Cave: la denuncia contro la Cementir. Movimento Cic e Caserta Kest’è incontrano i residenti della zona Cementir

BY GIOVANNA PAOLINO

Si e’ da poco conclusa una riunione straordinaria fra gli attivisti del Movimento Caserta in Comune e una delegazione di residenti P.co Cerasola – S. Clemente -l’area ex Saint Gobain – Caserta EST Policlinico nell’ambito della iniziativa ” Caserta Incontra Caserta” messa in campo dal Movimento per incontrare e risolvere le problematiche dei cittadini delle periferie casertane.

All’ordine del giorno le recenti affermazioni degli operatori del settore delle cave, che, nei giorni scorsi, hanno dichiarato che le cave casertane, attualmente , sono chiuse per attuare il progetto di dismissione Via – Commissione Regionale Valutazione Impatto Ambientale – finalizzato a potenziare l’erigendo Policlinico e l’annesso Polo Ospedaliero.
” L’innalzamento del Pm10 a Caserta e’ provocato anche dalla attivita’ delle cave. In questo momento e’ operativa la cava Cementir che incide in maniera determinante sull’inquinamento ambientale “. Queste le parole dei residenti associati a CASERTA Kest’è (MOVIMENTO CASERTA IN COMUNE) nell’area prospiciente alla Cava Vittoria di Maddaloni che fornisce il calcare necessario per la produzione del clinker della cementeria di Maddaloni. ” La prova di quanto sosteniamo – continuano – e’ data dalla mancata utilizzazione della centralina di Centurano che non e’ mai stata programmata dall’Arpac per accertare il livello Pm10 derivante dalla attivita’ di combustione della cava “.

Questo dato, peraltro, era stato gia’ segnalato dal Dott. Ciro Guerriero e dal Dott. Gaetano Rivezzi nel tavolo tecnico sull’ambiente convocato il 17 febbraio 2016 a Palazzo Castropignano dal Commissario Prefettizio Maria Grazia Nicolo’.

Sul banco degli imputati, dunque, la Cava Vittoria e lo Stabilimento della Cementir, di proprieta’ della Famiglia Caltagirone, imprenditori ed editori. Francesco Gaetano Caltagirone, inoltre, e’ il suocero dell’Onorevole Pierferdinando Casini, gia’ Presidente della Camera dei Deputati.

” L’inquinamento provocato dagli altiforni della cava- spiegano alcuni esperti del settore riunitisi presso l’associazione Caserta Kest’è- sarebbe maggiore di quello provocato dall’inceneritore di Acerra”.
L’inquinamento ambientale , e, dunque, l’innalzamento del Pm10 a Caserta e nell’intero comprensorio, sarebbe determinato anche dagli altiforni a regime acceso dello stabilimento di Maddaloni : per produrre il cemento gli altiforni devono cuocere ad una temperatura di 1900 gradi . Inevitabile, dunque, che questo tipo di attivita’ produca un impatto ambientale. Per la cottura negli altiforni, inoltre, ” verrebbero spesso usati combustibili grezzi non sempre forniti di adeguato strumento di filtraggio “.

Sono in molti a ritenere che il mancato controllo delle Istituzioni competenti su questa parte del territorio casertano sia stata determinata nel corso degli anni a tutt’oggi da interessi politici ed economici a cui e’ stata subordinata la tutela dell’ambiente e la salute dei cittadini.
La denuncia dei residenti della zona, dunque, chiede a viva voce che Caserta Kest’è si faccia portavoce e faccia eseguire degli accertamenti da parte delle Istituzioni competenti . L’opinione pubblica aspetta dei chiarimenti da parte dei dirigenti della Cementir.

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