GRAZZANISE: TEATRO IN PIAZZA: IL TRAGICO AMORE DI GIULIETTA E ROMEO

Giovedì 29 agosto la “prima” della tragedia scekespiriana messa in scena dal “Teatro delle Folli Idee”. Rappresentazione aperta a non residenti e turisti, nell’ambito della Festa di S.Giovanni B.

GRAZZANISE (Raffaele Raimondo) – L’appuntamento è programmato per le ore 21,30 di giovedì 29 agosto in Piazza Emiliana. Potranno seguirlo gratis cittadini, non residenti e turisti. Tutto da tempo è pronto per una straordinaria messa in scena, perché – come evidenzia la locandina d’annuncio – “Mai ci fu storia d’amore più triste di quella di Giulietta e del suo Romeo”. Shakespeare in piazza, dunque, e non sarà evento di poco conto, ma comunque da ritenersi perfino scontato, sapendo che l’allestimento è stato curato dal Teatro delle Folli Idee la cui anima sta nella mente e nel cuore di un geniaccio che risponde al nome di Antonio Nardelli.

Personaggi e interpreti: Romeo: Luigi Piscopo, Giulietta: Lavinia Verrengia Padre Capuleti: Tommaso D’Abrosca, Madre Capuleti: Antonella Raimondo, Padre Montecchi: Bartolomeo Romanazzi, Madre Montecchi: Paola Raimondo, Balia: Rosalia Raimondo, Conte Paride: Rossana Cantiello, Mercuzio: Giovanna Lucia Raimondo, Benvolio: Andrea Vincenzo Verde, Tebaldo: Mario Cepparulo, Frate Lorenzo: Antonio Balletta, Frate Giovanni: Don Giovanni Corcione, Principe: Nicola Venosa. Ed inoltre: Ballerini: Marilena Raimondo, Emmanuel Iacomino, Soprano: Clara Vitale. Valente lo staff tecnico: Trucco: Rosalia Raimondo, Costumi: Franca Pezzulo, Acconciature: Alfonsina Cacciapuoti, Scenografia: Antonio Nardelli , Tommaso e Antonio Di Guida, Attrezzeria e oggettistica: Filomena Petrella, Lucia Petrella. Ad arricchire la rappresentazione la scuola di danza Smile Dancing di Anna Esposito nonché i ragazzi del Teatro Folli Idee di Castel Volturno. Regista il vulcanico ed esperto Antonio Nardelli che illustra così l’ardita operazione artistica: “In un periodo in cui si vive sui social e i valori sembrano essere un leggero ricordo, mi è stato proposto di portare in scena l’opera shakespeariana di Giulietta e Romeo. Volendo evitare di cadere nel classicismo spento che il teatro a volte è costretto a subire, ho voluto che l’opera parlasse già dalla scenografia; infatti il messaggio che porteremo in scena non è solo quello dell’amore di due ragazzi sfortunati, ma soprattutto di come si può essere così cinici e stupidi attraverso l’odio. L’amore in questa versione è un’amara possibilità prospettata alla felicità che due adolescenti (scelti apposta) provano ad inseguire. Stravolgendo, per un verso, alcuni dei protagonisti, onorando, per l’altro, i grandi G. Strehler, Zeffirelli e, sì, anche Aldo Fabrizi, ho cercato di rendere i personaggi vere maschere sociali, sperando di esserci riuscito. Sono fiero del cast integrato degli attori di Castel Volturno, frequentanti la scuola di formazione di base del Teatro delle Folli Idee, che hanno sposato e supportato questo progetto”.

In ogni caso, va evidenziato che l’attesissimo evento s’inquadra nell’ambito dei festeggiamenti in onore del Protettore, San Giovanni il Battezzatore, e che il personaggio Frate Giovannicoincide proprio col parroco Don Giovanni Corcione che umilmente ha chiesto per sé una parte non proprio di primissimo piano. Per converso, è appare di alto valore culturale la sua scommessa “tattica” sulle rappresentazioni teatrali, come si evince da questa dichiarazione rilasciataci in esclusiva: “Dopo la tragedia di San Giovanni Battista che abbiamo riproposto, con buona risposta di pubblico, nel 2018, la Parrocchia insiste sulla produzione artistica locale in una fase forte della religiosità e della socialità che prorompe dalla più importante festa patronale a Grazzanise. In realtà, vogliamo segnare una strada da seguire anche in avvenire: un percorso di creatività locale al servizio dei valori dello spirito e che impieghi bene le offerte dei fedeli, nel contempo permettendo ai giovani talenti del luogo di essere autentici protagonisti e all’intera comunità di distaccarsi per una serata dallo svago fine a se stesso e sovente deviante che purtroppo abbonda in questo difficile tempo”.

Ci scusiamo col lettore per un piccolo codicillo, di stampo grafico ed assolutamente estraneo a sì nobili propositi. Eccolo: il manifesto e la locandina riportano “Giulietta e Romeo” per l’opera che il Bardo intitolò “Romeo e Giulietta”. Riprendono una vulgata popolare o corrispondono ad un lapsus freudiano? Con questo dubbio atroce, che ci fa felicemente pensare ad una speciale simpatia del regista per Giulietta (…), andremo giovedì sera a tuffarci nell’immortale vicenda d’amore e morte, un tremendo binomio “cantato” dalla grande letteratura di tutti i tempi…

 

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