CAPUA – La città che non si è mai accorta di Mozart.

SANTA MARIA CAPUA VETERE
Capaci di dimenticare Spartaco e Madonna.
Nella città che si è data alla Storia da protagonista, senza inibizioni e tiepide misure, manca addirittura una targa a ricordare che, proprio qui, venne sancito uno dei Misteri più solenni della dogmatica cristiana: la Verginità di Maria. Nel 391, a pochi passi dall’Anfiteatro Campano, si tenne un Concilio, al quale partecipò Sant’Ambrogio, in cui vennero contestate le tesi di Elpidio e Bonoso che volevano la Madonna madre di più fratelli, negandone la verginità canonica. Fu proprio in una piccola piazza dell’odierna Santa Maria Capua Vetere che il Sacro Candore di Maria venne affermato, per la prima volta.
Peggio è andata alla memoria di Spartaco che di questa città dovrebbe essere emblema di identificazione inossidabile. Sui resti dell’antico e piccolo anfiteatro (non è quello che tutti conoscono, ma si trova nelle vicinanze) che vide il condottiero trace lottare e avviare la rivolta più clamorosa della storia classica, non esiste una sola targa commemorativa.

CAPUA
La città che non si è mai accorta di Mozart.
Il 12 maggio del 1770, la famiglia Mozart arrivò a Capua, per un viaggio che doveva condurre il più grande genio della musica moderna a incontrare i Borbone. Ma qualcosa andò storto e Amadeus, fu costretto a prolungare il suo soggiorno capuano, alloggiando in un grande convento, a pochi passi dalle anse del Volturno. Era il complesso dei Padri Agostiniani, dove il grande musicista si intrattenne anche per assistere, la mattina dopo, alla Vestizione di una novizia e fu in quella occasione che Mozart suonò l’organo nella grande Chiesa dell’Annunziata. Oggi, non esiste una targa a testimoniare il passaggio del più grande compositore moderno e, soprattutto, l’organo suonato da Mozart è stato restaurato e inaugurato qualche anno fa. Alla cerimonia, sono state eseguite musiche di Bach e non di Mozart. Se definissimo questo caso soltanto disperato, avremmo commesso un atto di ingiustificato ottimismo.

I tre viaggi di Mozart in Italia

Mozart infatti, attratto dalle infinite possibilità che l’Italia rappresentava, sia per numero di artisti che per probabili ingaggi, compì tre viaggi nel nostro Paese. Di questi gli ultimi due si concentrarono in particolar modo a Milano. Il primo viaggio invece, risalente al 1769, vide il compositore scendere, in compagnia del padre, da Milano verso altre città, come Bologna e Roma, per poi arrivare a Napoli nel maggio del 1770. Una volta a Napoli il giovanissimo compositore approfittò per visitare Pozzuoli, Baia, Pompei, Ercolano e Caserta. Non deve stupire quindi che Mozart parlasse correntemente l’italiano e che, su 22 opere, 14 avevano il libretto redatto nella nostra lingua (cosa molto in voga all’epoca).

Il cardinale romano Pallavicini riuscì a far presentare i Mozart padre e figlio al ministro e consigliere del re, Bernardo Tanucci. Nonostante le influenti amicizie il giovane Amadeus venne ignorato dalla città. Non ricevette ingaggi per nessun teatro e l’allora diciottenne re Ferdinando IV di Borbone lo ricevette solo per una breve visita di cortesia presso la reggia di Portici.

Tuttavia Napoli era allora la capitale della musica, brulicante di artisti e innovatori. Ciò che infatti Mozart voleva fare più di ogni cosa, durante quel soggiorno, era imparare. Ebbe in effetti modo di confrontarsi con diversi artisti campani dell’epoca. Fra i tanti Giovanni Paisiello fu il più apprezzato dal giovane genio. Rimase così colpito dal suo Barbiere di Siviglia che volle metterlo in musica con Le Nozze di Figaro. Il giovane Mozart nutriva una tale ammirazione nei confronti della città partenopea che avrebbe scritto: «Quando avrò composto un’opera per Napoli mi si ricercherà ovunque: con un’opera a Napoli ci si fa più onore e credito che non dando cento concerti in Germania.»

Le soste a Capua e Sessa Aurunca

Nel viaggio da Roma a Napoli padre e figlio sostarono a Sessa Aurunca e a Capua. Scrive infatti Leopold Mozart padre – alla moglie in una lettera del 19 maggio 1770: «Avrai ricevuto puntualmente la mia ultima del 2 maggio da Roma. Mi dispiace di

[averti]

dovuto lasciare così a lungo senza lettere, e di certo questo vi avrà fatto stare non poco in pensiero. Partimmo da Roma l`8 di maggio, in compagnia di altre tre Sedie, ossia carrozze a 2 posti, alle 10 di mattina, all`1 ci fermammo per un pranzo leggero a Marino, nel monastero degli Agostiniani, e l`11 notte a Sessa, sempre in un monastero agostiniano, dove fummo ben ospitati per la notte, il 12 a mezzogiorno giungemmo dai PP. Agostiniani a Capua, pensando di essere a Napoli la sera.

Ma accadde che proprio la domenica successiva, ossia il 13, doveva aver luogo la vestizione di una dama, nello stesso monastero in cui uno dei miei compagni di viaggio, P. Segarelli, era stato confessore alcuni anni or sono. Egli avrebbe quindi dovuto assistere alla vestizione, e propose anche noi di fermarci là; vedemmo dunque questa vestizione, che fu assai sfarzosa, e in occasione della quale, il 12 sera, arrivarono anche un maestro di cappella con 3 o 4 carrozze di virtuosi, i quali diedero inizio alla cerimonia con sinfonie e un Salve Regina».

il complesso della Maddalena fu il luogo della sosta del giovane Mozart a Capua. Esso comprende la Chiesa della Maddalena e la caserma Mezzacapo, convento degli Agostiniani fino al 1812. Mozart fu a Capua nel maggio del 1770. PI

il complesso della Maddalena fu il luogo della sosta del giovane Mozart a Capua.

 Esso comprende la Chiesa della Maddalena e la caserma Mezzacapo, convento degli Agostiniani fino al 1812.

Mozart fu a Capua nel maggio del 1770.

 PI

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