FARE RETE – UNIRE RISORSE, PERSONE E CONOSCENZE PER RAGGIUNGERE OBIETTIVI COMUNI.

Ieri 27 Aprile 2021 alle ore 20,30 si è svolto un interessante evento promosso da esponenti appartenenti al mondo della scuola e a varie Associazioni, prevalentemente del territorio.

A fare gli onori di casa la Psicologa, terapeuta Tania Parente, e la prof.ssa Lucia Petrella, rispettivamente Presidente e Vice Presidente del Centro studi Polivalente Don Lorenzo Milani di Grazzanise, un’Associazione di volontariato, composta di unità operative per il trattamento precoce dei disturbi dello spettro autistico mediante programmi ABA-VB.

La bravissima psicologa, dopo i dovuti saluti con i vari partecipanti, ha presentato la giornalista Matilde Maisto che ha avuto il compito di condurre l’intervista e conoscere le persone che hanno partecipato al webinar.

Con l’occasione è stato precisato che non molto tempo fa è stata istituita un Associazione, esattamente “Ritroviamoci: cultura, territorio e tradizioni” inerente eventi e curiosità del territorio, ideata appunto dalla Psicologa Tania Parente, dalla prof.ssa Lucia Petrella e dalla giornalista Matilde Maisto, Direttore Responsabile del giornale on line Cancello ed Arnone News, che si occupa anche di coordinare un Associazione Letteraria sul territorio di Cancello ed Arnone, a cui è stato dato il nome di “Letteratitudini”, ossia gli amanti della letteratura.


Con l’occasione è stato precisato che non molto tempo fa è stata istituita un Associazione, esattamente “Ritroviamoci: cultura, territorio e tradizioni” inerente eventi e curiosità del territorio, ideata appunto dalla Psicologa Tania Parente, dalla prof.ssa Lucia Petrella e dalla giornalista Matilde Maisto, Direttore Responsabile del giornale on line Cancello ed Arnone News, che si occupa anche di coordinare un Associazione Letteraria sul territorio di Cancello ed Arnone, a cui è stato dato il nome di “Letteratitudini”, ossia gli amanti della letteratura.

Intanto la Maisto ha iniziato l’incontro passando subito la parola alla prof.ssa Silvana Valletta, Dirigente Scolastica dell‘Istituto Comprensivo R. Uccella di Santa Maria Capua Vetere, alla quale abbiamo chiesto cosa vuol dire fare rete e quali sono i benefici che se ne possono trarre.

Nell’ambito della progettazione – lei precisa – vuol dire la capacità di soggetti simili di unire risorse, persone e conoscenze per raggiungere degli obiettivi. Questa è una caratteristica chiesta da molti bandi perché rende più efficaci le attività, quindi facilita il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Nella pratica fare rete vuol dire:

  • condividere obiettivi comuni;
  • concertare le azioni da svolgere;
  • coinvolgere tutti i partner nella realizzazione del progetto.

Sembra facile, ma in realtà ci sono molte resistenze e tanti problemi da affrontare e possibilmente superare perché accade che ogni associazione nasce pensando di essere l’unica o la migliore a svolgere una determinata attività. Questa convinzione è uno degli ostacoli principali al mettersi in gioco.

Oltre a questo, i problemi classici del lavorare in rete sono:

  • mancanza di preparazione e abitudine a lavorare insieme;
  • resistenza dei gruppi dirigenti a riconoscere persone più idonee (interne o esterne) a coordinare le attività progettuali;
  • difficoltà a mantenere la concretezza durante il lavoro.

Collaborare con altre organizzazioni è quindi faticoso e dispendioso, non solo in termini di risorse. Raggiungere un accordo vuol dire mettersi in gioco, confrontarsi, ascoltare l’altro e accordare fiducia alle sue idee. D’altro canto vuol dire anche imparare cose nuove che non immaginavamo. Pratiche diverse per lavorare meglio, per risparmiare o per accedere a nuove partnership.

Non ci si deve scoraggiare, comunque, perché ci sono tanti benefici per fare rete. In effetti è proprio il caso di dire che l’unione fa la forza, perché i benefici del lavorare in rete sono veramente tanti. Ecco quelli principali:

  • arrivare dove non saremmo mai arrivati da soli, sia in termini di accesso ai bandi che di qualità delle azioni proposte;
  • essere in grado di intervenire in più settori;
  • scambiare informazioni e buone pratiche, cioè evolvere;
  • costruirsi una reputazione nei confronti di enti finanziatori e di eventuali donatori, spendibile in altre attività future;
  • costruire relazioni stabili con altri soggetti (profit e non profit), utilizzabili per altre attività future (non solo progettuali);
  • ottimizzare le risorse umane ed economiche;
  • Imparare vuol dire crescere.
  • Possiamo concludere dicendo che progettare insieme è un’assunzione di responsabilità perché anziché lamentarci ci impegniamo tutti insieme a risolvere un problema, a migliorare una situazione (enti pubblici, imprese e non profit).

In seguito è stata passata la parola all’ingegnere Federico Conte, Dirigente presso ASL CASERTA al quale è stato chiesto di segnalarci da tecnico quali sono i problemi che vivono in questo periodo presso detto Ente.

La situazione sanitaria in Campania – dice Conte – ha superato il punto critico, la cronaca costantemente ci segnala l’enorme lavoro dell’apparato sanitario, aziende ospedaliere, Asl, distretti territoriali. L’emergenza purtroppo ha scoperchiato una pentola che ha ribollito per troppo tempo senza mai trovare soluzioni a gravi problemi ormai atavici del nostro sistema sanitario: assoluta carenza del personale, strutture non adeguate all’accoglienza in emergenza, talvolta mancata attivazione dei percorsi covid. C’è timore anche tra gli stessi operatori sanitari sotto pressione da troppo tempo, che da più parte lanciano grida d’allarme relativamente alle insufficienti misure di sicurezza che li costringono spesso ad inventarsi soluzioni ad personam. Pronto soccorso e terapie intensive spesso entrano in affanno e il numero dei contagi è talmente cresciuto improvvisamente che sono saltati i sistemi di controllo.

Abbiamo vissuto dei momenti talmente critici che non si è parlato più di semplice emergenza, ma di tragedie umane, a volte purtroppo concretizzate, molte infatti sono le storie che ci hanno inorriditi e resi sgomenti.

A tale riguardo la giornalista ha tenuto a precisare di aver vissuto personalmente la grave situazione avendo contratto il virus sia lei che la figlia ed il marito e che quest’ultimo, purtroppo, è deceduto. Una situazione orribile conferma Matilde Maisto, dalla quale ancora non so come uscirne.

Ad oggi la situazione risulterebbe abbastanza contenuta, ma bisogna sempre stare in allerta perché la malattia è subdola ed a volte ha la facoltà di svilupparsi in modo negativo in brevissimo tempo. Si spera nei vaccini, ma anche in questo caso la situazione non è chiarissima, dovrebbero essere i medici di base a dare le dovute e precise informative, ma non sempre, purtroppo ciò avviene.

Tra le Associazioni intervenute abbiamo potuto ascoltare la voce del Presidente Dario Di Nardo e del Vice Presidente Domenico Zampone dell’Associazione SIAMO GRAZZANISE, un Associazione socio-culturale no -profit nata al fine di valorizzare e promuovere le risorse del nostro Paese.

L’associazione Borgo Attivo il cui Presidente è Pasquale Di Nardo, nasce dall’idea di un gruppo di ragazzi al fine di valorizzare il territorio della località Borgo Appio. L’Associazione, si propone di marcare, discutere e cercare possibili soluzioni ai tanti problemi che affannano la comunità, rendendo partecipe la collettività di ogni iniziativa intrapresa nei riguardi del territorio stesso. Inoltre, si impegna a perseguire i propri scopi organizzando incontri con le Istituzioni che operano sul territorio, con le forze politiche (che mostrano interesse serio e continuo nei confronti della comunità) e con altre Associazioni cittadine.

Anche se gli scopi sono ambiziosi, siamo certi dell’aiuto e del sostegno da parte dei cittadini del BORGO APPIO. Con l’auspicio che questo progetto possa crescere e rafforzarsi nel tempo, affinché la comunità ne possa trarre i dovuti (E TANTO ATTESI!) benefici. (Per impegni imprevisti del Presidente Pasquale Di Nardo, sono stati portati i suoi saluti dai rappresentanti dell’Associazione Siamo Grazzanise).

Un’altra importante Associazione è quella di Giovanna Scione, “Fiore di Maggio Onlus” che si occupa di violenza sulle donne, ma ha anche l’obiettivo di dare aiuto a tutte le persone che ne hanno bisogno, in modo prevalente, ovviamente alle donne in difficoltà. A lei abbiamo, infatti chiesto in quale modo la sua Associazione aiuta le donne. Giovanna in modo semplice ed elegante ci ha detto che tutte le persone posso essere aiutate, a partire da una visita o meglio ad una telefonata, specialmente in questo periodo, a donne sole, a persone anziane, facendosi carico di problematiche inerenti sia a donne in difficoltà, che alle dipendenze e tanto altro. Molto rilevante è il suo costante impegno per l’Ambiente.

L’ Associazione di Giovanna Scione si avvale anche della collaborazione del sacerdote Don Cosè della Parrocchia S. Martino Vescovo di Brezza, di cui Giovanna Scione ha portato i saluti, dato che Don Cosè non era presente a causa di un impegno pregresso.

Il progetto di Don Cosè è veramente considerevole in quanto darà la possibilità di lavorare con lui in Rete, dal momento che fra non molto sarà aperto uno sportello di ascolto che sarà rivolto a tutte le problematiche legate al territorio. Quindi la Rete sarà appunto finalizzata, inizialmente, proprio all’apertura di questo sportello.

Possiamo concludere dicendo che l’incontro è stato molto interessante ed illuminante e che lavorare in RETE ci sembra un modo ottimale per raggiungere e sviluppare obiettivi comuni.

A cura di Matilde Maisto

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