Capodrise diventa “città per la vita” e in chiesa stupisce l’opera di Carelli

CAPODRISE. Fuori, il campanile illuminato di rosso, rosso come il sangue versato dai condannati alla pena capitale. Dentro, l’esplosione della cromia, della parola e del corpo, a simboleggiare la maestosità e la pienezza della vita. Per lanciare il proprio messaggio sull’inviolabilità della persona, nella «Giornata internazionale contro la pena di morte», la città di Capodrise ha scelto la chiesa di Sant’Andrea Apostolo, in via Giannini. La due giorni di eventi, intitolata «Coloriamo di luce la vita», che l’amministrazione comunale ha organizzato insieme alla Comunità di Sant’Egidio, è culminata domenica sera, alle 19.30, con la performance di action painting dell’artista Decio Carelli. Il pittore, che negli anni ha raggiunto una personale visione cubo-futurista, a metà strada tra la figurazione e l’informale, su una tela di cinque metri per tre ha realizzato un quadro a tema, «Uomini in marcia», con la tecnica dell’astrazione gestuale, uno stile nel quale il colore è impresso con le mani, e l’opera che ne risulta enfatizza l’atto fisico della pittura stessa. Carelli è stato accompagnato, su un tappeto musicale, dalla voce narrante di Valeria Giunta, che ha letto, tra l’altro, passi di «Itaca» di Costantino Kavafis. A impreziosire l’esibizione, i movimenti di Roberta Belfiore, danzatrice espressiva e di talento. La serata è iniziata alle 19, dopo la messa. Tina Raucci ha moderato un breve dibattito, «Capodrise, città per la vita», animato dal sindaco Angelo Crescente, da Marco Rossi della Comunità di Sant’Egidio e da Lucio Romano, membro della Commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato. Alle 19.20, gli studenti dell’istituto «Novelli» di Marcianise sono stati i «Testimoni di luce» in una drammatizzazione del concetto di morte provocata, davvero di grande effetto. Ai ragazzi è spettato poi chiudere il «sipario» sulle note del brano originale «L’ammore che r’è». All’illuminazione del campanile, sabato sera, anche Giovanni D’Alise, vescovo di Caserta. «”Coloriamo di luce la vita” – ha commentato il sindaco Crescente – aveva l’obiettivo di far risaltare il ruolo che nel processo abolizionista possono giocare anche le singole comunità, elementi catalizzatori di energie e di risorse delle società civili che rappresentano, che possono incoraggiare la diffusione di iniziative educative e culturali che mantengano viva l’attenzione su questo tema cruciale, connesso, purtroppo, al fenomeno della violenza diffusa in tanti contesti urbani». Anche il nome di Capodrise, dunque, figurerà tra i Comuni di un lungo elenco che arriverà sul tavolo delle Nazioni Unite prima del voto che potrebbe sancire una nuova moratoria universale delle esecuzioni. La XIII edizione della Giornata internazionale “Città per la vita – città contro la pena di morte” era un’iniziativa che rientra tra gli obiettivi proposti dalla Presidenza del consiglio dei ministri nel semestre di Presidenza del consiglio dell’Unione Europea; si tiene il 30 novembre in ricordo della prima abolizione della pena capitale nel Granducato di Toscana, avvenuta, per l’appunto, il 30 novembre 1786.

Capodrise, 1 dicembre 2014

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