Deficit di cassa da 450 MILA EURO e stipendi non pagati a CANCELLO ED ARNONE . Tessitore chiede la revoca del servizio di tesoreria ai Santarpia. La Getet: “L’ente si trova in una situazione di dissesto”

Situazione finanziaria complicatissima per le casse del comune amministrato da Pasqualino Emerito

CANCELLO ED ARNONE – Il rapporto lavorativo tra la Getet, la società dei Santarpia, di Frignano, e il comune guidato da Pasqualino Emerito, risale a qualche anno fa (e di questo ne abbiamo scritto in abbondanza CLICCA QUI): servizio di tesoreria, ma non solo, anche riscossione tasi e tari.

Dopo la “bacchettata” all’amministrazione inflitta dalla Corte dei conti (CLICCA QUI), qualcosa, però, nella macchina municipale, si è inceppato e, stando a quanto scritto dai togati contabili, era più che preannunciabile.

Tra i gravi effetti scaturiti da questo blocco, in questi giorni registriamo la mancanza dei pagamenti, ai dipendenti comunali, delle spettanze di ottobre.

Emerito, probabilmente, ci ha riflettuto un po’ su, e poi, dopo un ampio carteggio (che pubblichiamo nel file in calce all’articolo) con la Getet è arrivato ad una decisione raccolta esplicitata con la determina n°39, firmata dal dirigente Tessitore, attraverso la quale si è “ritenuto, – riportiamo testualmente, – necessario provvedere alla revoca del servizio di tesoriera affidato” all’azienda dell’agro aversano.

Questo atto, infatti, è figlio di una nota, precedente alla determina, scritta dal sindaco Emerito, dove evidenziava “l’interruzione del servizio di tesoreria”, interruzione che, inevitabilmente “implica il blocco di tutte le attività ordinarie dell’ente, comprese l’erogazione dei servizi indispensabili”, e dove chiedeva, quindi, al responsabile dell’Area 1 di attivare “ogni procedere per dirimere l’insorgenda vertenza con il tesoriere comunale ai fini della salvaguardia dell’interesse pubblico”

In un altro documento ufficiale, sempre firmato da Tessitore, si esegue, inoltre, un quadro abbastanza descrittivo dello stato delle casse pubbliche: il deficit di è di 450 mila 181 euro, non risultano pagate le rate mutui alla Cassa Depositi e Prestiti e, per concludere, sono presenti pignoramenti che gravano su alcuni conto correnti dell’ente (anche se il comune ha inoltrato all’Ente Poste la sentenza per lo svincolo delle somme depositate).

A questi appunti la Getet ha risposto, affermando, senza troppi fronzoli, che “l’ente si trova in una situazione di dissesto per cui non è possibile garantire neanche gli stipendi”.

La situazione finanziara, ormai è palese, se non è tragica, poco ci manca. Bisogna reagire, tagliare il superfluo, individuare potenziali sprechi. Siamo d’accordo che la non roseità delle finanze ha radici lontane, ma guardare e incolpare il passato, soprattutto quando si è al governo dal 2006, non serve. Adesso occorre rimediare.

Magari, la minoranza, ridestandosi completamente, tornando, quindi, ad adempiere al suo ruolo, e non aspettando, cinicamente, alla foce lo sfaldamento comunale, potrebbe contribuire, per il bene della comunità, al miglioramento della critica situazione, individuando e chiedendo lo stop alle dispersioni non utili di denaro pubblico

Giuseppe Tallino

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