Caserta. Vicenda area ex Macrico e Parco Aerospaziale

A DISTANZA DI UN ANNO CARLO MARINO E IL PD SI RIAPPROPRIANO DEL PROGETTO DI PIO DEL GAUDIO E CANDIDANO LA MOGLIE DI LUIGI CARRINO PRESIDENTE DEL CIRA.

 DI GIOVANNA PAOLINO E DI ANTONIO DE FALCO.
” Che senso ha, quindi, costruire un parco aerospaziale nel centro di una città che nulla o quasi ha a che fare con lo spazio o gli aerei?” .  Con queste parole , il 12 febbraio 2014, il Pd di Caserta, rappresentato dai Consiglieri Comunali Carlo Marino, Enrico Tresca, Franco De Michele e Gianni Comunale ,  boccio’ la proposta di Pio Del Gaudio, all’epoca Sindaco di Caserta, di realizzare un Parco Aerospaziale nell’area ex Macrico. Questa  proposta, oggi, e’ diventata il cavallo di battaglio di Carlo Marino, candidato Sindaco del Pd.
Su queste basi, forse , a distanza di un anno, i cittadini casertani possono  riuscire a spiegarsi lo scioglimento della giunta Del Gaudio,  fortemente voluta dal Pd e , in particolare , da Carlo Marino, all’epoca Consigliere Comunale di opposizione, e , oggi, Candidato Sindaco al Comune di Caserta.
Un anno fa quella sfiducia apparve praticamente incomprensibile : a distanza di appena  365 giorni  dal rinnovo del Consiglio Comunale l’opposizione , guidata in modo esemplare da Carlo Marino, riusci’ a demolire la giunta Del Gaudio  consegnando la citta’ ad un commissariamento che, nonostante l’impegno del Prefetto Nicolo’, ne ha evidenziato  e rafforzato la intrinseca debolezza amministrativa .
Ma procediamo con ordine.
Nel corso di quest’anno il Pd ha innalzato la sua bandiera sulla Reggia di Caserta , diventata, oramai, la roccaforte di un partito che dopo la Regione deve conquistare il capoluogo di provincia  che fino ad un anno fa era ” tinto completamente di azzurro”.  Stiamo parlando di un Pd ibrido, che definisce bipartisan quello che noi chiamiamo trasformismo. Ma tant’e’ !
La prova  provata di quanto affermiamo va individuata non soltanto nei numerosi candidati del centro destra di Del Gaudio che Carlo Marino ha reclutato  , ma anche nella vicenda area ex Macrico , ritornata prepotentemente alla ribalta . Una vicenda, questa, che  dimostra, secondo noi, ancora una volta,  il vero motivo per cui l’amministrazione Del Gaudio fu sfiduciata da parte della classe politica  che ora si ripresenta promiscuamente alle elezioni 2016:  nessuna esigenza di operare e di agire  nell’ interesse collettivo della citta’ , che reclamava e che reclama un rinnovamento politico guidato da valori civici e civili, ma la premeditata volonta’  di  avocare alla opposizione  i  ” fruttuosi”  progetti iniziati  da Pio Del Gaudio e  che avrebbero potuto garantirgli una seconda elezione.
E questo dato, se fosse vero, cambierebbe  completamente la carta di identita’ di molti candidati alla carica di Sindaco di Caserta . In primo luogo quella di Carlo Marino e del suo  ” Pd taroccato “.
Nei giorni scorsi, durante un incontro con il Coasca- Comitato Associazioni Casertane , Carlo Marino ha  proposto il suo progetto di realizzare all’interno del Macrico  un Parco Aerospaziale di concerto con il Cira  di Capua. Ma non e’ tutto. Nelle liste di Carlo Marino e’ candidata anche , fra i tanti, la moglie del Dott. Luigi Carrino ,  Presidente  del Cira  di Capua,  Docente al Liceo Classico ” P.Giannone ” di Caserta.
Carlo Marino, dunque, non solo si impegna di realizzare il Parco Aerospaziale nell’Area ex Macrico , con il beneplacito dell’Istituto Diocesano di Sostentamento del Clero, ma candida anche la moglie del Presidente del Cira di Capua. Colpo perfetto : degno di un politico di gran classe.
Il problema , pero’.  rimane : Carlo Marino, e , quindi , la coalizione del centro sinistra, portano avanti un progetto che fu  fortemente voluto da Pio Del Gaudio.  E allora come si spiega tutto questo ? Come si spiega la sfiducia di quel drammatico 30 maggio 2015 ?
L’obiettivo  del progetto  firmato Pio Del Gaudio e presentato in  consiglio comunale nel  2014  era  quello di conciliare la riqualificazione della zona militare denominata ex “Macrico” (Magazzino Centrale Ricambi Mezzi Corazzati) con la realizzazione del primo Parco Aerospaziale d’Italia.
Eravamo presenti a quel consiglio comunale nel quale il  parco  fu presentato come  il primo d’Italia e per estensione  tra i più grandi del Mondo: esso avrebbe dovuto essere  costruito seguendo i modelli di successo della Cité de l’Aérospace di Tolosa, in Francia, e del più noto Kennedy Space Center Visitor Complex di Orlando, Florida, Stati Uniti. Era  previsto l’avvio sulla base importante di 100.000 chilometri quadrati complessivi di ampiezza, il che  stava a significare  che il Parco Aerospaziale  di Caserta avrebbe avuto  pochissimi rivali nel resto del pianeta, almeno per quanto riguarda lo spazio occupato come Parco Urbano.
Sta di fatto che in data 6 febbraio 2014 il Pd – rappresentato in Consiglio Comunale da Carlo Marino,  Franco De Michele , Enrico Tresca e Gianni Comunale – boccio’ il progetto presentato dal Sindaco Pio Del Gaudio.
Ma non e’ tutto . Il Pd , insieme con Speranza per Caserta ,con Psi , con Fli, in data 12 febbraio 2014,  sottoscriveva  il Documento del Comitato Macrico Verde , che cosi’ recitava :
“Un parco si, ma non certo un parco a cui venga accostata la parola verde quindi ma bensì un Parco dell’Aerospazio, volendo riproporre un po’ l’esperienza della Cité de l’Espace di Tolosa in Francia. Perché è questa l’idea già presentata lo scorso luglio allo stesso Presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, portare un pezzo della cittadella spaziale di Tolosa a Caserta.
Peccato però che esistano grandi e sostanziali differenze tra la città francese e la città capoluogo della Terra dei Fuochi. La prima è famosa in tutto il mondo per essere un’importante centro industriale aeronautico, città dove si assemblano gli Airbus nonché l’aereo più grande del mondo, l’Airbus A380. Proprio l’Airbus ha la sua sede principale a Tolosa, il cui aeroporto è il sesto più importante di tutta la Francia per traffico di passeggeri. Tolosa, quindi, molto sinteticamente può essere definita come la capitale aeronautica per eccellenza della Francia ma anche di tutta Europa. La Cité de l’Escape di Tolosa, inaugurata nel 1997 come area dedicata allo spazio e a tutto ciò che ruota intorno ad esso, è un’area di cinque ettari, situata alla periferia della città, ma non troppo distante dal centro ed è, ovviamente, il fulcro del turismo della città francese.
A Caserta, però, la situazione è un bel po’ diversa. L’area in questione, il Macrico, è posta al centro della città ed è totalmente chiusa e delimitata da un alto muro con filo spinato ai margini, inaccessibile a tutti da oltre 10 anni; ha un’estensione pari a ben 324.533 metri quadrati e al suo interno c’è una ricca varietà di piante e di vecchi edifici che costituivano gran parte della Caserta di un tempo, alcuni ancora in perfetto stato e pronti per un riutilizzo quasi immediato. L’economia della città casertana non si regge certo sull’aerospazio o sugli aerei. Non ha un aeroporto, non ha industrie che possono essere associate ad alcun tipo di attività aerospaziale; non ha particolari attività legate a questo settore se non due.
Che senso ha, quindi, costruire un parco aerospaziale nel centro di una città che nulla o quasi ha a che fare con lo spazio o gli aerei? Perché costruirlo lunga un’arteria che simbolicamente unisce le due storie di Caserta? Il Macrico (Magazzino centrale ricambi mezzi corazzati) infatti si trova proprio al centro tra l’asse immaginario che va dalla Reggia, correndo lungo tutto il lungo Corso Trieste, fino ai Monti Tifatini, passando per quella bellissima struttura, la Caserma Sacchi (prima casa dei Vescovi casertani) divenuta oggi simbolo del degrado culturale e urbanistico della città grazie alla scelta di degradarla a semplice e banale struttura in cui ospitare uffici comunali”.
Oggi , a dispetto di tutto e, principalmente , a dispetto della intelligenza dei Casertani, il Pd ripropone in campagna elettorale il progetto bocciato nel 2014.
Quali sono i vantaggi  elettorali  di questa proposta che  nel 2014  fu fermata  a tutti i costi da una opposizione che intendeva ” impadronirsi ” della gestione della citta’ sulla base di voti certi ?
L’importanza del progetto è stimata anche in termini di nuovi posti di lavoro, visto che si prevedono almeno 1000 nuove “job vacancies” e ben550.000 visitatori all’anno in un parco che tra pubblico e privato prevederà un investimento di almeno 58 milioni di euro complessivi solo per l’avvio.
Il Pd dovrebbe spiegare per quale ragione ha votato la sfiducia al  progetto del Parco Aerospaziale voluto da Pio Del Gaudio nel febbraio 2014 per poi appropriarsi dello stesso progetto appena un anno dopo. Sta di fatto che , in questo modo, dopo il controllo sulla Reggia , il Partito Bipartisan e il suo Sindaco  andrebbero  a controllare anche il Parco Aerospaziale.
A questo punto    ci chiediamo : i Casertani sono  veramente consapevoli di quella che fino ad ora e’ stata la loro  inutilita’ nella politica e nella amministrazione della citta’ ? I Casertani sono ancora cittadini in grado di decidere in maniera consapevole del loro futuro politico e amministrativo o hanno imboccato , oramai, il declino della ” idiota sudditanza ”  finalizzata a favorire solo ed esclusivamente interessi  di consorterie private ?
Nella foto Carlo Marino durante la conferenza stampa del 30 maggio 2015 mentre spiega le ragioni della sfiducia a Pio Del Gaudio.

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