Convegno web sul tema organizzato da FortuneItalia in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Scienza e Salute, CittadinanzAttiva e #VITA (Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate)

COMUNICATO STAMPA / 1

Sedicimila Terapie Avanzate in sperimentazione, 60 in arrivo

Ecco la nuova frontiera contro le malattie (oggi) incurabili

I geni usati come farmaci per sostituire le parti difettose delle cellule malate con la loro versione corretta. Tutto il mondo guarda allo sviluppo di questi farmaci rivoluzionari e già entro la fine di questo decennio ne arriveranno 60, capaci di trattare più di 350 mila pazienti. Serve però rendere sostenibili i costi per i servizi sanitari europei, riqualificando le spese correnti a spese di investimento. Non dovrebbe essere un problema, considerando che è stato scelto lo stesso sistema per le spese militari. Sileri: “La sinergia a livello politico e tecnico, nazionale ed europeo, sarà cruciale per individuare modelli organizzativi e di finanziamento che garantiscano piena uniformità all’accesso di queste cure”

Roma, giovedì 22 aprile 2021 – Il 2030 sarà l’anno domini della medicina che curerà i nostri figli e nipoti. Entro il prossimo decennio infatti oltre 350 mila persone malate, con un incremento di 50 mila ogni anno, saranno curate con alcune delle 16 mila Terapie Avanzate attualmente in sperimentazione. Un progresso solo apparentemente silenzioso, ma inarrestabile, su cui sono già impegnate oltre 450 aziende nel mondo sullo sviluppo delle terapie geniche (appartenenti alla più ampia categoria delle terapie avanzate dove le aziende coinvolte sono 900). Sarà una rivoluzione per il malato e per la società. La vera nuova frontiera della medicina che oggi spazia dalle malattie genetiche e, in particolar modo quelle rare, al cancro, passando per le malattie autoimmuni e le malattie infettive. Queste nuove tecnologie nascono dall’idea di usare i geni, alla base del funzionamento delle cellule, come se fossero minuscoli pezzi di ricambio capaci di sostituire le parti difettose. Grazie a questi si possono ristabilire, correggere o modificare le funzioni fisiologiche compromesse nei malati. I costi iniziali per i sistemi sanitari dovranno essere gestiti nell’ambito della sostenibilità, adeguando gli strumenti di contabilità nazionale ed europea che oggi qualifica tutta la spesa farmaceutica come un ‘costo’ e non tiene conto che, grazie al progresso tecnologico, in alcuni casi sono presenti evidenti elementi di ‘investimento’: sono one shot, e producono benefici immediati e duraturi nel tempo. Ciò consentirebbe di compensare contabilmente la spesa annuale con il risparmio per il SSN generato dalla terapia, garantendone così l’accesso a un numero più elevato di pazienti potenzialmente eleggibili. Attualità e strategie per affrontare il tema della sostenibilità delle cure del futuro è il tema del convegno digitale “Terapia Avanzate: come arrivare ad un cambio di paradigma sostenibile” organizzato da FortuneItalia con l’Intergruppo Parlamentare Scienza e Salute, CittadinanzAttiva e l’associazione #VITA (Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate) composta da aziende impegnate nella ricerca in questo settore, seguito da una tavola rotonda con le Istituzioni. 

“La soluzione è in un cambiamento di prospettiva che porti a considerare questa spesa come un investimento e non come un costo – spiega Americo Cicchetti,professore ordinario Organizzazione Aziendale Università Cattolica del Sacro Cuore e Direttore ALTEMS–. Le Terapie Avanzate, infatti, offrono benefici non solo nel breve, ma soprattutto nel lungo periodo. Non solo per la salute e il benessere delle persone, ma anche in termini di risparmi diretti ed indiretti: nel caso di terapie curative, si assiste ad un miglioramento radicale della storia naturale della malattia con la completa eliminazione di terapie e cure che spesso si prolungherebbero per l’intera esistenza della persona. All’impatto sulla salute si aggiunge un altrettanto importante impatto sulla qualità della vita e sulla produttività sul lavoro. Quest’ultimo impatto riguarda anche caregivers avranno la possibilità di lavorare a tempo pieno e, proprio come quelli che un tempo erano pazienti, potranno ricominciare a produrre reddito, con vantaggi a cascata per il gettito fiscale e il sistema pensionistico”.

“Bisognerebbe contabilizzare una spesa di questo tipo come investimento, cosa che oggi non avviene in nessun Paese Europeo – fa notare Mauro Marè, Professore Ordinario Scienza delle Finanze Luiss Business School–. Se fosse consentito, invece, si potrebbe ammortizzare il costo negli anni di queste terapie in funzione dei risparmi generati nel tempo. Un approccio totalmente innovativo, che avrebbe la caratteristica di una formula ‘win win’: vantaggiosa sia per il paziente, che beneficerebbe di cure altamente innovative ed efficaci, sia per il Servizio sanitario nazionale, che potrebbe ammortizzare negli anni il costo della terapia. Per raggiungere questi risultati serve coraggio. Occorre rivedere ed aggiornare profondamente le convenzioni contabili attuali, considerando che parte delle spese sono necessarie per aumentare lo stock di capitale e il patrimonio economico di una nazione – sono quindi decisive per il futuro di un paese e la sua sostenibilità economica – e che per questo le spese per Terapie Avanzate possono essere considerate, almeno in parte, come spese di investimento. Del resto con la revisione del Sistema Europeo dei Conti (SEC) del 2010 anche le spese militari sono state riqualificate da spese correnti a spese di investimento”.

Al progetto è da tempo impegnato in prima persona anche il Sottosegretario alla Salute, il senatore Pierpaolo Sileri“Nell’anno della pandemia abbiamo capito l’importanza di adeguate risorse in sanità. Le Terapie Avanzate rappresentano un potenziale unico di cura su cui è importante investire, sia per il sistema salute sia per quello Paese. La sinergia a livello politico e tecnico, nazionale ed europeo, sarà cruciale per individuare modelli organizzativi e di finanziamento che garantiscano piena uniformità all’accesso di queste cure, nel rispetto dei principi di equità, universalità e sostenibilità”.

Tra i centri maggiormente impegnati in questo tipo di ricerca, in Italia troviamo l’IRCCS San Raffaele di Milano, il Centro di Medicina Rigenerativa (CMR) “Stefano Ferrari” dell’Università degli Studi di Modena E Reggio Emilia, l’IRCCS Bambino Gesù di Roma, il Centro Clinico NeMO del Policlinico Gemelli sempre a Roma, l’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli. 

Ma quali sono i principali punti di forza delle Terapie Avanzate? “Anzitutto vengono somministrate con un unico trattamento a differenza dei farmaci e dei protocolli tradizionali usati per le altre patologie, che prevedono cure ripetute e regolari, con un evidente disallineamento temporale tra costi attuali, concentrati nel breve periodo, e benefici futuri, diffusi su un più lungo orizzonte temporale – sottolinea Antonio Gaudioso presidente di CittadinanzAttiva –. Inoltre intervengono in modo diretto sulle cause della malattia che vogliono curare, non dunque soltanto con l’obiettivo di mitigarne i sintomi. E ciò offre nuove prospettive di guarigione ai pazienti affetti da patologie che, fino a oggi, erano prive di una soluzione terapeutica anche nella prospettiva della prevenzione. Quante volte in passato abbiamo detto che la salute non va vista solo come un costo, ma deve diventare un investimento? Il cittadino-paziente deve sapere che per la prima volta questo diventa finalmente possibile anche da un punto di vista tecnico, visto che esistono gli strumenti contabili per farlo. Spendere ora per queste terapie rappresenta un enorme beneficio per le generazioni future. Un’occasione da non perdere”.

Lo sviluppo delle Terapie Avanzate riveste un ruolo fondamentale nel trattamento e nella prevenzione di diverse patologie: “Le malattie geniche vere e proprie, quelle oncologiche e quelle a lunga prognosi. Qualche esempio? Dall’emofilia A e B al Parkinson, dall’atrofia muscolare spinale alla distrofia muscolare di Duchenne, passando per la talassemia e le mutazioni associate alla distrofia retinica. Ma ce ne sono tante altre ancora” – conclude Angela Ianaro, presidente Intergruppo Parlamentare Scienza ed Innovazione –.Di fronte a tale rivoluzionaria tecnologia le istituzioni, le associazioni dei pazienti e l’industria devono lavorare insieme per trovare soluzioni coraggiose ed innovative che garantiscano un accesso universalistico all’innovazione evitando che convenzioni contabili ed esigenze di razionamento si pongano come un ostacolo”.  

COMUNICATO STAMPA / 2

Le voci dei protagonisti

Le posizioni dei politici impegnati nel lavoro su terapie avanzate a margine dell’incontro organizzato da FortuneItalia in collaborazione con l’Intergruppo Parlamentare Scienza e Salute, CittadinanzAttiva e #VITA (Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate)   

Terapie avanzate, i sistemi sanitari ‘bloccati’ dall’Europa 

Sileri: “Lavorare per rendere accessibile l’innovazione”

Gli interventi dei parlamentari Cattoi, Manca, Noja, Pirro fanno il punto sui prossimi passi da compiere per l’Italia, sia in Europa che a livello interno. Il primo è un intervento normativo per allineare le spese per cassa a quelle per competenza, adottando modello capace di renderne sostenibile il costo per il SSN, quindi l’Istituzione di un Fondo rotativo per il rimborso diretto delle spese sostenute per l’acquisto (da parte dei centri accreditati per la somministrazione) di tali terapie

Roma, giovedì 22 aprile 2021 – Armi si, terapie avanzate no. In questo momento in Europa le spese per le prime sono considerate un investimento, quelle per le seconde sono considerate un costo. Sembra una differenza sottile, in realtà non lo è. Perché cambiano i rapporti con le politiche di bilancio degli Stati membri. Le Terapie Avanzate sono la vera nuova frontiera della medicina per la cura delle malattie geniche, quelle rare, ma anche cancro, malattie autoimmuni e malattie infettive. Queste nuove tecnologie nascono infatti dall’idea di usare i geni, alla base del funzionamento delle cellule, come se fossero minuscoli pezzi di ricambio capaci di sostituire le parti difettose. Grazie a questi si possono ristabilire, correggere o modificare le funzioni fisiologiche compromesse nei malati. Ora dunque l’Italia è pronta a fare la sua parte per chiedere un cambio di rotta in questo ambito. Il sostegno è già stato annunciato dal Sen. Pierpaolo Sileri, sottosegretario alla Salute. Ma anche molti parlamentari impegnati in questo ambito sono intervenuti al convegno digitale “Terapia Avanzate: come arrivare ad un cambio di paradigma sostenibile” è stato seguito dai parlamentari impegnati in questo ambito. L’evento, organizzato da FortuneItalia con l’Intergruppo Parlamentare Scienza e Salute, CittadinanzAttiva e #VITA (Valore e Innovazione delle Terapie Avanzate) il gruppo di lavoro delle aziende impegnate nella ricerca in questo settore, si è svolto oggi a Roma.

“La sinergia a livello politico e tecnico, nazionale ed europeo, sarà cruciale per individuare modelli organizzativi e di finanziamento che garantiscano piena uniformità all’accesso di queste cure”, sono alcune delle parole pronunciate dal Sottosegretario Pierpaolo Sileri

Ma non sono state le uniche. “Molte delle Terapie Avanzate già oggi disponibili hanno forti elementi di investimento per il sistema sanitario, che vanno valorizzati – gli ha fatto eco il Sen. Daniele Manca, membro della Commissione Bilancio del Senato – È impensabile che l’ultimo aggiornamento del SEC 2010 abbia considerato le spese militari quali spese di investimento, mentre le Terapie Avanzate, che riescono a curare o a trasformare la storia clinica del paziente, ancora non vi rientrino. Con un intervento normativo, si possono allineare le spese per cassa a quelle per competenza, adottando anche per queste spese un annuity model capace di renderne sostenibile il costo per il SSN.  Si tratta di una grande opportunità per garantire a tutti il diritto alla salute…spostare una quota della spesa sanitaria verso gli investimenti è indispensabile per garantire al nostro paese una più efficace riorganizzazione della spesa sanitaria”.

“Il Covid-19 – ha precisato l’On. Vanessa Cattoi, Membro Commissione Bilancio della Camera – ci ha insegnato l’importanza degli investimenti sulla salute delle persone e questo deve farci riflettere sulla necessità di un ripensamento della governance della spesa farmaceutica, a partire proprio da quelle Terapie Avanzate che presentano chiari elementi di investimento. Il Parlamento deve contribuire ad impostare un diverso approccio strategico sulla visione futura del Paese e su ciò che può renderlo competitivo, dotando il Governo di adeguati strumenti tramite i quali agire”.

E le opzioni di intervento non mancano di certo. “Per dare seguito agli impegni inseriti nella risoluzione parlamentare sul PNRR – spiega la Sen. Elisa Pirro, Membro Commissione Igiene e sanità del Senato – si potrebbe ipotizzare l’istituzione di un Fondo rotativo per il rimborso diretto delle spese sostenute per l’acquisto da parte dei centri accreditati per la somministrazione di tali terapie, le quali dovranno rispettare determinati criteri di accesso, soprattutto sulla loro capacità di generare benefici diretti ed indiretti sul sistema con effetti pluriennali”.

Per intervenire certamente serve ripensare tutti i sistemi sanitari europei in una visione più lontana e lungimirante nel tempo. “Il Sistema Sanitario italiano ha bisogno di profonde revisioni, sia a livello organizzativo che di prestazione delle cure, al momento altamente disomogeneo su tutto il territorio – spiega l’On. Lisa Noja, Membro Commissione Affari Sociali della Camera –. Dobbiamo dunque cogliere l’occasione data dalle risorse stanziate con il PNRR per rispettare appieno i nostri principi costituzionali e garantire un sistema di cure universalistico e accessibile a tutti i pazienti elegibili. Non è pensabile limitare la platea per non violare convenzioni contabili assolutamente da rivedere”.

#VITA (Valore ed Innovazione delle Terapie Avanzate) è un gruppo di aziende farmaceutiche specializzate nel settore delle terapie avanzate (ATMP), che con il coinvolgimento indipendente di vari stakeholders di riferimento -dalla società civile al mondo accademico-  intende promuovere la diffusione e la valorizzazione delle Terapie Avanzate con le seguenti finalità: (a) diffondere in modo trasparente la conoscenza tra i vari stakeholders del valore innovativo e dei benefici terapeutici delle ATMP per i pazienti e cittadini; (b) assicurare che gli stessi stakeholders acquisiscano dati e fatti oggettivi in merito alle opportunità e alle criticità  delle ATMP al fine di avviare un dialogo costruttivo per garantire ai pazienti ed alle strutture sanitarie un pronto accesso all’innovazione. Fanno parte di #VITA: bluebird bio, Celgene-Bristol-Myers Squibb, Gilead, Pfizer e Roche 

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