Come faremo a Natale – Sul Coronavirus, dal Post

Nelle conversazioni dei mesi scorsi, in larga parte assorbite dalla pandemia, non era raro che qualcuno se ne saltasse fuori con un: “Chissà come faremo a Natale”. Ora che a Natale mancano meno di tre giorni abbiamo più o meno idea di come faremo, anche se le indicazioni fornite dal governo alla fine della scorsa settimana – tra eccezioni e qualche ripensamento – non sono chiarissime. Ripassiamo le principali.

I giorni delle feste dal 24 dicembre al 6 gennaio sono sostanzialmente divisi in due tipi: arancioni e rossi.

🔴 I rossi sono i fine settimana, i festivi e i prefestivi.
🟠 Gli arancioni sono tutti gli altri giorni. 

Regole che valgono sempre

Coprifuoco
Dalle 22 alle 5; la notte di Capodanno si prolunga fino alle 7 del mattino.

Spostamenti
Non ci si può spostare tra regioni, se non per motivi di lavoro, salute, necessità o per rientrare al proprio domicilio, residenza o abitazione. Quest’ultima è il posto in cui si vive “con una certa continuità e stabilità”: le persone che vivono abitualmente nella stessa casa possono quindi ricongiungersi.

Negozi
Quelli essenziali sono sempre aperti, gli altri sono chiusi nei giorni rossi. Andarci è una giustificazione valida per spostarsi.

Visite
Ci si può anche spostare una volta al giorno (dalle 5 alle 22) per far visita a una sola casa (di amici, parenti, conoscenti) che si deve trovare nella propria regione. Lo si può fare in due al massimo, eventualmente con l’aggiunta di minori di 14 anni, persone con disabilità o non autosufficienti.

Seconde case
È sempre consentito raggiungerle, ma solo se si trovano nella propria regione e lo si fa nelle ore al di fuori del coprifuoco.

Attività sportiva e motoria
È consentita, all’aperto, in forma individuale e rispettando il distanziamento fisico.

Messe
Vengono celebrate, nelle ore al di fuori dal coprifuoco.

🔴 Regole che valgono solo nei giorni rossi 🔴
Non ci si può spostare dentro e fuori dal proprio comune. Lo si può fare solo per motivi di lavoro, salute, necessità, per andare a far visita a qualcuno (la regola delle visite che abbiamo visto prima) e per rientrare alla propria abitazione. Serve l’autodichiarazione.

🟠 Regole che valgono solo nei giorni arancioni 🟠
Ci si muove liberamente nel proprio comune, senza autodichiarazione.
Si può uscire dal proprio comune solo per lavoro, studio, necessità, salute, per usufruire di un servizio (come un negozio o per fare benzina) che non c’è nella propria città o per uno spostamento regionale per fare visita a qualcuno.
Chi abita in un comune con meno di 5mila abitanti può spostarsi liberamente entro un raggio di 30 chilometri, senza però raggiungere un capoluogo di provincia.

Le regole che abbiamo appena visto dovrebbero coprire buona parte delle esigenze, ma inevitabilmente qualcosa rimane in aree grigie (normare qualsiasi variabile e comportamento è impossibile) e il governo non ha ancora chiarito alcuni dubbi.

Al di là delle regole, valgono comunque di base le buone pratiche che ci fanno ormai compagnia da mesi: usare la mascherina il più possibile, praticare il distanziamento fisico, non rimanere a lungo al chiuso in locali poco aerati, preferire gli incontri all’aperto, lavarsi spesso e bene le mani.

Insomma, ecco come faremo a Natale
 

Variante
Da qualche giorno, ne avrete sentito parlare, c’è grande attenzione intorno a una “variante inglese” del coronavirus SARS-CoV-2, che si è diffusa nel Regno Unito e che sembra rendere più contagiosi rispetto ad altre varianti. Per precauzione diversi governi, compreso quello italiano, hanno sospeso i voli da e verso il Regno Unito in attesa di capirne di più: il paese è praticamente isolato.

Le mutazioni del coronavirus emergono di continuo, portando a varianti che circolano per mesi tra la popolazione. Quella di cui si parla in questi giorni è particolare, perché sembra abbia accumulato un alto numero di mutazioni. Ci sono indicazioni per ritenere che questa circostanza abbia reso la variante in grado di diffondersi più facilmente, ma i dati sono ancora da approfondire. Non ci sono invece a oggi elementi certi per sostenere che la variante causi forme più gravi di COVID-19.

Non sappiamo ancora se la variante renda meno efficaci i vaccini finora sviluppati e/o autorizzati, ma ci sono elementi che sembrano confermare la loro capacità di contrastare il coronavirus; vaccinarsi continuerà quindi a essere la via più importante per ridurne la circolazione.

Qui trovate una guida su cosa sappiamo e cosa ancora no, su questa storia delle mutazioni.

Autorizzazioni
A proposito di vaccini, ieri la Commissione Europea ha autorizzato il vaccino di Pfizer-BioNTech, dopo che nello stesso giorno l’Agenzia europea per i medicinali (EMA) aveva dato il proprio parere favorevole per farlo. Questo significa che entro pochi giorni inizieranno le vaccinazioni in Europa, con criteri che variano tra i singoli paesi, e la scelta di iniziare simbolicamente più o meno nelle stesse date tra il 27 e il 29 dicembre. In Italia è stato scelto il 27 dicembre: in una prima fase le vaccinazioni interesseranno solamente il personale sanitario e sociosanitario, gli ospiti delle case per anziani e delle altre strutture di cura simili. 

In tutto, l’Unione Europea ha prenotato da Pfizer-BioNTech 300 milioni di dosi del vaccino, ma nelle prime settimane le quantità saranno contenute: si dovrebbe entrare a regime nel corso di gennaio. 

Sempre a gennaio dovrebbe essere autorizzato in Europa anche il vaccino di Moderna, che ha da poco ricevuto l’autorizzazione negli Stati Uniti.

Joe Biden si è fatto vaccinare contro il coronavirus, in diretta TV 💉

Allergie
Non ci sono state notizie su particolari problemi per il futuro presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, dopo la vaccinazione. Come tutti i vaccini, anche quello di Pfizer-BioNTech può causare in alcuni individui reazioni avverse temporanee come dolore nel punto dell’iniezione, spossatezza, mal di testa o febbre. I test clinici hanno mostrato come questi effetti siano transitori e di lieve entità nella maggior parte dei casi, ma ci possono essere rare circostanze in cui si sviluppano reazioni allergiche. 

Da quando il vaccino è impiegato nel Regno Unito e negli Stati Uniti è successo dopo alcune somministrazioni, e in un momento di così grande attenzione sul tema queste notizie sono circolate molto e riprese ampiamente dai giornali, in alcuni casi con toni allarmistici. Gli esperti invitano a non arrivare a conclusioni affrettate che potrebbero disincentivare il ricorso alle vaccinazioni per rallentare la pandemia. Il problema ha del resto interessato pochissime persone, a fronte di centinaia di migliaia di vaccinazioni già condotte, senza contare quelle effettuate nei test clinici i mesi scorsi.

Come è andata a finire
Ricordate il test di massa organizzato dall’Alto Adige e che aveva ottenuto la partecipazione di circa 362mila abitanti sui 530mila nella provincia autonoma? Aveva permesso di rilevare 3.619 casi positivi, ma a un mese di distanza, i dati dicono che non tutto è andato secondo i piani. Gli esperti confidavano che gli effetti del test di massa fossero paragonabili a quelli di un lockdown piuttosto rigido, eppure le cose sono andate diversamente e con risultati poco soddisfacenti.

Europa
Se guardiamo i dati della pandemia in Europa, notiamo che nelle ultime settimane una maggiore incidenza di nuovi casi positivi è stata rilevata nei paesi dell’Est. Croazia, Slovenia e Ungheria sono tra gli stati dove sono stati registrati più contagi negli ultimi 14 giorni, rispetto alla popolazione, con quantità tra il doppio e il triplo rispetto all’Italia.

Casi di contagio per 100.000 abitanti negli ultimi 14 giorni

Francia e Spagna sono tra i paesi con una minore quantità di nuovi contagi, dopo i mesi difficili tra fine estate e inizio autunno, mentre in Svezia i numeri non sono buoni. 

Tra i paesi in cui i contagi aumentano, la Danimarca ha registrato quasi il 72 per cento dei casi in più nelle ultime due settimane rispetto alle due precedenti; in Slovacchia la percentuale è stata del 41 per cento, nei Paesi Bassi del 34 per cento, nei paesi baltici tra il 20 e il 30 per cento, in Svezia del 17 per cento. La Germania, che da alcuni giorni ha a sua volta adottato misure più restrittive che saranno mantenute per un mese, ha registrato un aumento dei contagi del 13 per cento. Qui trovate tutti gli altri dati.

Nascite
L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha diffuso il suo rapporto annuale sulla natalità in Italia. Nel 2019 è proseguita la tendenza alla diminuzione delle nascite, che prosegue ormai dal 2008: ci sono state 420.084 nascite, quasi 20mila in meno rispetto al 2018 (meno 4,5 per cento) e oltre 156mila in meno rispetto al 2008. 

Sul 2020, segnato dalla pandemia, per ora ci sono dati provvisori, che sembrano confermare la tendenza al calo della natalità: nel periodo gennaio-agosto 2020, le nascite sono state 6.400 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019. Secondo l’ISTAT ci si può attendere una riduzione ulteriore delle nascite almeno di 10mila unità a fine dicembre, anche senza tenere conto degli effetti della pandemia.

Nel mondo
🇹🇭 In Thailandia è stato rilevato il più grande focolaio di coronavirus dall’inizio della pandemia.
🇩🇰 Il parlamento danese ha deciso di riesumare circa 4 milioni di visoni che erano stati abbattuti a metà novembre, per precauzione, dopo che nel paese erano stati riscontrati contagi da coronavirus sia tra questi animali sia tra alcuni allevatori. In certe zone i visoni sono stati sepolti in maniera frettolosa e adesso la loro decomposizione fa temere il rischio di nuove contaminazioni. Ma è solo una parte del problema.
🇺🇸 Il Congresso degli Stati Uniti ha approvato un piano di sostegno a famiglie e imprese da 900 miliardi di dollari.

Grazie e auguri
Sarà il periodo, saranno i decreti, ma oggi vi salutiamo più calorosamente del solito, attenti comunque a mantenere il distanziamento fisico. Desideriamo ringraziare chi ci segue assiduamente da ormai dieci mesi e, allo stesso modo, chi ci ha scoperti da poco e magari ci ha fatto scoprire a qualcun altro. Un grazie complice va ai tanti che hanno scelto di abbonarsi al Post, per sostenerlo e per fare in modo che molte delle cose che fa, compresa questa newsletter, continuino a essere gratuite e accessibili a tutti. Un abbonamento al Post è un bel regalo, per voi, per qualcuno a cui volete bene, per noi e per tutti gli altri.

Noi ci sentiamo martedì prossimo. Dai, comunque vada, ci ricorderemo di questo Natale. Se potete, viziatevi un po’. Ciao!

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