://www.youtube.com/watch?v=I38WGQul4ZA

Appunti relativi alla canzone “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”, di seguito riportati, e segnalo il link per ascoltare il componimento in un video sottotitolato: https://www.youtube.com/watch?v=I38WGQul4ZA

4 Comments

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    Camillo Berardi Ottobre 10, 2021

    Canto “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”
    Versi di Lucio Cancellieri,
    Musica di Camillo Berardi.

    Il componimento musicale “Notte Abruzzese” – “Li cante de Sirene”, scritto dal poeta Lucio Cancellieri e dal M° Camillo Berardi, ha vinto il 1° Premio Assoluto al 18° Festival “Canti per l’Abruzzo” organizzato dalla Pro Loco e dal Gruppo Corale di Tornimparte (AQ). In una culla ammaliante di sogni vibranti, il canto soave e armonioso delle Sirene tinge la notte d’incanto.
    Il mito delle Sirene è presente in diverse culture del mondo ma l’origine di queste favolose creature del mare è permeata di mistero, avendo affascinato in ogni tempo l’immaginario collettivo.
    La figuratività e l’aspetto simbolico delle “Signore del mare” hanno subito mutamenti continui nel corso dei secoli, intrecciandosi e fondendosi con miti e leggende provenienti da altre civiltà, conservando sempre un fascino misterioso che ammalia ancora oggi.
    Queste splendide creature marine, incantavano e seducevano i naviganti con la loro bellezza sensuale e con il suono mieloso del loro canto (Omero lo definiva “suono di miele”), per farli naufragare e morire. La loro crudeltà era mascherata da una dolcezza apparente ingannevole. Le Sirene bicaudate, ancora più belle e flessuose – con le gambe pinnate divaricate – possedevano una maggiore capacità seduttiva.
    Le Sirene, però, simbolo di seduzione e di pericolo, non erano tutte malvagie e il grande scrittore danese Hans Christian Andersen ce ne dà un patente esempio nella sua commovente fiaba “La Sirenetta”.
    La Sirena bicaudata – pur con l’impudica posizione delle code – simbolo della tentazione per antonomasia, è raffigurata in moltissime cattedrali e chiese europee, anche italiane, nei portali, nei rosoni, nelle acquasantiere, nei capitelli, nei mosaici, nei dipinti, in tombe etrusche e negli stemmi araldici. La Ninfa bifide, che per la religione cristiana simboleggiava la lussuria – la cui raffigurazione nei luoghi sacri poteva essere un ammonimento ai peccati – nel paganesimo era simbolo di fertilità e fecondità, risalente al culto atavico della Grande Madre, generatrice e protettrice del creato: questi misteri attendono ancora di essere svelati completamente.
    Due Sirene sono raffigurate anche nel prezioso trono dorato della Reggia di Caserta, con un chiaro riferimento al mito di Partenope, fondatrice della città di Napoli.
    La Sirena, nell’epoca attuale, pur nell’alone di ambiguità che continua ad avvolgerla, non è più portatrice di pericolo, crudeltà e morte e s’identifica in una donna affascinante: il termine è sinonimico di bellezza, armonia, grazia e avvenenza femminile.
    Camillo Berardi

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      matilde Maisto Ottobre 10, 2021

      Vivissimi complimenti, sono molto felice per il meritato successo.

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    Camillo Berardi Ottobre 11, 2021

    Ringrazio le D.ssa Matilde Maisto per i Suoi apprezzamenti ma la “New” o l’articolo pubblicato recita testualmente <> senza riportare gli “Appunti” annunciati.
    In sostanza l’articolo non esiste e manca un quadro di riferimento. Naturalmente, quando si è ospitati in un sito privato, e che appartiene ad una realtà geografica diversa, va accettato tutto quello che viene pubblicato, anche se vengono totalmente omessi gli “Appunti di seguito riportati”, ma – personalmente – cancellerei ciò che è stato pubblicato.
    Un cordiale saluto.
    Camillo Berardi

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      matilde Maisto Ottobre 11, 2021

      Gentilissimo Maestro Berardi, io non ho ben capito che cosa io debba fare, sono comunque a disposizione. Buona giornata, cordiali saluti.

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