Castel Volturno – Petizione sui rifiuti

Con ironia Mario Luise – primo firmatario della  petizione sui rifiuti che ha superato le mille adesioni – si chiede su FB se per caso il sindaco di Castel  Volturno abbia qualche forma di “idiosincrasia” verso le conferenze dei servizi, atti amministrativi fondamentali per poter assumere decisioni importanti a livello locale. Infatti per l’ennesima volta non si è presentato a quella convocata in merito alla attivazione di un nuovo impianto per il trattamento dei rifiuti pericolosi.

Si tratta di una assenza grave, di una vera e propria fuga dalle responsabilità da parete delprimo cittadino del comune domiziano. Siccome nei giorni scorsi il sindaco Petrella – incalzato dalla petizione, a cui hanno aderito anche associazioni come i Medici per l’ambiente – si era dichiarato contrario al n uovo impianto previsto dalla Regine Campania, viene da chiedersi per quale motivo si è sottratto al dovere di portare in modo ufficiale questa posizione (anche a nome dell’Amministrazione). Intanto va preso atto che sia pure con qualche lentezza si è espresso anche il PD, come forza di opposizione, con il parere contrario.

Ora ci sarà un rinvio di 60 giorni per la riconvocazione, durante i quali bisogna mantenere vigile l’attenzione e la mobilitazione, come hanno chiesto con forza tanti cittadini ed associazioni che hanno condiviso i punti cardine della petizione. Per tenerli ben impressi li ricapitoliamo.

  1. In primo luogo bisogna tenere presente che “la realizzazione  e la gestione di un impianto di rifiuti pericolosi va ad impattare e contaminare una ampia area rurale, a vocazione agricola, con attività primarie negli allevamenti e produzione di mozzarella (il nostro oro bianco).
  2. In secondo luogo in un territorio già alle prese con un forte “carico di diffusa degradazione ambientale e di dissesto idrogeologico lungo la costa, “non è assolutamente ipotizzabile un ampliamento delle attività per il trattamento dei rifiuti già esistenti”, con un forte danno della identità culturale della vocazione produttiva, turistica del territorio e del litorale domizio.
  3. In terzo luogo, come si sa “Castel Volturno ha già dato troppo e non può dare ancora in quanto qui il territorio è ammalato per intero in superficie e nelle falde, per cui c’è bisogno urgente di un piano di recupero e di risanamento cn adeguati interventi per la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini, per la salubrità dei prodotti, nel quadro di una corretta e compatibile gestione del suolo ancora libero”.
  4. A tal fine, con la partecipazione dei cittadini e delle risorse competenti è giunto il momento di “passare dagli annunci tante volte sventagliati dalla Regione e dal Comune per mettere in campo azioni coerenti di tutela e di reale risanamento”, a partire da uno strumento fondamentale come il PUC e di altri strumenti per la riqualificazione e valorizzazione del territorio (per altro ancora ricco di beni e di risorse naturali ed ambientali da poter utilizzare). Tutto ciò è reso urgente anche a fronte di un dato drammatico: in natura c’è una simbiosi imprescindibile: quando l’ambiente in cui viviamo è ammalato (come nelle terre dei veleni) anche la gente si ammala. Non a caso qui crescono le malattie infettive e quelle tumorali, che da anni affliggono la comunità locale (e non solo).

Tutto questo richiede una chiara assunzine di responsabilità, in particolare da parte di chi governa, con una partecipazione condivisa da parte dei cittadini e delle associazioni attive sul territorio. La salute rimane uno dei diritti e dei beni comuni fondamentali per garantire condizioni di benessere e di civiltà-

Pasquale Iorio                                                                 Caserta, 21 gennaio 2021

Le Piazze del Sapere – aderenti alla Petizione.

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