Consulta e CSM: assalto alla diligenza

Di Raffaele CARDILLO

Stiamo assistendo in questi giorni all’ignobile farsa che la politica, per mezzo dei suoi indegni rappresentanti, sta fornendo all’opinione pubblica, uno spettacolo indecoroso fatto di agguati, di trabocchetti, giocati sulla pelle dei predestinati di turno e non digeriti dalla parte avversa.
Il motivo del contendere è la nomina, da parte del Parlamento, dei cinque giudici della Corte Costituzionale e degli otto membri laici del CSM.
Una guerra senza esclusione di colpi, una sfrenata rincorsa all’accaparramento di adesioni anche da parte dello schieramento avverso, pur di raggiungere l’agognato obiettivo.
Il teatrino della politica è in pieno fervore creativo, sfornando a ripetizione squallide performance da commedia degli orrori, una desolante interpretazione di guitti di terz’ordine.
All’apparenza sembra che i giochi siano fatti, tutto dovrebbe procedere senza intoppi, grazie al Patto del Nazareno, dove pare si decise il prossimo futuro della politica italiana, un’indegna spartizione di poteri e di poltrone, consumata con la solita protervia, noncurandosi delle legittime attese, di un popolo che langue e necessita di risposte urgenti per la sua sopravvivenza.
In totale dispregio alle più elementari forme di solidarietà che dovrebbero connaturare ogni cittadino benpensante, i nostri eroi perseguono con fredda determinazione i loro obiettivi, trascurando e misconoscendo la missione di cui erano investiti, sollazzandosi e distraendo fondi che, forse incautamente, erano stati loro affidati.
Stiamo assistendo a un inquinamento di vasta portata di organi che svolgono funzioni squisitamente super partes e che, perlomeno sulla carta, dovrebbero essere costituiti da personaggi di alto profilo che non debbano avere caratteri marcatamente politici: il loro magistero è così di notevole rilievo che non può essere condizionato da criteri di appartenenza.
In tal modo sarebbe svilito il modus operandi di un’Istituzione essenziale per la vita democratica del Paese.
Ancora una volta la politica sta tentando di occupare i gangli vitali della Nazione, mettendo a repentaglio la sacralità degli ideali propugnati dai nostri Padri Costituenti.
Un indegno condominio, una volgare intrusione di elementi spuri, deleteri e demolitivi, che concorre a fornire un’immagine deturpata priva di qualsiasi valore estetico.
Quello che sconvolge è che, i potenziali destinatari di queste cariche molto rappresentative, pare che non abbiano i necessari requisiti per assolvere il delicato incarico.
Addirittura qualche candidato risulta inquisito e sembra che non abbia un passato adamantino, prescindendo dalle qualità di ordine professionale e culturale.
Per i detentori della cosa pubblica questi sono semplici dettagli, sono quisquilie che non assumono rilevanza nel gioco delle cariche.
Contaminare questi organi costituzionali con soggetti inadeguati, non in possesso delle necessarie caratteristiche per l’insediamento, si concorre a sgretolare quelli che erano i pilastri di una democrazia rappresentativa.
Un attacco massiccio alle Istituzioni e una resa alle infiltrazioni destabilizzanti, può essere il preludio di una possibile deriva autoritaria con le conseguenze che preferiamo non evocare.
E’ d’obbligo a questo punto l’invocazione alla massima carica dello Stato, che sgombri il campo e attui il necessario repulisti, restituendo quella dignità a degli organismi ritenuti fondamentali per il nostro Stato di diritto.