DOMENICA 18 APRILE 2021 – Vangelo di Luca 24, 35-49

RADICALE CAMBIAMENTO PER LA VITA
Vangelo di Luca 24, 35-49

Essi poi riferirono ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane. Mentre essi parlavano di queste cose, Gesù in persona apparve in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Stupiti e spaventati credevano di vedere un fantasma. Ma egli disse: «Perché siete turbati, e perché sorgono dubbi nel vostro cuore? Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io! Toccatemi e guardate; un fantasma non ha carne e ossa come vedete che io ho». Dicendo questo, mostrò loro le mani e i piedi. Ma poiché per la grande gioia ancora non credevano ed erano stupefatti, disse: «Avete qui qualche cosa da mangiare?». Gli offrirono una porzione di pesce arrostito; egli lo prese e lo mangiò davanti a loro. Poi disse: «Sono queste le parole che vi dicevo quando ero ancora con voi: bisogna che si compiano tutte le cose scritte su di me nella Legge di Mosè, nei Profeti e nei Salmi». Allora aprì loro la mente all’intelligenza delle Scritture e disse: «Così sta scritto: il Cristo dovrà patire e risuscitare dai morti il terzo giorno e nel suo nome saranno predicati a tutte le genti la conversione e il perdono dei peccati, cominciando da Gerusalemme. Di questo voi siete testimoni. E io manderò su di voi quello che il Padre mio ha promesso; ma voi restate in città, finché non siate rivestiti di potenza dall’alto».

I Vangeli di queste domeniche (oggi Luca 24, 35-49) ci propongono la riflessione fondamentale della nostra vita: quella del rapporto fra morte e vita, fra sfiducia, angoscia, mancanza di speranza e ripresa della fiducia, di una discreta serenità, una possibile speranza. Sono dimensioni esistenziali da noi conosciute e che riguardano le storie personali, le relazioni, le situazioni di comunità e popoli, dell’intera umanità.
Oggi leggiamo un altro incontro di Gesù Risorto, Vivente oltre la morte con i suoi discepoli proprio mentre due di loro stanno raccontando l’esperienza inattesa e straordinaria dell’incontro con Lui sulla strada che da Gerusalemme raggiunge Emmaus. I vissuti degli undici discepoli di fronte a Gesù che sta in mezzo a loro sono diversi: stupore, paura e poi gioia intensa. Gesù li rassicura con l’invito a guardare le cicatrici delle sue mani e dei suoi piedi, con la richiesta di poter mangiare qualcosa: di fatto poi un po’ di pesce arrostito.
Non è una visione, non è un fantasma, è proprio Lui che ricorda come aveva loro preannunciato il suo itinerario di dolore, morte e poi di vita, di speranza.
C’è stata la possibilità arricchente di leggere nei giorni di Pasqua alcune riflessioni importanti condivisibili da molte persone. Così lo psicanalista Massimo Recalcati: “La fedeltà all’evento Gesù Risorto è ciò che fa esistere ora non al passato remoto la resurrezione: la morte non è, non può essere l’ultima parola sulla vita… la vita giusta è la vita viva, è la vita che genera la vita e che sa generare i frutti… come l’amore, la risurrezione sarà sempre possibile”. Così la filosofa dell’etica Michela Marzano: “Abbiamo bisogno tutti di parole come quelle del papa che ha parlato di risurrezione e speranza per risorgere dentro e ricominciare a sperare. Credere che la vita sia più forte della morte perché ci sono strade da percorrere e strade da attraversare e sogni da realizzare e poi l’amore che sopravvive anche quando si è perso tutto il resto. Il punto è quello di rialzarci e di ricominciare anche quando si è caduti, a pezzi “invocando ciò che non c’è ancora”, come scrisse il filosofo del “principio speranza” Ernst Bloch.
Gesù incarica i discepoli guidati e animati dalla forza dello Spirito di portare a tutti i popoli l’invito a cambiare vita.
Questa universalità trova oggi un’evidenza drammatica e l’urgenza e la necessità di un radicale cambiamento di paradigma per la salvezza dell’umanità e della casa comune in cui abita. Il cambiamento si realizza con il passaggio dal paradigma capitalista, tecnocratico, economicista a quello dell’orizzonte comune della giustizia e della fratellanza, senza più violenze, armi e guerre; dell’ecologia integrale, di una spiritualità creativa che animi e sostenga il cambiamento, di una continua cura e protezione reciproca a livello planetario, compresi i vaccini per tutti, da internazionalizzare, come ha detto papa Francesco il giorno di Pasqua.

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