Don Franco Galeone e il buon mese di Febbraio 2016

 (Fra ‘il tempo’ di s. Agostino, ‘il sorriso’ di Madre Teresa e ‘la zampane’ di Trilussa).
1. Una riflessione di s. Agostino.
2. Un PP che, con una serie di foto, che hanno fissato l’attimo di situazioni particolari; anche oggi fa fiorire un sorriso, del quale si ha tanto bisogno in questo mese di Febbraio ritenuto funesto perché bisesto.

Dice Madre Teresa:

Un sorriso non costa nulla e rende molto.
Arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona.
Non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.
Nessuno è così ricco da poterne fare a meno.
Nessuno è così povero da non poterlo dare.
Crea felicità in casa;
è sostegno negli affari;
è segno sensibile dell’amicizia profonda.
Un sorriso dà riposo alla stanchezza;
nello scoraggiamento rinnova il coraggio;
nella tristezza è consolazione;
d’ogni pena è naturale rimedio.
Ma è bene che non si può
comprare, né prestare, né rubare,
poiché esso ha valore solo nell’istante in cui si dona.
E se poi incontrerete talora chi non vi dona l’atteso sorriso, siate generosi e date il vostro;
perché nessuno ha tanto bisogno di sorriso
come chi non sa darlo ad altri.

BUON MESE DI FEBBRAIO 2016

La riflessione di S. Agostino sul tempo è certamente una delle più profonde ed originali di tutta la sua ricerca filosofica e teologica. Anche se non è oggetto di un trattato specifico, ad esso dedica un intero libro, l’XI delle Confessioni, la sua opera più affascinante ed esistenziale, un best seller, anzi un long seller anche nei nostri giorni. Che cos’è il tempo? – si domanda Agostino. Chi saprebbe spiegarlo in forma piana e breve? Eppure quale parola più familiare e nota del tempo ritorna nelle nostre conversazioni?Cos’è dunque il tempo? Se nessuno m’interroga, lo so; se volessi spiegarlo a chi m’interroga, non lo so. Martin Heidegger, uno dei più noti filosofi esistenzialisti del secolo scorso, compromesso per tanti aspetti con il nazismo, nel saggio Essere e Tempo, rifacendosi ad Agostino, affermò che gli mancavano le parole per poter parlare di questo argomento.

Se nessuno m’interroga, lo so. Penso che non ci sia studente che di S, Agostino non conosca questa sua affermazione. È una esperienza che tutti abbiamo fatto a scuola. I problemi sorgevano quando ciò che credevamo di conoscere anche bene diventava oggetto di verifica da parte di altri. Quello era certamente il momento in cui ci si sentiva solidali con il buon Socrate, il padre della filosofia: Io so una cosa sola, so di non sapere niente.

Ecco, allora, il Passato come Storia; il Futuro come Mistero; e l’Oggi? L’Oggi come Dono. Proprio perché Dono, l’Oggi lo chiamiamo Presente. Gli antichi Romani erano convinti che i nomi rivelassero l’essenza, la realtà più profonda delle cose e delle persone. Nelle Istituzioni di Giustiniano trova la sua origine la massima: Nomina sunt consequentia rerum. I nomi sono conseguenti alle cose. I nomi sono un presagio, un destino; perché nei nomi delle cose è segnato il loro destino. Il tempo presente, quindi, è dono. Ma se il Presente è Dono, nel tempo che viviamo questo dono sembra avvelenato. E’ un dono il grido di dolore di tante, tantissime madri che piangono i loro figli scomparsi nel l’attraversamento del Mediterraneo? Che lugubre presente la figura riversa sulla sabbia dì Ayìan Kurdi, il bambino siriano di 3 anni morto sulla spiaggia turca dì Bodrum, mentre cercava di raggiungere l’Europa con il padre e il fratello! Sono un dono l’angoscia e le indicibili sofferenze di decine di migliaia di uomini e di donne che hanno abbandonato le loro terre di origine in cerca di una terra e di un futuro migliori e si sono sentiti rifiutati e traditi?

Sono impressionanti i dati dell’OIM (Organizzazione Internazionale Migrazioni): Nel 2015 è stata superata la quota di un milione di arrivi in Europa. Una cifra 4 volte superiore rispetto al 2014, Inoltre, più di 3,500 sono stati le vittime e i dispersi in mare. 700 i bimbi morti nel 2015 nel Mediterraneo e 215.00 i minori che hanno cercato asilo nell’UE.

Che l’Inno alla Gioia della Comunità Europea di Beethoven non abbia fatto il suo tempo e debba essere sostituito con la Marcia Funebre di Chopin? Se l’Oggi che ci è dato di vivere si presenta con questi doni… avvelenati, è possibile un’uscita di sicurezza? Il grido ripetuto di Papa Francesco ai giovani: Non lasciatevi rubare la speranza del futuro, ha senso oggi? Se la storia fosse fatta solo dall’uomo, non c’è dubbio, andremmo sempre più alla deriva. Ma la Storia è fatta contemporaneamente da Dio e dall’uomo, tutta dalla libertà dell’uomo e tutta dalla onnipotente grandezza di Dio. L’ora, perciò, più buia della notte è anche quella più vicina all’aurora. Come la via della salvezza passa per il Golgota, conosce il dramma della Croce, vive il buio della notte prima della luce della Risurrezione, così anche la storia civile si svolge tra alterne vicende drammatiche… ma i progetti divini non possono fallire.

Termino con questa poesia di Trilussa che lascio volentieri alla vostra libera interpretazione:

LA ZAMPANE (la zanzara)
Mentre leggevo l’ultimo volume De la Storia d’Italia, una zampana
sonava la trombetta intorno ar lume. Io, sur principio, nun ce feci caso;
ma quanno m’è venuta sotto or muso pe’ pizzicarmme er naso,
ha preso er libbro e paffete, l’ho chiuso.
Poi l’ho riaperto subito, e in coscienza m’è dispiaciuto de vedella sfranta
a paggina novanta fra le campagne de l’Indipendenza.
M’è dispiaciuto tanto che sur bordo der fojo in dove s’era appiccicata
ciò scritto sto epitaffio pe’ ricordo:
Qui giace una Zanzara che morì senza gloria,
ma suonò la fanfara per restar nella Storia”.
In Italia, a un dipresso, se po’ diventà celebri lo stesso.

A tutti voi l’augurio che, superati i giorni della merla (29-30-31 Gennaio), con la benedizione di Don Bosco, possiate accogliere e vivere in bellezza il mese di Febbraio, che quest’anno ci fa il dono di un giorno in più. Con tanta cordialità. Buona vita!

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