“IL NIDO DI UNA RONDINE” Una favola tratta dal libro di Matilde Maisto “Storie…tante storie”

Un giorno Elisa scorse un piccolo nido sotto il tetto di casa sua, proprio vicino alla grondaia.

 – Papà, di chi è quel nido? – Chiese.

 – E’ il nido di una rondine – Rispose il papà.

– E perché lei non c’è?

 – E’ ancora presto, Elisa, le rondini vengono a Primavera, devi aspettare un po’ per vederle – le spiegò il papà.

Allora Elisa aspettò paziente. Era curiosa di vedere la rondine che aveva fatto il nido lì: il papà le aveva detto che le rondini tornano sempre nello stesso posto, ogni anno, ed era contenta che quella rondine sconosciuta avesse scelto proprio il tetto di casa sua.

– Ma quando arriva? – chiese un giorno un po’ spazientita.

 – Le rondini devono fare un lungo viaggio prima di arrivare da noi, volano per chilometri sopra deserti e mari… ci vuole del tempo, sai?

 – Deserti?! – Chiese Elisa sempre più curiosa. Ma da dove vengono?

 – Ogni anno quando il freddo si avvicina, le rondini ritornano in Africa, attraversando in volo il deserto del Sahara. Qui per loro è troppo freddo d’inverno e non c’è abbastanza cibo. Ma quando si avvicina la primavera si rimettono in viaggio per tornare nei loro nidi sotto ai tetti dei bambini.

 – Che strano… – disse Elisa. – Come fanno a tornare sempre nello stesso posto a non sbagliare mai strada?

 – Questo è un vero mistero – disse il papà. 38 – Le rondini sono molto sensibili ed hanno una vista straordinaria. Si orientano con le stelle e con il sole, proprio come facevano un tempo gli antichi navigatori.

– Wow! – esclamò Elisa – Non vedo l’ora di conoscerle. Ho un sacco di domande da fare alle rondini! Sanno anche parlare? – Chiese infine.

 – No, sciocchina, le rondini non parlano… però puoi farci amicizia, così quando ritorneranno, oltre al loro nido ritroveranno un’amica.

Da quel giorno Elisa contò i giorni che mancavano all’arrivo della primavera ed immaginò le rondini in volo sopra mari e deserti. Poi finalmente il sole iniziò a far capolino più spesso fra le nuvole e i fiori nei prati iniziarono a sbocciare. Elisa trascorreva ore alla finestra per vedere l’arrivo delle rondini viaggiatrici. Sono arrivate! – gridò un giorno.

Nel nido sotto al tetto infatti c’era uno strano movimento. Elisa vide prima un’ala che si muoveva per sgranchirsi un po’ e poi… eccola! La testolina di una rondine. Sembrava molto stanca, ed Elisa pensò ai chilometri che doveva aver percorso nel cielo. “Chissà quante cose avrà visto…” si disse. “Se solo potesse raccontarmi dei suoi viaggi…” le sembrò che la rondine guardasse verso di lei. Allora Elisa le fece un sorrisone e la salutò con una manina. La rondine uscì dal nido e volò sul filo dell’elettricità. Poi ritornò velocemente nel nido a riposare. “Forse è il suo modo per dirmi che è contenta di essere tornata e che le sono un po’ simpatica” pensò.

Dal quel giorno Elisa seguì tutti i movimenti della rondine e dei suoi amici, ci parlava e sapeva riconoscere i suoi voli e che cosa volevano dire. Così diventarono grandi amiche!

 Un bel giorno ci fu una grande riunione di rondini sul filo dell’elettricità: sembravano discutere di cose molto importanti e facevano un gran rumore. Elisa capì che stavano organizzando qualcosa. Si rese conto che l’Estate stava finendo e solo allora, ricordò le parole del papà. Ecco perché si erano riunite: le rondini stavano decidendo il giorno della loro partenza, da lì a poco sarebbero di nuovo andate vie…

Quel giorno arrivò, tutte le rondini si misero in fila sullo stesso filo, Elisa le salutò e le guardò mentre prendevano il volo formando uno stormo simile ad una grande freccia nel cielo… ma non era triste: sapeva che le avrebbe riviste l’anno seguente!

Matilde Maisto

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