Giovedì 12 ottobre: il Teatro Elicantropo di Napoli inaugura la stagione teatrale 2107/2018 con “Monologhi dell’atomica”, uno spettacolo scritto e diretto da Elena Arvigo

Le creazioni sceniche, le ospitalità, gli eventi e le iniziative che daranno vita

alla ventiduesima stagione di attività del “piccolo” palcoscenico partenopeo

 

L’inaugurazione della stagione teatrale 2017/2018 del Teatro Elicantropo di Napoli, giovedì 12 ottobre 2017 alle ore 21.00, sarà affidata all’attrice e regista Elena Arvigo, con Monologhi dell’atomica, da “Preghiera per Cernobyl” di Svetlana Aleksievich (premio Nobel 2015) e “Nagasaki” di Kyoko Hayashi, un progetto prodotto dal Teatro delle Donne, e da lei scritto, diretto e interpretato.

Lo spettacolo aprirà il sipario sulla ventiduesima stagione dello spazio eventi partenopeo, con l’obiettivo, così come in passato, di continuare a offrire spazio e vetrina ad artisti e compagnie provenienti da tutta Italia

La vivacità del “piccolo” palcoscenico partenopeo, che dedica la sua stagione a Giovanni Testori, si rafforza con maggiore energia e rinnovato impegno, orientata, come sempre, alla drammaturgia contemporanea, alla valorizzazione di giovani talenti artistici e al recupero di un rapporto più diretto e immediato con il pubblico, puntando sull’intelligenza e sulla sensibilità di chi non ha ancora rinunciato alla riflessione e alla passione.

La programmazione è caratterizzata, come sempre, da alcune fra le più espressive realtà italiane, portate in scena, fra gli altri, da Elena Arvigo, Isabella Giannone, Imma Villa, Viola Graziosi, Carla Ferraro, Anna Rita Vitolo, e ancora Aldo Rapè, Mario Brancaccio, Francesca Rondinella, Gianni Lamagna, Edoardo Oliva, Eugenio Ravo, Roberto Azzurro, unitamente alla presenza di attori e attrici giovani.

“Tanta drammaturgia contemporanea – sottolinea Carlo Cerciello – un testo di Ghiannis Ritsos e ben due testi di Giovanni Testori, ma, soprattutto, la presenza di tanti bravi attori e attrici, caratterizzeranno la stagione 2017/2018 del Teatro Elicantropo di Napoli. Quest’anno ho puntato sugli attori, ottimi attori di ogni età e sesso, che, indipendentemente dalla qualità degli spettacoli, mai prevedibile al cento per cento, garantissero agli spettatori almeno quella delle loro interpretazioni”.

Sarà una stagione che, tenendo fede alle prerogative che hanno contraddistinto il Teatro Elicantropo, ne conferma la vocazione politica e l’impegno civile e sociale, affrontando i più svariati temi di profonda e scottante attualità: dall’incubo nucleare al sentirsi straniero e profugo, dall’abbrutimento sociale al fanatismo religioso. Anche quest’anno la stagione teatrale ospiterà la XII edizione della rassegna-festival di Teatro Politico “Sensibili Al Potere 2017/2018”.

Dopo l’appuntamento inaugurale di Elena Arvigo, la programmazione del Teatro Elicantropo di Napoli proseguirà, giovedì 26 ottobre, con Progetto Nevrotika che presenterà Nevrotika vol.1-2-3, scritto e diretto da Fabiana Fazio e interpretato da Fabiana Fazio, Valeria Frallicciardi, Giulia Musciacco.

A novembre, in scena da giovedì 2, Vernicefresca Teatro presenta Donne che corrono di JayBlue, con Rossella Massari e Arianna Ricciardi, per la regia Massimiliano Foà.

Dal 9 novembre, Foxtrot Golf di Roma presenta Il viaggio di Ecuba di Gianni Guardigli, con Isabella Giannone e la regia Francesco Branchetti.

Ancora tre appuntamenti sono programmati nel mese di novembre. Da giovedì 16 il Teatro delle Bambole di Bari proporrà Se cadere imprigionare amo scritto e diretto da Andrea

 

Cramarossa, con Silvia Cuccovillo, Federico Gobbi e Domenico Piscopo, mentre, da giovedì 23, Indipendenti di Milano presenta Come vorrei non morire di e con Daria Pascal Attolini, regia di Alessia Vicardi. Roberto Azzurro, interprete e regista di Scarrafunera di Cristian Izzo, chiuderà la programmazione di novembre, da giovedì 30, presentato da Ortensia T.

Il mese di dicembre proporrà due appuntamenti, prima delle festività natalizie, a partire da giovedì 7, in cui (S)Blocco5 di Milano debutterà con I promessi sposi alla prova di Giovanni Testori, regia e interpretazione Yvonne Capece e Walter Cerrotta. Da giovedì 14 dicembre, Teen Theatre presenterà Tragodia, da un racconto di Emanuele D’Errico, adattamento Ettore Nigro ed Emanuele D’Errico, con Emanuele D’Errico e la regia di Ettore Nigro.

La programmazione del nuovo anno inizierà giovedì 4 gennaio, con il debutto di Erodiade II di Giovanni Testori, con Imma Villa, per la regia di Carlo Cerciello. L’allestimento, che sarà in scena fino al giorno 28, è presentato da Elledieffe e Teatro Elicantropo.

Saranno quattro gli spettacoli in scena nel mese di febbraio, a partire da giovedì 1 con Fabula Rasa di Ortigia L’attore manifesto di Corrado Drago, Elvio La Pira, Gian Paolo Renello, interpretato e diretto da Corrado Drago, Elvio La Pira, Marcello Manzella.

A seguire, da giovedì 8, Teatro del Sottosuolo e Memini Mutamenti Teatro in Maledetti, ideazione e regia Salvatore Cantalupo. Da giovedì 15 Antego presenta Ecce Virgo, testo e regia Angela Di Maso, e, da giovedì 22, Primaquinta di Catania presenta Pert di Giuseppe e Aldo Rapè, interpretato e diretto da Aldo Rapè.

A marzo, da giovedì 1, Compagnia Esule Teatro di Ascoli Piceno presenta Passando da Pessoa di e con Eugenio Ravo, e, da giovedì 8, Teatro Immediato di Pescara presenta Caprò di Vincenzo Mambella, interpretato e diretto da Edoardo Oliva.

Sempre a marzo, da giovedì 15, Sycamore T Company di Roma presenta AIACE di Ghiannis Ritsos, traduzione Nicola Crocetti, per la regia di Graziano Piazza, mentre, da giovedì 22, Fontana Medina presenta Enrico inquilino del IV piano, testo e regia di Aurelio Gatti. Ultimo appuntamento del mese di marzo, giovedì 29, è con LAB di Roma che presenta Parlami Orlando, da “Orlando” (e altri romanzi) di Virginia Woolf, testo e regia di Giuseppe Bucci.

La programmazione del mese di aprile si aprirà, giovedì 5, con Agorà Teatro di Lugano in La Mar di Olimpia De Girolamo, regia Claudio Orlandini, e, da giovedì 12, Spazio-ZTN e Naviganti Inversi presentano Io, Pietro Koch testo e regia di Maurizio D. Capuano, A seguire, da giovedì 19, Teatro del Grimaldello di Angri presenta Perfetta mezzanotte di Elvira Buonocore e Alfonso Tramontano Guerritore, regia Antonio Grimaldi, e, da giovedì 26, il consueto appuntamento con la rassegna di teatrodanza Oltre la linea.

A chiudere la stagione teatrale, domenica 29, sarà lo spettacolo Pecore elettriche di Claudio Badii, adattamento e regia Massimo Finelli, presentato da Itinerarte.

Come ogni anno sussistono le attività del Laboratorio Teatrale Permanente del Teatro Elicantropo di Napoli, che si articola su tre anni di base, proseguendo con un periodo di ulteriore approfondimento, attraverso esperienze seminariali e incontri con artisti, maestri ed esperti teatrali di valore nazionale nella Sala Saramago.

 

Teatro Elicantropo di Napoli, stagione teatrale 2017/2018

Inizio delle rappresentazioni ore 21.00 (dal giovedì al sabato), ore 18.00 (domenica)

Info e prenotazioni al 3491925942 (mattina), 081296640 (pomeriggio)

email promozionelicantropo@libero.it   web www.teatroelicantropo.com

 

 

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12˃15 ottobre 2017

Teatro delle donne di Calenzano

presenta

MONOLOGHI DELL’ATOMICA

da Preghiera per Cernobyl di Svetlana Aleksievich (premio Nobel 2015)

e Nagasaki di K. Hayashi

un progetto di e con Elena Arvigo

 

regista collaboratrice Virginia Franchi

assistente alla regia Valeria Spada

 

Elena Arvigo prosegue il proprio percorso nel teatro civile, indagando altre donne testimoni di realtà difficili: Hiroshima e Chernobyl, eventi simbolo della distruzione e della morte nucleare, indagati attraverso le parole di due testimoni scomode, due imperdonabili.

Svetlana Aleksievich, premio Nobel per la letteratura 2015, e Kyoko Hayashi, sopravvissuta a Nagasaki, raccontano la grande Storia attraverso le piccole storie, che sono soprattutto vicende di donne. Parlando proprio di ciò che conosciamo meno. O quasi per niente: le impressioni, i sentimenti delle persone che hanno toccato con mano l’ignoto.

 

 

26˃29 ottobre 2017

Progetto Nevrotika

presenta

NEVROTIKA vol.1-2-3

scritto e diretto da Fabiana Fazio

 

con

Fabiana Fazio, Valeria Frallicciardi, Giulia Musciacco

 

aiuto regia Angela Carrano

progetto grafico Annachiara Iannone

 

Un piccolo ironico tuffo nell’inconsapevolezza, che ci rende vittima di noi stessi, delle nostre piccole o grandi nevrosi e del tempo in cui viviamo. Fobie, manie, ossessioni, ansie, nessuno può dirsi salvo. Ma a tutto c’è rimedio, e se tutti i tentativi di trovare soluzione ai vostri problemi sono stati un fallimento, se la spasmodica e crudele ricerca della felicità vi ha rovinato la vita, è venuto il momento di dire basta.

Molto liberamente ispirato agli scritti di Paul Watzlawick e a quelli Claudio Naranjo, lo spettacolo è frutto di una riflessione sulle conseguenze che una società “sempre più malata” come la nostra può avere sui singoli individui. E se è vero che le nevrosi sono principalmente un “disturbo dell’adattamento”, Nevrotika vol.1-2-3 si propone di attraversare, con uno sguardo ironico, tagliente ed esorcizzante, i vari aspetti di questo “moderno disagio”, con un lavoro che prevede successive tappe.

2˃5 novembre 2017

Vernicefresca Teatro

presenta

DONNE CHE CORRONO

di JayBlue

 

con Rossella Massari e Arianna Ricciardi

disegno luci Jessica Festa

 

regia Massimiliano Foà

 

È uno spettacolo che indaga l’universo femminile. Due donne si incontrano contendendosi lo stesso spazio vitale. Attraversando tutte le fasi della loro vita passano dalla sfida all’abbandono, dal giudizio alla non accettazione di sé.

Inizialmente in lotta tra loro giungono ad un reale confronto solo a seguito della presa di coscienza dell’apertura all’altro, dell’accettazione della diversità grazie al mettere a nudo sé stessi, fisicamente e mentalmente, spogliandosi dai ruoli sociali, dagli stereotipi di genere, da una realtà che impone il dogma della dualità come unico metro di confronto. Ma questo non è facile.

 

 

9˃12 novembre 2017

Foxtrot Golf di Roma

presenta

IL VIAGGIO DI ECUBA

di Gianni Guardigli

 

con Isabella Giannone

musiche Pino Cangialosi

 

regia Francesco Branchetti

 

Il viaggio di Ecuba di Gianni Guardigli è uno spettacolo che porta in scena il dolore e la sofferenza di chi è costretto a lasciare il proprio paese e racconta il “viaggio nella solitudine e nello strazio dell’anima” che spesso tutto questo comporta e ci fa conoscere un personaggio divorato dal dolore e dalla più schiacciante disperazione come quello di Ecuba.

L’Ecuba del nostro spettacolo è un personaggio moderno, contemporaneo che vive oggi la condizione della profuga e dei profughi e che in molti aspetti ci riporta all’Ecuba classica; ma il nostro è uno spettacolo profondamente incentrato sulla contemporaneità dell’essere straniero, profugo, orfano e privo di tutto, osteggiato, disprezzato e profondamente “non voluto”.

 

16˃19 novembre 2017

Teatro delle Bambole di Bari

presenta

SE CADERE IMPRIGIONARE AMO

Suggestioni dal respiro di una crisalide

 

canto della scrittura Andrea Cramarossa

canto attoriale Silvia Cuccovillo,

Federico Gobbi e Domenico Piscopo

canto delle luci e della musica Vincenzo Ardito

canto dei costumi e della sartoria Silvia Cramarossa

canto delle meccaniche di palcoscenico Francesco Martone

canto della regia Andrea Cramarossa

 

Lo spettacolo nasce dal progetto di ricerca “La lingua degli insetti//Cofanetto 3: La Caduta”. L’approccio al mondo immenso e misterioso degli Insetti, mi ha permesso di lasciarmi suggestionare dagli stimoli sensibili dei loro micro movimenti, del loro esistere, del loro “sentire”, aprendo lo sguardo su possibili connessioni con il mondo altrettanto misterioso degli esseri umani. Famiglie cadenti in preda alla disperazione, rapporti usurati dal tempo, dalla bruttezza del vivere, dal lasciarsi vivere e dalla assenza.

Una madre, dopo aver abbandonato i propri figli e dopo averli seppelliti nell’incuranza di una dieta anaffettiva colma di forzature e di legami morbosi e deleteri, decide di tornare nuovamente in famiglia. Il ritorno precede la caduta, l’omicidio, la perdita. Di queste persone non resterà alcun ricordo se non in un articolo sgrammaticato di un Quotidiano di provincia nella pagina della cronaca nera.

 

 

23˃26 novembre 2017

Indipendenti di Milano

presenta

COME VORREI NON MORIRE

di e con Daria Pascal Attolini

regia Alessia Vicardi

 

Una tragicommedia tratta da una storia vera. La protagonista ritrova suo padre, e lo perde nuovamente. Nello stargli accanto nel momento più duro della sua vita, ritrova parte del suo passato e lo ricostruisce, rimette insieme i pezzi della loro storia, scopre cose che non sapeva, costruisce un dialogo in cui è finalmente possibile dirsi tutto.

Un racconto duro, in cui noi stesse ci siamo sorprese a ridere molto più spesso di quanto credessimo possibile. “Non mi avete fatto il necrologio: dovreste. Fatemi delle belle foto, dei video, in cui però non si vede che sono malato, ne verrà fuori un bel ricordo”. Nessuno vuole morire davvero. E in questa corsa all’immortalità perdiamo i rapporti più veri. Esserci, stare vicini, è per noi il vero senso della vita.

30 novembre˃3 dicembre 2017

Ortensia T

presenta

SCARRAFUNERA

di Cristian Izzo

 

interpretato e diretto da Roberto Azzurro

 

Siamo tutti ancora un pò animali. Siamo tutti un pò esseri umani. Da questa riflessione parto, dopo aver interpretato alcuni esseri umani che sembrano stare al di sopra di altri esseri umani, alcuni esseri umani insomma speciali – Pier Paolo Pasolini, Oscar Wilde, Boni de Castellane – e dunque stavolta divento lo “scarrafone”.

“Una scarrafunera è un nido di scarafaggi”. Ed è qui che rifletto su una somiglianza naturale tra l’uomo e lo “scarrafone”. L’essere umano, come lo scarrafone, non si percepisce come componente di una collettività, ma si concepisce come principio e fine di un Universo a sé stante. In questo continuo affermarsi e prevaricarsi di “ego” ipertrofici crea un movimento spastico, violento, convulso e continuo, pur restando sempre immobile, nello stesso punto.

 

 

7˃10 dicembre 2017

(S)Blocco5 di Milano

presenta

I PROMESSI SPOSI ALLA PROVA

di Giovanni Testori

 

scene e costumi Micol Vighi

light designer Anna Merlo

 

regia e interpretazione Yvonne Capece e Walter Cerrotta

 

Con “I promessi sposi alla prova” la compagnia (S)Blocco5 prosegue il suo studio su Giovanni Testori, iniziato nel dicembre 2014 proprio al Teatro Elicantropo, con “La Monaca di Monza”, testo nel quale l’autore indaga il suo personale rapporto con il religioso e la libertà di scelta.

Ne “I promessi sposi alla prova”, Testori analizza la pratica teatrale: un maestro guida sei attori nella realizzazione di uno spettacolo. In questo allestimento è invece proprio l’assenza del Maestro-Regista ad essere il centro concettuale del lavoro: due attori trentenni, “orfani” di una guida, mostrano i dubbi e le difficoltà nell’interpretazione e “manipolazione” del testo, la fedeltà agli intenti dell’autore, le complicazioni che si presentano nella costruzione pratica delle scene, l’incertezza davanti alla possibilità stessa di fare teatro.

 

14˃17 dicembre 2017

Teen Theatre

presenta

TRAGODIA

Un canto d’amore

da un racconto di Emanuele D’Errico, adattamento Ettore Nigro e Emanuele D’Errico

con Emanuele D’Errico

musiche Mario Autore, disegno luci Ettore Nigro

regista ass. Rebecca Furfaro

regia Ettore Nigro

 

Guglielmo è un ragazzo di paese che decide, contrariamente al volere dei genitori, di sposare la sua fidanzata. Armato di coraggio, di anello e di un pacchetto di caramelle a menta, corre in auto verso Teresa, la futura sposa. Durante il viaggio si ferma a raccogliere i fiori e, mentre un fiore arancione con gocce color blu colpisce la sua attenzione, proprio in quel momento incontra una capra. Gugliemo si innamora all’istante dell’animale e farà di tutto pur di dichiararle il suo amore e conquistarla. L’allestimento trascina lo spettatore in un mondo di fiaba avvicinandolo così a ciò che non si conosce, ciò che non è spiegabile, il mistero appunto. E, attraverso le peripezie del protagonista, si sperimenta la possibilità di cadere e inciampare nel dubbio.

 

 

4˃28 gennaio 2018

Elledieffe e Teatro Elicantropo

presentano

ERODIADE II

di Giovanni Testori

con Imma Villa

scene Roberto Crea, costumi Alessandro Ciammarughi

musiche originali Paolo Coletta, disegno luci Cesare Accetta

aiuto regia Aniello Mallardo, assistente alla regia Serena Mazzei

regia Carlo Cerciello

 

Continuando a seguire quel filo invisibile e misterioso, rituale e irrituale, poetico e perciò eretico, quello sguardo oltre ciò che vediamo o che siamo assuefatti a vedere, quello sguardo, come affermava Heiner Müller, dentro le nostre stesse vene, che scorra con il sangue fino alla verità ultima, fino all’estremo teatrale, ho incontrato stavolta il linguaggio di Testori e la sua “Erodiade II” (1984), nonché il meraviglioso componimento poetico “Nel tuo sangue”, che ben mi ha fatto comprendere il senso profondo della prima. Testori attraverso Erodiade, scava dentro se stesso e tenta di dire l’indicibile. L’indicibile conflitto tra umanità e divinità, tra religiosità e religione, tra desiderio e peccato, nonché il conflitto tra rappresentabilità e irrappresentabilità stessa del teatro, tra forma drammatica e forma poetica.

1˃4 febbraio 2018

Fabula Rasa di Ortigia

presenta

L’ATTORE MANIFESTO

Tre pezzi facili

di Corrado Drago, Elvio La Pira, Gian Paolo Renello

interpretato e diretto da Corrado Drago, Elvio La Pira, Marcello Manzella

 

Teatro significa alla lettera “luogo di contemplazione o di visione” e, da qui, luogo dove si radunano gli spettatori. Attori e autori teatrali da sempre sanno che lo spazio di ogni rappresentazione teatrale è occupato da due fuochi pubblico e attori e che la prospettiva gira attorno ad essi, mutando di conseguenza proprio la visione e la percezione della performance.

Ne “L’Attore manifesto” questo gioco di prospettive è il motore stesso dello spettacolo. Si tratta di tre “pezzi facili”, come scherzosamente abbiamo voluto chiamarli, in cui viene continuamente indagata, con leggerezza e ironia, la funzione dell’attore, la sua essenza, cosa rappresenta e come viene visto dal pubblico.

 

 

8˃11 febbraio 2018

Teatro del Sottosuolo e Memini Mutamenti Teatro

presentano

MALEDETTI

con

Salvatore Cantalupo, Gianluca Guarino, Alessia Guerriero, Ambra Marcozzi,

Amelia Longobardi, Cristina Messere, Ramona Pisano, Anna Ragucci,

Carolina Romano, Bruno Toro, Sara Volpe

 

coreografie Ambra Marcozzi, espressionismo astratto e maschere Ramona Pisano

costumi-luci-musiche-scene Memini Mutamenti Teatro, aiuto regia e org. Amelia Longobardi

 

ideazione e regia Salvatore Cantalupo

 

Maledetti nasce da un lungo percorso laboratoriale, qualche anno, giorno più giorno meno. Iniziammo con la lettura del “Il mulino di Amleto” di Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend e ci fece da spartiacque verso i miti, le leggende, le tradizioni, abbracciando ogni angolo e popolo del pianeta terra.

Maledetti vuole essere un primo passo per capire chi determina la condizione attuale della vita umana sul pianeta terra.

Danza teatro e musica si intrecciano disordinatamente in un labirinto fatto di racconti incredibili e fantastici, ma anche crudeli e spietati.

 

15˃18 febbraio 2018

Antego

presenta

ECCE VIRGO

Storia di una monaca di clausura

testo e regia Angela Di Maso

con Gianni Lamagna e Francesca Rondinella

testo vincitore del Concorso Nazionale

di Drammaturgia “Fabrizio Romano”

 

Una monaca di clausura ha una grave colpa da confessare e sente il bisogno di essere assolta. Assoluzione che per lei non significa remissione o liberazione dal peccato commesso, come da precetto cristiano, ma comprensione, condivisione dello stesso. Accettazione. Sa allora che un prete qualsiasi non solo non l’assolverebbe mai per la gravità delle sue azioni che vanno ben oltre l’impudicizia, ma l’allontanerebbe immediatamente dall’Ordine di appartenenza: da fuori ‘dal’ mondo, per chi vive protetto dalle mura conventuali, ritornerebbe così fuori ‘nel’ mondo. E paradossalmente è proprio la libertà la condizione che più spaventa. L’unico modo che ha per potere ottenere la remissione dei suoi peccati è quello di essere ascoltata da chi è come lei. Se non lei stessa. Se non lui stesso.

 

 

22˃25 febbraio 2018

Primaquinta di Catania

presenta

PERT

Vita e miracoli del partigiano Sandro Pertini

di Giuseppe e Aldo Rapè

costumi Annalisa Ciaramella,

disegno luci Marco Ghidelli,

supervisione regia Lauro Versari

 

interpretato e diretto da Aldo Rapè

 

PERT, lungi dal narrare semplicemente le gesta straordinarie di un eroe vissuto in un determinato contesto storico, vuole essere una riflessione profonda sui grandi interrogativi dell’uomo di ogni tempo. Un racconto di immagini, suoni, parole sublimate dal linguaggio poetico del teatro.

Il partigiano Sandro Pertini come figura universale di ogni combattente che in ogni tempo ed ad ogni latitudine ha avversato la tirannide, l’ingiustizia sociale e l’oppressione. Una cronologia dell’anima narrata attraverso i fatti nodali della vita di Pertini, quelli che hanno determinato i passaggi fondanti di un’intera esistenza, per trarre una lezione per l’oggi.

 

1˃4 marzo 2018

Compagnia Esule Teatro di Ascoli Piceno

presenta

PASSANDO DA PESSOA

Uno spiraglio umano

liberamente ispirato a Fernando Pessoa

 

di e con Eugenio Ravo

 

Eugenio e il suo spiraglio poetico, alchemica deviazione dalla poesia, nella sua latitudine di precarietà emotiva; la poesia d’altronde muore nel fiato: farla vivere non è dei poeti, ma dei fantasmi che la posseggono.

Attore e mimo, della scuola di Etienne Decroux, di cui è stato assistente, Eugenio Ravo ha creato una “maschera-personaggio” che muove ed indossa come icona di una danza orientale. Lo spettacolo è un atto di collisione, essenza e gioco di ciò che preesiste già in quel corpo e quella storia interiore.

Passando da Pessoa rende esile il filo che lega le parole del poeta portoghese al suo segno esibito in scena: piuttosto si risolve in un incontro di difficili vibrazioni che riassumono il ghigno e la tragedia travestiti.

 

 

8˃11 marzo 2018

Teatro Immediato di Pescara

presenta

CAPRÒ

di Vincenzo Mambella

scene Francesco Vitelli

aiuto regia Valeria Ferri

org. e amm. Giulia Oliva

 

interpretato e diretto da Edoardo Oliva

 

“Caprò”, un contadino abruzzese di fine ottocento, cresciuto nell’amore ostile dei suoi genitori, e nell’attaccamento viscerale alla terra, in assenza di sogni e desideri, vive, in età adulta e senza comprenderli appieno, quelli riflessi del giovane fratello, anima inquieta e sensibile. Lo smarrimento di un solo uomo, un anonimo contadino di fine ottocento che si agita su un fazzoletto di terra con i pochi oggetti che scandiscono la sua vita. La vicenda tragica di Caprò incrocerà l’immane tragedia del naufragio della nave inglese “Utopia” che nel 1891 s’inabissò al largo di Gibilterra, provocando la morte di circa 600 emigranti italiani in viaggio verso gli Stati Uniti. Lo storico naufragio e l’emigrazione restano sullo sfondo. Partendo da quei fatti e da un substrato arcaico, abbiamo cercato un approdo che rendesse questa piccola storia, così lontana nel tempo, nella sua essenza archetipica, universale.

15˃18 marzo 2018

Sycamore T Company di Roma

presenta

AIACE

di Ghiannis Ritsos, traduzione Nicola Crocetti

con Viola Graziosi

voce di Graziano Piazza

scenografia musicale Arturo Annechino, costumi Valentina Territo

registrazioni e mix David Benella, assistente alla regia Ester Tatangelo

 

regia Graziano Piazza

 

Scritto tra il 1967 e il 1969, L’ “Aiace” di Ritsos, è una rilettura della tragedia di Sofocle attraverso la quale il poeta greco, considerato tra i più grandi del 900, offre una visione lucida e cruda della sua contemporaneità umana e politica. L’eroe non c’è

più. Gli dei non ci sono più. Nel mettere in scena oggi questo testo ho voluto capovolgerne le parti per interrogare il lato femminile, sensibile dell’eroe, quella voce muta che finalmente arriva al centro della scena e prende parte alla battaglia del vivere.

Qui Aiace abita la voce della donna per rivelarle che è sufficiente un passo per raggiungere l’altra riva, dove sono i pioppi tranquilli e il fiume bianco. Lei si pone in ascolto, ricorda, parla, comprende, prende posizione. Si perdono i confini di genere e di spazio vitale, l’uomo e la donna si fondono, non è più chiaro chi abita e chi è abitato.

 

 

22˃25 marzo 2018

Fontana Medina

presenta

ENRICO INQUILINO DEL IV PIANO

Tragicommedia a due personaggi

di Aurelio Gatti, da Pirandello, Young, Nietzsche

con Mario Brancaccio e Simona Esposito

 

regia Aurelio Gatti

 

Lo spunto è dato da una crisi profonda del Signor Enrico, maestro e bibliotecario, che riceve contemporaneamente quattro avvisi di taglio: della linea telefonica, dello stipendio per un errore di calcolo, del posto di lavoro, dell’abbonamento. Sottrazioni attraverso le quali scopre la sua inadeguatezza nell’affrontare la realtà e l’isolamento in cui opera, nella vita come nel lavoro, che lo conduce continuamente allo scacco, anzi a una sconfitta che si verifica ancor prima della lotta.

Da qui il tracollo, quasi a sfiorare la follia, che si confronta con la lucida – e crudele – durezza di Assunta, la portinaia che sentenzia frammenti letti di nascosto tra le montagne di appunti del Signor Enrico.

29 marzo˃1 aprile 2018

LAB di Roma

presenta

PARLAMI ORLANDO

di Giuseppe Bucci, da “Orlando” (e altri romanzi) di Virginia Woolf

con Salvatore Langella, musiche Pericle Odierna. costumi Teresa Acone

 

regia Giuseppe Bucci

 

Orlando è uomo, Orlando è donna. Orlando è l’uomo e la donna. Orlando è creatura meravigliosa che attraversa i secoli, cercando invano una propria identità e un senso alla vita, che ama follemente sebbene questa continui a deluderlo. L’amore, la poesia, la politica, il sesso, la società, tutto lo incanta e tutto lo tradisce, ma non si arrende mai, pronto a ricominciare dopo ogni rovinosa caduta. Orlando, è un romanzo d’amore, amore per ciò che si ama e non si può avere: un uomo, una donna, un significato alla nostra esistenza. In Orlando, che brilla per la geniale contrapposizione e fusione dei sessi nel protagonista, in una visione modernissima, per l’epoca, della sessualità, questa ricerca è condotta attraverso pagine meravigliose, passaggi straordinari per lucidità e poesia, eleganza e crudezza.

 

 

5˃7 aprile 2018

Agorà Teatro di Lugano

presenta

LA MAR

di Olimpia De Girolamo

con Marzio Paioni

musiche originali Gipo Gurrado, scenografia e costumi Dino Serra, luci Alessandro Bigatti

 

regia Claudio Orlandini

 

Un uomo trascorre la sua ultima notte nell’avamposto tra terra e mare su una piccola isola di un golfo del sud. Rinchiuso in uno spazio attraversato dalla luce ci racconta in un viaggio, apparentemente immobile, la visione di un’anima umana, le paure, le solitudini, la sfida alle dicerie della gente e ai fantasmi del passato. Racconta soprattutto un mare vissuto al femminile, dignitoso, nobile, infinito: “la mar”. “La mar” è il mare che accoglie e che offre, è spazio di viaggio e di ritorno che richiede coraggio e forza d’animo per essere conosciuto e rispettato. “La stanza trasparente con la luce” si trasforma in metafora dell’esistenza: con le sue intermittenze luminose

illumina e poi oscura le vicende della vita dell’uomo che, proprio in questo denudarsi nella trasparenza, impara a conoscere l’amore, a rimettersi al mondo per affrontare con nuova speranza il suo futuro.

 

12˃15 aprile 2018

Spazio-ZTN e Naviganti Inversi

presentano

IO, PIETRO KOCH

di Maurizio D. Capuano

con Fabrizio Botta, Gennaro Ciotola, Aurelio De Matteis, Antonio De Rosa,

Gianni Galepro, Emanuele Iovino, Antonella Liguoro, Giada Pignata

costumi Federica Del Gaudio, assistente alla regia Gennaro Monforte

 

regia Maurizio D. Capuano

 

In una cella male illuminata, in attesa della sua esecuzione, facciamo la conoscenza di Pietro Koch, capo della famigerata Banda Koch, che imperversò tra Roma e Milano dal ’43 al ‘44. Pietro Koch non cerca giustificazioni, sa di non averne; non chiede perdono, sa di non meritarlo. Ci mostra l’abisso più oscuro nel quale può scivolare l’animo umano quando mette da parte la ragione, quando disattiva i propri circuiti morali ed etici, quando sospende l’empatia e decide di trasformarsi in bestia. Pietro Koch era un fascista. Pietro Koch era un torturatore. Pietro Koch era un sadico. Pietro Koch era un essere umano. Sarà lui a narrare la sua storia al pubblico: la storia di chi lo conobbe; la storia delle sue vittime; la storia di chi pagò per il solo fatto d’averlo conosciuto. “Io, Pietro Koch” è una storia fatta di torture e sangue, perversion e morte.

 

 

19˃22 aprile 2018

Teatro del Grimaldello di Angri

presenta

PERFETTA MEZZANOTTE

di Elvira Buonocore e Alfonso Tramontano Guerritore

con Carla Ferraro e Anna Rita Vitolo

 

regia Antonio Grimaldi

 

Un giovane guaglione senz’arte muore per mano di due prostitute. Califfa e Missità, le assassine, sono le sovrane del viaggio, sgomente per prime dal dolore causato, dalla morte del giovane animale. Sotto il sole buio della notte, con la luna moneta di scambio del sesso, muovono insieme per dare un senso a quel corpo.

Partono per trovare un giaciglio. Il ventre del loro amore vissuto accoglie ogni cosa, e racconta i luoghi più disparati. Qui una stanza è ciglio di una strada, un’automobile o la pancia di un furgone, la sella di un mezzo.

Ma il viaggio, questo viaggio, è un luogo privo di appigli perché riguarda un’anima senza vita, il ragazzo che andò per prendersi il piacere e ora è invisibile agli occhi dello spettatore.

 

26˃28 aprile 2018

Itinerarte e Akerusia Danza

presentano

OLTRE LA LINEA

percorsi di danza contemporanea e teatrodanza

 

coordinamento artistico e coreografico

Elena e Sabrina D’Aguanno

 

L’attraversamento della linea, il passaggio del punto zero divide lo spettacolo; esso indica il punto mediano, non la fine. La sicurezza è ancora molto lontana. In compenso sarà possibile la speranza. L’istante in cui la linea sarà passata porterà una

nuova dedizione dell’essere, e così comincerà a risplendere ciò che realmente è.

 

Ernest Junger-Martin Heidegger, “Oltre la linea”

 

 

 

29 aprile 2018

Itinerarte

presenta

PECORE ELETTRICHE

di Claudio Badii

con Patrizia Eger

costumi Nunzia Russo

musiche originali Canio Fidanza

video EXSTUDIO

inserto video “Come corpo” di Luigi Pagano

 

adattamento e regia Massimo Finelli

 

Lo spettacolo nasce dalla collaborazione con Claudio Badii, medico psichiatra, autore de “Lo psichiatra innamorato” (1989); vive e lavora a Grosseto, gestisce il blog OperaPrima; con le parole dell’autore: “Tentavo l’espressione di un’idea di donna che distraendomi dal desiderio di lei mi costringesse al desiderio del tempo necessario a comprenderne le differenze della mia natura di uomo”.

Il riferimento letterario è a Philip K.Dick e al suo romanzo “Ma gli androidi sognano pecore elettriche?”. Il nesso è tra la ricerca attuale su una intelligenza artificiale che simuli il pensiero umano e il sogno mai tentato di comprendere l’antico e ancora ignoto pensiero femminile.

 

 

 

 

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