DAL 19 MARZO SCORSO, IL GENIO CREATIVO DI ESCHER ALEGGIA SU CATANIA. LA MOSTRA DELL’ARTISTA FIAMMINGO, APERTA FINO AL 17 LUGLIO

di Daniele Palazzo.

 

CATANIA-In esposizione, a Catania, una vasta selezione di opere del grande pittore olandese Maurits Cornelis Escher (1898- 1972). Si tratta di cinquanta tele, autentici capolavori di arte e creatività, che fanno parte della medesima mostra. Inserita  nell’ambito del programma “Valore e Cultura” , curata dai critici ed esperti d’arti visive, Marco Bussagli e Federico Giudice, ripercorre le fasi più importanti e significative del maestro fiammingo del pennello. L’importante esposizione, inaugurata il 19 marzo scorso, presso il Palazzo della Cultura della splendida cittadina ai piedi dell’Etna, dove è tutt’ora ospitata, chiuderà i battenti il 17 settembre prossimo. Ben otto le sezioni(racchiudono, in maniera più che significativa, tutte le fasi temporali della produzione di un artista molto amato ed apprezzato in tutto il mondo) che caratterizzano e rendono unica ed irripetibile il grande appuntamento, di cultura e creatività, materializzatosi, come d’incanto, nel Palazzo catanese della Cultura. La mano d’oro della “tavolozza” proveniente dalla cosiddetta “Terra dei Tulipani” è molto conosciuta e considerata anche in Italia e, segnatamente, in Sicilia, dove, stabilendosi in Catania, Escher riabbracciò, per l’ultima volta la terra dei luoghi che lo avevano fortemente ammaliato, ispirando molta parte della

sua produzione grafica e litografica. Sono databili proprio al periodo catanese alcuni dei meglio dei “pezzi” più belli ed apprezzati del lavoro di Escher, che, oggi, come è giusto che sia, è considerato tra i massimi esponenti dell’arte moderna. Tra i suoi lavori più intensi, vibranti e decisi della maestria escheriana, ricordiamo

alcune delle litografie più famose e riuscite, quali “La colata di lava del monte Etna”(1928), ”Autoritratto”(1929), “Tempio di Segesta”(1932), “Mano con Sfera Riflettente(1935), “Giorno e Notte”(1938),“Mani che disegnano”(1948), “Pozzanghera”(1952), “Mano con sfera riflettente” (1935), “Vincolo d’unione” (1956), e

“Relatività”(1953) e, scusaci tanto se, per ragioni puramente tecniche, il nostro elenco è così scarno. Come indicato anche in un documento, opportunamente diffuso a cura del Comitato organizzatore di quello che non pochi esperti del settore amano indicare come l’evento artistico-culturale dell’anno, la mostra escheriana è stata e sarà visitabile, fino alla chiusura, dal lunedì al venerdì, tra le ore 10.00 e le ore 17.00, il sabato dalle ore 10.00 e le ore 24.00, la domenica dalle ore 10.00 alle ore 20.00. Con la bella parentesi che, l’11 aprile scorso, il medesimo allestimento d’arte e cultura è stato reso fruibile gratuitamente, anche se solo per una giornata, per tutti gli interessati. Tra le opere più “gettonate” dell’intera esposizione, anche quelle imperniate sul tema del limite del cerchio, dove un motivo ripetitivo si espande nell’infinitamente piccolo, e su quello del moto perpetuo, dove un trucco percettivo permette il disegno di una cascata che aziona un mulino e la stessa acqua torna ad alimentare la cascata, nonché quelli delle tassellature degli spazi bi e tridimensionali, impieganti “tessere” ripetute con tutte le possibili variazioni, e dei Dischi di Poincaré, il cui fascino artistico esercita ancora una forte presa sui tanti appassionati del campo espressivo che ha reso grande e famoso l’artista olandese di cui ci interessiamo. Dunque, anche con la mostra su Escher, anche in considerazione del clamore e della vasta eco di risonanza suscitata dall’importante evento espositivo, può assurgere a polo di cultura e ricerca del bello dell’arte, non solo pittorica, a livello planetario.

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