Che cosa succede dopo sei mesi – Sul Coronavirus, dal Post

Oggi iniziamo con una rapida comunicazione di servizio.
Come vi avevamo anticipato la settimana scorsa, questa sarà l’ultima newsletter per un po’ di tempo. Ci prendiamo una pausa per il mese di agosto, cercando di assecondare le comprensibili esigenze di svagarsi e pensare ad altro da parte di molti di voi. Ne approfitteremo per fare qualche pensiero e valutazione sul futuro della newsletter, che da un anno e mezzo inviamo gratuitamente e con soddisfazione a decine di migliaia di iscritti. Nel frattempo troverete come sempre le ultime notizie sul Post: insomma, non andiamo mai in vacanza.

E ora partiamo, con una buona notizia.

Pfizer e BioNTech hanno da poco reso pubblico un nuovo studio preliminare sull’efficacia del loro vaccino a sei mesi dalla somministrazione. I dati indicano che dopo due dosi si mantiene un’alta protezione contro le forme gravi di COVID-19, importante per prevenire i ricoveri e i decessi dovuti alla malattia, specialmente nelle persone a rischio. E questa è la buona notizia.

Quella meno buona, ma di poco, è che i ricercatori hanno notato una progressiva riduzione dell’efficacia in generale del vaccino contro la COVID-19. In sei mesi è passata dal 96 per cento all’84 per cento. 

È bene specificare che questa riduzione ha interessato appunto l’efficacia generale, quindi la capacità del vaccino di proteggere da qualsiasi forma di COVID-19, comprese quelle che comportano sintomi minimi.

Lo studio è di tipo preliminare, quindi i dati devono essere ancora verificati da altri ricercatori e pubblicati su una rivista scientifica, ma sono ritenuti affidabili perché derivati dai 44mila volontari che Pfizer e BioNTech tengono sotto controllo da quando avevano ricevuto il vaccino nel 2020, per verificarne l’efficacia. 

Negli ultimi mesi alcuni responsabili di Pfizer avevano segnalato che potesse essere necessaria una terza dose del vaccino, a distanza di tempo dalle prime due, per migliorare la protezione offerta dalla vaccinazione. Ipotizzando che l’efficacia diminuisca in media del 6 per cento ogni due mesi, si raggiungerebbe un 50 per cento di efficacia (la soglia minima per le principali autorità sanitarie) a un anno e mezzo dalla seconda somministrazione e ciò potrebbe rendere necessario il richiamo. Al momento non ci sono però elementi per ritenere che la riduzione dell’efficacia in generale sia costante nel corso del tempo e occorreranno altri studi.

Contro le forme gravi di COVID-19, che rendono più probabile un ricovero in ospedale e un eventuale successivo decesso, il vaccino di Pfizer-BioNTech ha mantenuto il 97 per cento di efficacia già riscontrato con i primi test clinici. Non era scontato ottenere un risultato così alto e il fatto che si sia mantenuto nel tempo lascia esperti e virologi piuttosto ottimisti. 98,8 per cento
A proposito di vaccini e di protezione dal coronavirus, dal primo febbraio al 21 luglio, il 98,8 per cento delle persone decedute per COVID-19 non aveva completato il ciclo vaccinale. Il dato è stato pubblicato dall’Istituto superiore di sanità: nel periodo preso in considerazione, i morti per COVID-19 che avevano completato il ciclo vaccinale sono stati 423, pari all’1,2 per cento dei 35.776 morti totali.

Per avere un quadro più preciso sarebbe stato interessante confrontare l’andamento giornaliero o settimanale della differenza tra i morti non vaccinati e i pochi che avevano completato il ciclo vaccinale; oppure fare un approfondimento su una specifica categoria, come quella degli operatori sanitari. Per questo l’ISS, nelle note del rapporto, ha specificato che lo studio «non può fornire informazioni circa l’efficacia della vaccinazione ma viene fornito con finalità puramente descrittive».  La settimana
Nell’ultima settimana i casi positivi rilevati non sono raddoppiati come era avvenuto nei sette giorni precedenti, ma l’aumento è stato comunque significativo: 33.088 nuovi contagi, il 54 per cento in più. La nuova crescita dei contagi in Italia, simile a quella registrata in molti altri paesi europei, è dovuta principalmente alla variante delta. 

Nell’ultima settimana ci sono stati 96 morti per COVID-19, il 29,7 per cento in più rispetto ai sette giorni precedenti. In otto regioni non ci sono stati morti: Basilicata, Marche, Molise, Piemonte, Umbria, Valle d’Aosta e nelle province autonome di Trento e Bolzano. L’aumento generale dei contagi si riflette anche sulla situazione epidemiologica delle regioni, dove si nota una crescita significativa dell’incidenza settimanale per 100mila abitanti. Nell’ultima settimana sono state otto le regioni che hanno superato la soglia di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti: Sardegna, Toscana, Lazio, Veneto, Umbria, Emilia-Romagna e Sicilia. Al momento in nessuna regione è stata superata la percentuale del 5 per cento dei posti letto occupati da malati di COVID-19 in terapia intensiva sul totale dei posti disponibili.

Il grafico qui sotto mostra l’andamento dei nuovi ingressi in terapia intensiva da metà dicembre, quando la Protezione civile ha iniziato a pubblicare il dato. Nell’ultima settimana i nuovi ingressi sono leggermente aumentati: sono stati 96, mentre nei sette giorni precedenti erano stati 72. Qui trovate tutti gli altri dati, regione per regione.

12-17
L’Agenzia Italiana per il Farmaco (AIFA) ha autorizzato la somministrazione del vaccino contro il coronavirus di Moderna (Spikevax) anche per gli adolescenti tra i 12 e i 17 anni. Finora era autorizzato per la somministrazione solo a chi aveva almeno 18 anni: la procedura è uguale a quella che conosciamo già e prevede quindi due dosi a distanza di quattro settimane l’una dall’altra.

Truffa
Da quando il governo ha annunciato che dal 6 agosto il Green Pass sarà obbligatorio per accedere ai ristoranti al chiuso, al cinema, al teatro, in palestra, ai musei, nelle sagre, negli stadi, ai congressi e ai grandi eventi, sull’app per scambiarsi messaggi Telegram sono nati diversi gruppi che promettono di fornire il certificato a pagamento, senza aver davvero ricevuto il vaccino contro il coronavirus. È una truffa, e non perché sia una falsificazione di un documento ufficiale, ma perché quel fantomatico documento falsificato non viene poi fornito.

Si basa su di un meccanismo piuttosto consolidato: una volta inviati i soldi richiesti attraverso sistemi che non consentono di rintracciare i destinatari del pagamento, i gestori dei gruppi interrompono qualsiasi tipo di comunicazione e non inviano quanto promesso. Lo stesso metodo viene utilizzato da anni per finte vendite di moltissime altre cose, dagli occhiali agli strumenti musicali. Lo raccontiamo qui con magigori dettagli e forse vale la pena che lo giriate a qualche contatto, non solo su Telegram. 

Limbo
I quasi mille volontari che hanno partecipato alla sperimentazione del vaccino “italiano” ReiThera hanno un problema in comune: nonostante siano vaccinati con doppia dose, e nonostante abbiano sviluppato anticorpi, non posso ottenere il Green Pass, perché il vaccino non è ancora riconosciuto dalle autorità sanitarie. 

Per includere i volontari del vaccino ReiThera tra la popolazione vaccinata serve una circolare del ministero della Salute: solo così con due dosi di vaccino sperimentale potranno ottenere il Green Pass. Il ministero ha mostrato il proprio interessamento e ora i volontari auspicano che si possa trovare una soluzione entro il 6 agosto, quando entreranno in vigore le nuove limitazioni legate alla certificazione. Nel frattempo la sperimentazione del vaccino prosegue, tra alti e bassi. Morale
Nei giorni scorsi, in Francia, sono entrate in vigore le restrizioni decise dal governo per contrastare un nuovo aumento di contagi da coronavirus, soprattutto a causa della diffusione della variante delta. Le restrizioni prevedono che l’ingresso in diversi luoghi pubblici e privati sia riservato alle persone che possiedono un certificato COVID-19, che siano cioè completamente vaccinate o risultate negative al virus. Il vaccino è stato inoltre reso obbligatorio per alcune categorie. Provvedimenti simili a quelli assunti nelle ultime settimane in Italia, e che hanno fatto molto discutere.

In Francia i provvedimenti hanno portato a un dibattito ampio e articolato sulle libertà individuali, sulla necessità che una comunità tuteli se stessa, su come ciò debba avvenire e su quali limiti sia necessario porre. 

L’assenza iniziale di restrizioni alla libertà, ad esempio, può portare, a causa di una situazione sanitaria che diventa incontrollabile, all’istituzione di restrizioni successive più severe. A quel punto, non si tratta più di opporre libertà e salute, ma certe libertà ad altre libertà. Assumendo questo ragionamento, in molti hanno dunque fatto notare che se moltissime persone rifiutassero il vaccino o le restrizioni in nome della libertà soggettiva, probabilmente verrebbero di nuovo attivate restrizioni pesanti a quella stessa libertà, come ad esempio un nuovo lockdown. E a quel punto, quale sarebbe, per chi dà la precedenza alla libertà, la migliore alternativa? Quale strategia risulterebbe alla fine la meno restrittiva in termini di libertà?

Proteste
Lo scorso fine settimana, nelle principali città australiane migliaia di persone hanno manifestato contro i lockdown imposti in seguito all’aumento dei contagi da coronavirus riscontrato nelle ultime settimane, in particolare per la diffusione della variante delta. Le proteste più grandi sono state a Sydney, dove ci sono stati scontri tra polizia e alcuni manifestanti e dove più di cinquanta persone sono state arrestate.

Ritardi
I lockdown in Australia si sono resi necessari in parte a causa dei grandi ritardi nella campagna vaccinale. Solo il 14 per cento della popolazione è completamente vaccinato e ci sono poche dosi disponibili per via delle tardive prenotazioni dei vaccini a mRNA da parte del governo australiano, che aveva puntato molto sul vaccino di AstraZeneca.

L’ex primo ministro australiano, Malcom Turnbull, è stato piuttosto categorico nel commentare l’attività del governo: «È stato un fallimento colossale. Il problema è che non si può tornare indietro nel tempo per sistemare ciò che si sarebbe dovuto fare lo scorso anno». Persone in coda a Hyderabad, in India, per ricevere la seconda dose di vaccino contro il coronavirus (AP Photo/Mahesh Kumar A.)
Fine?
Nell’ultima settimana i nuovi casi positivi da coronavirus nel Regno Unito sono diminuiti rispetto alla precedente, facendo circolare le prime ipotesi tra gli analisti su una possibile fine della terza ondata, che era iniziata nel paese intorno alla metà del giugno scorso a causa della più contagiosa variante delta. I casi riscontrati sono stati quasi 230mila negli ultimi sette giorni: la situazione continua a essere difficile, ma la quantità di ricoveri è minore rispetto alle ondate precedenti grazie agli effetti della campagna vaccinale. Occorreranno ancora alcuni giorni per stabilire se la terza ondata nel paese sia davvero entrata nella sua fase discendente, anche perché negli ultimi due giorni i casi sono tornati ad aumentare lievemente.

Variante
La variante delta è affiorata a più riprese nelle notizie che vi abbiamo raccontato finora e vale la pena soffermarsi un momento su questa ingombrante presenza. Una ricerca preliminare da poco pubblicata potrebbe avere identificato le cause del suo successo: c’entrano la quantità di coronavirus prodotto dagli infetti e apparentemente tempi più rapidi nella sua replicazione.

I ricercatori hanno segnalato di avere identificato in media la variante delta a quattro giorni di distanza dal momento del contagio, a differenza dei sei giorni riscontrati tra le persone che avevano contratto le versioni iniziali del virus. Questa circostanza sembra indicare che la variante delta abbia la capacità di replicarsi più velocemente nell’organismo.

Lo studio indica inoltre quanto sia marcatamente più alta la carica virale tra i contagiati con la variante delta rispetto alla versione originaria del coronavirus. Dalle loro analisi hanno stimato una carica virale fino a 1.260 volte più alta, circostanza che sembra spiegare la maggiore contagiosità.

Grecia – vaccini – Chiesa
In Grecia i movimenti contrari alla vaccinazione per il coronavirus e in generale alle misure di prevenzione e alle restrizioni hanno trovato convergenze e alleanze con parte degli ambienti della Chiesa greco-ortodossa, molto potente nel paese. A livello ufficiale sostiene la vaccinazione, ma diversi vescovi e preti hanno fatto propaganda attiva contro il vaccino.

Il governo, guidato da Nuova Democrazia, partito conservatore e di centrodestra, ha ora chiesto ai leader della Chiesa greco-ortodossa di intervenire, ma i partiti di opposizione hanno denunciato la vicinanza e la tolleranza dimostrata da alcuni esponenti della maggioranza nei confronti delle posizioni antiscientifiche espresse negli ambienti religiosi. Si è parlato di uno scontro in corso nel paese tra scienza e religione, descrivendo il ruolo dei sacerdoti greci all’interno del movimento “no-vax”.

Viaggiare
Nelle prossime settimane milioni di italiani saranno in ferie e molti di loro viaggeranno all’estero, con qualche comprensibile apprensione non solo sanitaria, ma anche legata all’avere tutta la documentazione in regola per farlo. Tra Green Pass per viaggiare in Europa e Passenger Locator Form (PLF) non è sempre semplice orientarsi.

Per provare a darvi una mano, abbiamo messo insieme una guida rapida sulla documentazione che vi servirà per viaggiare in Europa, più qualche informazione sulle assicurazioni sanitarie e sui siti utili per avere informazioni in italiano sui paesi di destinazione.

Pausa
Che partiate per le isole, per il mare, per i monti, per il lago o per il parco vicino a casa perché niente ferie, cercate di svagarvi e divertirvi. È inutile specificare di farlo responsabilmente perché con l’assidua frequentazione della newsletter avete già un ottimo livello di preparazione sui rischi, e su come tenerli bassi. E grazie per i numerosi messaggi con consigli, critiche, complimenti e orgogliose dichiarazioni di nuovi abbonamenti al Post. Vorremmo ringraziarvi più spesso, ma sappiamo di piacervi così, sobri e schivi. 

Torniamo a scrivervi dopo agosto, ciao!

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