CapuaFilmFest

E’ il cinquecentesco Teatro capuano, lo storico ex Teatro Comunale Campano, oggi Ricciardi, ad ospitare da lunedì 23 settembre il Capua Film Fest-Dialoghi d’autore. Dall’affermata passione per il cinema di Francesco Massarelli, che ne cura la direzione, il cinema d’essai attraverso la “parola” sarà proposto a cadenza mensile per diffondere e promuovere l’arte sul nostro territorio.

Capua il luogo della lingua festival e Comix Factory hanno collaborato a questo progetto che nella prima serata ha visto la proiezione dell’ultima interpretazione del casertano Toni Servillo, in un noir diretto dal fumettista Igor Tuveri (Igort). Una graphic novel di successo, rielaborata e portata sul grande schermo dopo quindici anni con “5 è il numero perfetto.” Tutto esaurito già da qualche giorno prima, per questa prima serata: il pubblico affettuoso e numeroso si è riversato in sala, dove dopo la proiezione del Film il regista Igort, Toni Servillo, l’attore napoletano Vincenzo Nemolato si sono concessi in una lunga intervista a Massarelli, dando ai presenti una visione dell’opera, dalla fase embrionale al tempo della produzione.

Servillo ha esordito dichiarandosi sempre emozionato di essere in un teatro della sua terra, dove spesso ha recitato, contento della risposta sempre affettuosa del pubblico, ed orgoglioso per la manifestazione che testimonia l’amore della città per il bel cinema.

Nel film l’attore nostrano è affiancato da un inedito Carlo Buccirosso e una bravissima Valeria Golino, la città fumosa e buia dello sfondo è Napoli, da uno sguardo ancora nuovo che contempera le grafie del fumetto di Igort con la sensibilità del teatro partenopeo, tra la dialettica di rione e l’ironia propria di questo popolo che dal sogno sfocia spesso ad un retrogusto amaro.

“Molto spesso si vive con l’illusione di avere la coscienza a posto”, un’illusione che cade in maniera catastrofica per il vecchio Peppino (Toni Servillo), sicario in pensione, e avviene quando il giovane figlio viene ucciso e da qui si avvia la storia che caratterizza questo film di genere. Un’opera che appare “lirica” tra il buio dei vicoli, il riflesso dei basolati bagnati, le mura scrostate di angoli sconosciuti della città e uno dei palazzi che ha fatto forse la storia del cinema: Palazzo Sanfelice, testimone di una lunga e memorabile sparatoria.

 “Una città mondo che ancora una volta è stata scelta come palcoscenico per raccontare una storia universale” fra le dichiarazioni di Servillo. E’ stato proprio l’attore che ha voluto fortemente Igort come regista per questo film, dopo la prima idea di mettere la sua grafic novel su pellicola, e il fumettista, che non aveva nessuna intenzione di fare il regista, ha infine ammesso che si è molto divertito a dirigere gli attori ma soprattutto ha scoperto la bellezza di lavorare con la fotografia. Una prova del fuoco molto difficile: “una delle imprese più atroci della mia vita” afferma il regista “ma una delle più meravigliose.” Igort rivela di come Servillo vuole essere diretto durante il suo lavoro, di come pretende in modo perentorio lo sguardo del suo regista, che ne segua e caratterizzi il personaggio.

Così ancora una volta Toni Servillo è stato testimone di un battesimo, di questa opera prima, come è stato per Sorrentino e per diversi altri. Nel suo intervento Massarelli, che ha letto il fumetto di “5 è il numero perfetto” solo dopo aver visto il film, trova che la sceneggiatura fosse già presente il quel primigenio lavoro che ci ha infine donato una notevole qualità dei dialoghi, il fascino di un grande personaggio, forse frutto dei libri di Čechov che tanto il regista dichiara di amare. Vediamo un gregario di “vecchia scuola”, d’altra classe, testimone di come anche la malavita negli anni sia degenerata, di come ha perso il suo fascino.

“Il cinema di chi ama il cinema”, è l’hashtag lanciato da Massarelli per il Festival, anticipa che ci saranno tante altre proposte di qualità al Teatro Ricciardi e in previsione cinema d’essai, in controtendenza, anche il sabato e la domenica, che auspichiamo siano accolte con lo stesso fervore.

Lucia Dello Iacovo

 

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